“L’Eremita: Smarrire e ritrovare se stessi” di Yonah

Essere fedeli al vero Sé interiore non è impresa facile per nessuno nella vita. Si commettono errori, sbagli, ci si forza da soli, si cerca di “cambiare” in nome degli altri, ci si finisce letteralmente per deformare. L’essere umano è dotato di pericoloso istinto di slealtà verso se stesso. E’ questa è un’esperienza di decrescita interiore che bene o male tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella nostra vita. Il cercare di adottare ruoli, maschere e condotte non realmente nostri. L’Eremita entra in campo proprio in questo fattore di vita: l’essere leali e fedeli verso se stessi. Cosa cerca dunque il vecchio con la lanterna? Cosa scandaglia nelle ombre degli abissi? Ma soprattutto, quali sono questi abissi in cui si avventura a schiena curva? Semplice: l’Eremita cerca se stesso e la verità all’interno dei propri trascorsi. L’Arcano numero nove è in movimento lento verso il proprio passato e background, si volta verso sinistra e ci spinge a chiederci: “Prima di procedere sono proprio sicuro che così facendo terrò fede alla mia storia e natura?” Nel suo silenzio l’Eremita rappresenta l’osservazione e la contemplazione. Se la Papessa è la medium che ascolta i sussurri del cosmo e l’Appeso è lo stregone che si immobilizza fisicamente per abbandonare se stesso all’estasi divina, l’Eremita è il mistico che si ritira sulle montagne per ritrovare se stesso. L’Arcano numero nove può annunciare la paura d’aver smarrito se stessi o di stare per farlo. Talvolta è anche realmente già capitato. L’Eremita è il sapiente di se stesso, totalmente estraneo ed alieno all’atteggiamento patriarcale del Papa che si fa scudo con dogmi e precetti: egli rappresenta l’uomo che si allontana per riflettere sopra una scoperta sensazionale, ovvero quella riguardante l’esistenza di un ordine delle cose. L’Eremita non è il Credente ma è il Cercatore e usa il dubbio come arma. E con cauta flemma procede accompagnato dal suo bastone: simbolo del legame tra uomo e terra, quella stessa terra che a tutti noi ha dato vita e custodisce nelle sue viscere tutte le informazioni che riguardano noi. Pazienza, Osservazione, Meditazione e analisi del proprio trascorso sono elementi cardini di questa carta, pesantemente ammantata per estraniarsi dal resto del mondo per riprendere in mano se stesso.