Nuove frontiere della psicoterapia. Conversazioni con Leo Zeff

Gli psichedelici come strumenti di espansione della consapevolezza

Un libro spregiudicato per lettori spregiudicati! E sì, perché ancora oggi i pregiudizi in questo campo sono molti, ma tutti dovuti ad un’informazione distorta, talvolta volutamente distorta …

Nello svolgere il suo lavoro Leo Zeff, chiamato “Capo segreto” dagli amici, ha vissuto nel costante rischio di essere scoperto e trattato come un criminale, così anche i suoi familiari e pazienti, ma ora è venuto il momento di far conoscere il lavoro di questo pioniere della psichedelia terapeutica.

Chiunque l’ha conosciuto ne è rimasto colpito profondamente, tanto più coloro che si sono sottoposti al “viaggio” nella propria mente! Tutte le società antiche tenevano in grande considerazione questo tipo di esperienze in quanto erano considerate come l’accesso diretto alla dimensione numinosa dell’esistenza.

Oltre a ciò l’esplorazione di questi profondi livelli di coscienza ha consentito una rapida diagnosi, se non addirittura la guarigione, di numerosi disturbi psichici più o meno gravi.

Ma ogni volta che viene scoperto un nuovo trattamento o una nuova medicina straordinaria, oltre alla ricezione favorevole all’interno di particolari cerchie, c’è sempre una resistenza emotiva che si dimostra tanto più forte quanto più significativa è l’innovazione proposta.

E’ da circa sessant’anni che un nuovo gruppo di sostanze psicoattive ha suscitato un’accesa controversia nei circoli professionali e nei mass media, perché essendo in grado di trasformare radicalmente la coscienza umana possono provocare un rifiuto delle consuete norme sociali.

Le sostanze in questione – mescalina, psilocibila, mdma, iboga e lsd – sono sempre state parte integrante delle culture tribali, dove vengono utilizzate come “medicine magiche” anche all’interno di particolari cerimonie religiose. Gli studi in proposito sono numerosissimi.

Purtroppo alla fine degli anni ’60 il promettente utilizzo degli psichedelici in psichiatria e in psicologia terminò in modo alquanto prematura, dal momento in cui questo tipo di medicinali venne dichiarato illegale … Ma uno dei pochissimi terapeuti che continuò a usare gli psichedelici, facendosi carico di tutti i rischi che ciò comportava, fu appunto Leo Zeff.

Fra i numerosi amici colleghi e sperimentatori ci limitiamo a citarne tre: Claudio Naranjo, famoso esperto di enneagramma, il celebre etnobotanico Terence McKenna, e il “padre” dell’Lsd Albert Hoffman: direi che sono sufficienti a dare credito al lavoro di Leo …

Siamo sicuri che questo libro porterà finalmente in luce l’importante lavoro pionieristico di Leo Zeff, che ha dato un notevole contributo alla psicologia degli stati di coscienza.

Concludiamo con una frase dello stesso Leo che così rispondeva a chi, preoccupato, gli chiedeva cosa pensasse del futuro dell’umanità:

“Penso che ce la faremo, l’umanità ha una bizzarra capacità di rivoluzionarsi quando deve farlo. Forse non tutti noi riusciremo a sopravvivere, ma non ho alcun dubbio che la nostra specie lo farà.”

 

B-Atman