“Alchimia Interna Taoista” di Roberto Giovagnoni

ALCHIMIA INTERNA TAOISTA

Per l’alchimia interna taoista esistono tre tesori che se coltivati possono permettere una progressiva trasmutazione corporea. In cinese prendono il nome di San Bao ( i tre tesori sono Jin, Chi e Shen).
Gli strumenti per passare e trasmutare la materia grossolana in luce spirituale (ling) sono la dieta, la purificazione della mente e delle emozioni, la gestione del respiro, la cura del corpo con la ginnastica di rafforzamento, la gestione dell’energia sessuale ed il corretto fluire nel corpo della nostra energia vitale.
Jing letteralmente significa “riso raffinato” ed è sinonimo di quinta essenza; è l’energia vitale originaria (incontro tra l’amore del padre e l’amore della madre tramite l’energia sessuale) che presiede ai processi organici di nascita, crescita, riproduzione, invecchiamento e morte. Il Jing pre-natale è dato e ci arriva dai nostri genitori, il jing post-natale si alimenta, invece, con i cibi ed il respiro.
Ch’i – aria – è sinonimo di vitalità, è l’energia vitale che permea il nostro organismo, l’acquisiamo dalla nostra eredità genetica, dal cibo e dal respiro. E’ l’aspetto su cui possiamo lavorare e che possiamo modificare per favorire la buona circolazione e la buona qualità dell’energia.
Shen – divinità/anima – è l’energia spirituale che si concentra nella nostra coscienza e si esprime con le nostre azioni ed il nostro linguaggio.
I processi organici rivelano la qualità del Jing, i movimenti e l’armonia del corpo mostrano il livello del Ch’i, la coscienza riflette lo Shen.

ANALISI DI UN TESTO : IL SEGRETO DEL FIORE D’ORO

“Senza principio, né fine,
Senza passato, senza futuro,
Un alone di luce circonda il mondo dello Spirito.
Ci si dimentica a vicenda,
calmi e puri pieni della potenza e del vuoto.”
(Lu Tzu, Il segreto del Fiore D’Oro)

“Il Segreto del Fiore d’Oro o del Grande Uno” è l’unico testo completo che si conosca, riguardante le antiche pratiche iniziatiche cinesi. Gli insegnamenti del libro, attribuiti al maestro Lu-Tzu, che visse fra la fine dell’VIII e il principio del IX secolo d.C. hanno per oggetto procedimenti di alchimia interiore, Spirituale, la quale con particolari tecniche di meditazione e di direzione delle “correnti sottili” dell’organismo mira alla trasmutazione ed alla integrazione dell’essere umano, a porre l’attenzione della coscienza sulla trascendenza e sull’originario, attenzione simboleggiata appunto dal Fiore d’Oro. Questi insegnamenti si rifanno non solo al Taoismo ma anche alla forma Cha’n del Buddismo.
Per il pensiero taoista l’anima non esiste di per sé ma viene costruita dal discepolo con un’esistenza basata su determinati valori e virtù ed esercizi fisici-energetici specifici che sono volti alla purificazione ed al rafforzamento del corpo materiale.

Il trattato del Fiore d’Oro diventa un manuale di istruzioni dato all’iniziato per favorire il suo personale raggiungimento del Tao, un aiuto diretto a porre fine all’incessante processo di prigionia dell’anima nella materia grossolana. L’iniziato, nel momento in cui comincia l’opera di trasmutazione, ha chiarezza del fatto che è lontano dalla Luce originaria e che il suo obiettivo è quello che potremmo definire una sorta di “ritorno a casa”.

Il libro dona al meditante una serie di esercizi spiegati molto dettagliatamente.
Sorprende l’originalità di un concetto: l’anima non risulta essere presente a priori nell’uomo; l’anima viene costruita durante l’esistenza terrena giorno per giorno con specifiche pratiche volte all’integrazione ed alla trasformazione dei nostri livelli esistenziali, fisici e psicologici. Il Tempio di questa “rinascita” è il nostro corpo. Nel corpo dell’uomo coesistono due principi primordiali: il sing (mente, respiro, emozioni – dimensione verticale) ed il ming (materia, pulsioni sessuali, umori corporei – dimensione orizzontale). Attraverso il duro lavoro l’uomo illuminato riesce ad unificare e bilanciare il sing ed il ming e costruisce il proprio “corpo di Luce”.

Ma come si fa a raggiungere questo livello di consapevolezza? Il trattato afferma che è necessario immergere lo Spirito nel basso ventre. Si tratta di un concetto alchemico fondamentale per il Taoismo, le nozze del fuoco (mente, respiro – shen e Qi) e dell’acqua (liquido seminale, pulsione sessuale, Jing). Se anziché far fluire all’esterno il principio liquido (seme-jing) lo si trattiene con la forza della mente, così che essa sgorghi verso l’alto nutrirà il corpo ed il cuore..

Solitamente il misticismo è volto al ricongiungimento con l’UNO attraverso una strada che vede nella negazione del corpo uno dei punti fondamentali (il corpo come prigione dell’anima). Per il Taoismo invece è inconcepibile tornare al GRANDE UNO senza l’utilizzo del corpo che riveste una importanza primaria per creazione di un’anima e di un corpo imperituri.

FARE NEL NON FARE – IL WU WEI TAOISTA

« Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei. »

I taoisti lo chiamano wu wei…. riguarda la consapevolezza di quando agire e di quando non agire.
Wu può essere tradotto come non avere; Wei con azione. Il significato letterale è quindi senza azione o meglio non azione. Lo scopo del wu wei è il mantenimento di un perfetto equilibrio, o armonia con il Tao, e quindi con la tua natura.

Nei primi testi taoisti, wu wei è spesso associato con l’acqua che ne rende perfettamente il concetto. Anche se l’acqua è leggera e debole, essa ha la capacità di erodere lentamente la roccia. L’acqua è compatta e rimane sempre uguale a sé stessa, a differenza del legno, la pietra o qualsiasi altro materiale che può essere suddiviso in pezzi. Essa può tuttavia riempire qualsiasi contenitore, assumere qualsiasi forma, andare dovunque, anche nei buchi più piccoli.

Il wu wei ci esorta a ritornare, ritornare a noi stessi…..

Ognuno di noi è una persona.
E’ uno spirito che anima un corpo per realizzare il proprio fato.
E’ un’opera unica e irripetibile del Creatore.

La “presenza”, aspetto vitale dell’alchimia, assume importanza assoluta nel taoismo.

Tutte le tecniche elaborate nel corso dei secoli servono unicamente a questo scopo: essere presenti e consapevoli del nostro interno, del mondo che ci circonda, delle forze visibili e invisibili che agiscono tra “Cielo e Terra”.

Possiamo però farlo solo se abbiamo un cuore in pace e una mente “chiara”.

La finalità della meditazione taoista è innanzitutto trascorrere del tempo con noi stessi per riconnettersi allo spazio sacro della propria dimensione interiore. La tecnica meditativa conduce a uno stato mentale di tranquillità e di pace.

Tiao Shen – armonizzare il corpo

Il primo passo dell’esperienza è diretto a preparare il corpo in modo da consentire all’energia di fluire senza impedimenti e poter beneficiare della pratica.

Per prepare il corpo basterebbe essere “Ziran” (spontaneo).
Essere Ziran vuol dire seguire la natura, sviluppare una consapevolezza del proprio corpo, dei suoi bisogni, imparare a sentirlo, usando la mente non come uno spettatore esterno ma come un servitore con il compito di perlustrare il territorio e scoprire anomalie e tensioni.

L’energia fluisce liberamente unicamente se sei in salute, se non ci sono blocchi fisici, mentali o energetici, le tue articolazioni sono sciolte, i tuoi muscoli sono rilassati, la tua mente è calma

In piedi, posizione solida e stabile, ginocchia morbide, leggermente piegate, bacino proteso in avanti, immagina di sedere su una sedia invisibile.

Mantieni diritta la colonna vertebrale.
Mento retratto verso la gola.
Rilassa le spalle.
Il naso è sulla verticale dell’ombelico, le spalle su quella dei fianchi.
Poggia la punta della lingua alla radice degli incisivi.
I denti si toccano ma non stringono.
Rilassa le labbra e tutta la muscolatura facciale.
La saliva prodotta va ingoiata
Mantieni gli occhi socchiusi, con lo sguardo fisso a terra su di un punto alla distanza di circa un metro da te,

Le braccia rilassate, palmi lungo i fianchi senza toccarli o palmi rivolti dietro di te.

Concentra la tua attenzione per 5 minuti sulla tua respirazione, ispira ed ispira….
Terminata questa fase, rimani per 10 minuti semplicemente in ascolto di te stesso….

Tiao Xi – armonizzare il respiro

La vita inizia con un atto respiratorio e così finisce.
Per tutta l’esistenza, il respiro è presente a testimoniare la vita.
Ecco la necessità di avere consapevolezza di esso, di prendersene cura, di seguirlo e far seguire da esso tutte le nostre attività.
Un’attenzione particolare va posta sul non forzarla mai, sul farlo fluire liberamente, affinché l’aria possa raggiungere ogni area polmonare.

Siediti con le gambe incrociate.
Unisci le mani in grembo.
Mantieni diritta la colonna vertebrale.
Mento retratto verso la gola.
Rilassa le spalle.
Il naso è sulla verticale dell’ombelico, le spalle su quella dei fianchi.
Poggia la punta della lingua alla radice degli incisivi.
I denti si toccano ma non stringono.
Rilassa le labbra e tutta la muscolatura facciale.
La saliva prodotta va ingoiata
Mantieni gli occhi socchiusi, con lo sguardo fisso a terra su di un punto alla distanza di circa un metro da te.

Lascia fluire liberamene l’aria per calmare il cuore (2/3 minuti)
Inspirate naturalmente ma controlla la tua espirazione facendo in modo che duri il doppio dell’inspirazione (10-20 minuti).

Tiao Xin – armonizzare la mente

Yi non indica una concentrazione forzata perché focalizzare l’attenzione è comunque uno sforzo.
Yi indica lo stato in cui corpo e mente sono tutt’uno, ove non c’è distinzione tra pensiero e azione poiché sono la stessa cosa.

“La mente è la presenza dell’intenzione.
Gli occhi sono il centro dell’intenzione.
Il movimento è l’azione dell’intenzione.
Il respiro è il flusso dell’intenzione.”

Quando inspiri prova a dirti mentalmente: “Pace”, quando espiri prova a , dirti mentalmente : “Serenità” (10-20 minuti).
Applica queste parole (il Sorriso Interiore) ai tuoi organi interni, visualizzandoli ad uno ad uno.

Go – ti – “la via dell’adepto”

“trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro al centro che permette di usare la ruota.
Si plasma un recipiente con l’argilla, ma è lo spazio all’interno che lo rende utile. Scolpite con maestria porte e finestre, ma è lo spazio vuoto della stanza che si usa.
L’utilità di ciò che è dipende da ciò che non è”

(Tao Te Ching)

I biografi di mozart narrano che una volta il compositore disse ad un ammiratore che il silenzio da cui emerge ogni singola nota è più importante della nota stessa, è proprio lo spazio vuoto tra le note che permette alla melodia di essere musica…. Se non ci fosse il vuoto ci sarebbe solo uno stridente suono continuo.
Il brano citato sopra è l’undicesimo versetto del Tao Te Ching, l’opera principale del taoismo attribuita al leggendario filosofo e sapiente Lao –Tze.
Nel primo verso del capitolo il buco centrale che permette alla ruota di muoversi può essere paragonato al vuoto vitale che vi permette di fluire armoniosamente con la vita.

Anche il Sutra del Cuore Buddista esprime un concetto analogo:

“La forma è il vuoto e il vuoto è la forma”

Ogni forma non esiste di per sé, ma in relazione alle altre, e il vuoto assume sempre una forma. La forma esiste perché esiste il vuoto, e il vuoto esiste per dare forma alle cose.
Vuoto e forma, vuoto e pieno, essere e non essere… l’uno è complementare all’altro, l’uno produce l’altro.

Ora inizia a prestare attenzione al tuo respiro, il tuo respiro naturale….
concentra il tuo sguardo su un punto fisso… fissando una candela… un immagine…
raggiungi la quiete del cuore…. il silenzio dell’anima….

Nel silenzio dell’anima osserva… osserva… osserva il tuo Spirito…..

fluttua… ascolta… osserva….

Dov’è il tuo Spirito ora?

Dove è la tua intenzione?

Dov’è la tua azione?

Dov’è il tuo essere?

CONCLUSIONE

“Il sommo bene è come l’acqua:
l’acqua ben giova alle creature e non contende,
resta nel posto che gli uomini disdegnano.
Per questo è quasi simile al Tao.
Nel ristare si adatta al terreno,
nel volere s’adatta all’abisso,
nel donare s’adatta alla carità,
nel dire s’adatta alla sincerità,
nel correggere s’adatta all’ordine,
nel servire s’adatta alla capacità,
nel muoversi s’adatta alle stagioni.
Proprio perché non contende
non viene trovata in colpa.”
Tao Te Ching – Cap XIII

I Cinesi chiamano l’alchimia interna taoista “arte di nutrire la vita”. Questa antichissima pratica rappresenta un perfetto strumento per favorire la trasformazione individuale.

L’idea principale dell’alchimia interna taoista può essere definita “dissolvenza”.
la “Dissolvenza” ci insegna a “stare”… ci aiuta ad ascoltare il nostro corpo, il nostro respiro, la nostra energia… lasciando che i nostri pensieri e le nostre emozioni scorrano… come l’acqua che scivola leggera verso il mare….

La Dissolvenza ci fa trovare il nostro essenziale, ci fa tornare alla semplicità, lasciando andare il superfluo… quello che in questo momento non ci serve….

La “dissolvenza”, ci esorta a seguire l’esempio dall’acqua… l’acqua scorre e fluisce, se la mettiamo in un recipiente è duttile e prende la sua forma… l’acqua è comunque anche forte.. può scavare le montagne…

Portare questa idea nella nostra vita di tutti giorni può diventare dirompente e favorire il nostro massimo benessere.
Essa ci aiuta a prendere coscienza delle nostre emozioni, ad accettare che possiamo incontrare degli ostacoli, a prendere atto di momenti più e meno difficili, senza fare tragedie ma anzi cercando dentro di noi, senza affanno e con armonia, le risorse necessarie per vivere un’esistenza piena e soddisfacente.

Con l’idea di dissolvenza termina la seconda parte del nostro percorso all’interno dell’alchimia interiore… Successivamente prenderemo contatto con i moderni concetti e le moderne pratiche che si ispirano a questa antica saggezza.

Possa la Luce illuminare e custodire il Vostro Sentiero,

Roberto

Perugia 22 settembre 2016 Roberto Giovagnoni
Counselor Professionale, trainer di training autogeno ed esperto di Angelologia
email roberto.giovagnoni@tiscali.it, cell 347 7318882

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