San Silvestro 2018-2019

“Il mondo è cambiato, lo sento nell’acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell’aria.

Molto di ciò che era si è perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda..”

[Intro del Film “Il signore degli anelli”]

 

 

Salve,

la solitudine di chi si è separato da “Beth” non ha impedito il ricordo di chi ancora è prigioniero della matrice..

Chi si ricorda l’ultimo messaggio di B-Atman per il capodanno del 2017-2018?

 

“… ciò che conta è che ciascuno di voi è potenzialmente un B-Atman … ma la cosa più incredibile è che, almeno per una parte dell’umanità, il proprio Atman è in procinto di separarsi da “Beth”…”

 

Non c’è qualcosa di astruso da capire, né qualcosa da fare che non sia facile, purché Uno lo voglia.

Così leggiamo in un classico della letteratura taoista del XIII secolo:

 

“Che cosa significa liberazione dalla matrice? La liberazione dalla matrice è avere un corpo fuori dal corpo.”

[Il libro dell’equilibrio e dell’armonia, a cura di Thomas Cleary]

 

La sola cosa che veramente ci appartiene è la nostra coscienza: è il principio, il mezzo e il fine di tutto il nostro errare di vita in vita, o , se si preferisce, di sogno in sogno, perché in realtà:

 

“… l’uomo dorme, e quando muore si sveglia.” [Corano]

 

Si legge nel primo versetto degli aforismi di Siva, attribuito a Vasugupta (Kashmir Viii-IX sec.):

 ”caitanyamātmā che noi amiamo tradurre con: La coscienza è l’essere.

 

L’essere è fuoco per l’ente: o tu bruci l’ente con il fuoco dell’essere, o questo fuoco ti brucerà come se tu fossi l’ente.

La vita dell’uomo è una scintilla che brilla per un istante nella notte infinita: una voce interiore ci dice “affrettati lentamente, l’arte è lunga e la vita breve”.

Eppure c’è sempre qualcosa che ci distrae e ci confonde, ci rallenta e così perdiamo questa occasione meravigliosa, forse unica.

 

“Ma perché il capire non mi dà pace? Perché amare il Fato, se ti uccide tanto quanto la provvidenza e il complotto degli Arconti? Forse non ho ancora capito tutto, mi manca uno spazio, un intervallo. Dove ho letto che al momento finale, quando la vita, superficie su superficie, si è incrostata di esperienza, sai tutto, il segreto, il potere e la gloria, perché sei nato, perché stai morendo, e come tutto avrebbe potuto andare diversamente? Sei saggio. Ma la saggezza maggiore, in quel momento, è sapere che l’hai saputo troppo tardi. Si capisce tutto quando non c’è più nulla da capire.”

 [Il Pendolo di Foucault, di Umberto Eco]

 

Ci fu un tempo in cui lo spirito dell’uomo era uscito dalla notte cosmica e marciava verso la luce, ma fu soffocato da quel nemico che l’uomo porta con sé, che rappresenta il tiranno da spodestare perché il solo vero Re torni a regnare.

Noi siamo sicuri che ancora oggi ogni nobile cavaliere farà proprie le parole di Porthos:

 

“Preferisco morire coperto di sangue che da vecchio, a letto, nel mio piscio.”

[I Tre Moschettieri, Alexandre Dumas]

 

L’Uomo Nobile è quello che non-oblia la propria Origine e si sforza continuamente di trovare la luce e la via per ritornare alla Patria Celeste.

Ma la luce che noi cerchiamo non è quella del Sole fisico, bensì quella del Sole di mezzanotte che possiamo ritrovare solo nel profondo della nostra mente, togliendo tutti quei veli che l’oscurano.

In tale proposito ci permettiamo di dare una piccola indicazione al cercatore sincero:

 

“Dormiens Vigila”

 

E’ ciò che sta scritto sull’architrave del Laboratorio-Oratorio così come è raffigurato dall’adepto rosacrociano Heinrich Kunrath nel suo “Anfiteatro della Sapienza Eterna”.

 

Ma quel che mi par da deplorare, è che veggio alcuni insensati e stolti idolatri, li quali.. imitano l’eccellenza del culto de l’Egitto; e che cercano la divinità, di cui non hanno raggione alcuna, ne gli escrementi di cose morte ed inanimate; che con tutto ciò si beffano non solamente di quei divini ed oculati cultori, ma anco di noi…. e quel che è peggio con questo trionfano, vedendo gli lor pazzi riti in tanta riputazione… – Non ti dia fastidio di questo o Momo, disse Iside, perché il fato ha ordinato la vicissitudine delle tenebre e della luce. — Ma il male è, rispose Momo, che essi tengono per certo di essere nella luce.

[Giordano Bruno, Spaccio della bestia trionfante]

 

Dunque in questo fine anno, e per il nuovo anno, facciamo nostro l’invito che Dante mette in bocca a Ulisse che sprona i suoi compagni all’azione:

 

“Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza”.

 

Vi lascio con i miei più sinceri auguri per il nuovo anno, con il memento che sta scritto sulla tavoletta di legno che viene colpita per annunciare la meditazione nei templi e nei monasteri zen:

“Ti esorto rispettosamente a studiare il mistero, non passare i tuoi giorni e le tue notti invano.”

[Ultimi versi del “Sandokai” di Sekito Kisen, VIII secolo]

 

 

An-Atman