Pagine Esoteriche – Fernando Pessoa

Pagine Esoteriche
Fernando Pessoa

«In primo luogo sentire i simboli, sentire che i simboli hanno vita e anima – che i simboli sono come noi» scrive Pessoa in uno dei suoi frammenti di filosofia ermetica. E poiché per lui «noi» non può che riferirsi a una pluralità proliferante, con i simboli si composero e attraversarono la sua mente «migliaia di teorie, grottesche, straordinarie, profonde, sul mondo, sull’uomo, su tutti i problemi che riguardano la metafisica». Che poi egli continuamente abbandonasse la teoria che aveva appena elaborato faceva parte della stessa fisiologia mentale. Comunque, in questa sua opera incessante e illusionistica, Pessoa molto attinse a fonti esoteriche, e di tale quête sussistono ricche testimonianze fra le migliaia di sue pagine manoscritte alla Biblioteca Nazionale di Lisbona. Per la prima volta questo volume ne raccoglie e articola una parte sostanziosa, permettendoci di capire a quali misteri alludesse, in Pessoa, quella «intelligenza analogica» che sola era in grado di guidare colui che si proponeva di «sentire tutto in tutte le maniere».

Fernando Pessoa – Poeta-alchimista, appassionato di cabbala e conoscitore della tradizione teosofica ed ermetica, fin da giovane Pessoa si inoltra per le segrete vie dell’occulto, spinto dalla volontà di penetrare quel mistero iniziatico di cui la creazione letteraria gli appare manifestazione e sintesi. La ricerca del Graal si identifica così per lui con la ricerca di quella Parola Perduta, di quella scrittura magica che dovevano servire “all’elaborazione di una lingua nuova in grado di esprimere e spiegare la natura di tutte le cose simultaneamente”, la lingua della quale avevano parlato i testi dei Rosacroce. Di tale “quete” sussistono testimonianze emerse fra i documenti che compongono lo spoglio Pessoa alla Biblioteca Nazionale di Lisbona.

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