Trattato del pensiero vivente – Massimo Scaligero

Trattato del pensiero vivente
Massimo Scaligero

L’Io che l’uomo dice di essere non può essere l’Io,se non nel pensiero vivente : ancora da lui non conosciuto.
Egli conosce solo il pensato,o pensiero riflesso,ma non sa come lo conosce.
Deve prima pensare,per conoscere il proprio pensiero : non conosce il pensare.

Il presente trattato, anche se logicamente formulato accessibile, propone un compito attuabile forse da pochissimi. La sua concatenazione di pensieri è congegnata in modo che il ripercorrerla comincia a essere l’esperienza proposta: esperienza che, in quanto si realizzi, risulta non una tra le varie possibili all’uomo, ma quella della sua essenza interiore, che lo spirito esige da lui in questo tempo.Il trattato non è filosoficamente confutabile, essendo fondato su tale esperienza: che va compiuta, se si vuole disporre dei mezzi per porlin questione.Ma chi possa compierla, comincia a vivere in in un pensare che non ha nulla da porre in questione, perché penetra il mondo. E’ il pensare che è la verità di tutte le teorie e di nessuna, essendone la sostanza predialettica.

Massimo Scaligero, pseudonimo di Antonio Massimo Sgabelloni (1906-1980), pur provenendo da studi classici e da formazione umanistica, ancora giovanissimo ha, di propria iniziativa, un’esperienza logico-matematica e filosofica, integrata da una pratica empirica della fisica. Ben presto scopre, rispetto alla realtà originaria del pensiero, l’inanità discorsiva della dialettica e, attraverso demolitori del dialettismo, come Nietzsche e Stirner, perviene alle dottrine orientali. Coltivato lo Yoga per oltre vent’anni, sperimentandone le varie forme, sino a quelle mahayaniche dell’Estremo Oriente, consegue una sintesi personale, che gli da modo di riconoscere in Occidente il senso riposto dell’Ermetismo e il filone aureo di un insegnamento perenne, riconducente alla fraternitas dei Rosacroce. Collabora alla rivista « East and West».
I libri da lui scritti hanno funzione formativa, in quanto organizzati in modo che i testi sollecitino nel lettore le forze interiori di cui parlano.