Anfiteatro della Sapienza Eterna, Sola, Vera, di Heinrich Khunrath

Anfiteatro della Sapienza Eterna, Sola, Vera

di Heinrich Khunrath

Finalmente tradotto in lingua italiana uno dei più celebri testi della letteratura rosacrociana! In vero c’era già stata nel 1973 una pubblicazione della casa editrice Atanor, ma che riproduceva soltanto le XII tavole con il commento di Papus, Marc Haven e Stanislas de Guaita: niente male per l’epoca. Oggi però abbiamo l’opera nella sua interezza, anche se questo non interessa certo i lettori d’esoterismo della domenica pomeriggio…Tuttavia siamo sicuri che in questa penisola baciata dal Sole c’è ancora un sufficiente numero di autentici ricercatori che, al di là di ogni distrazione o presunta giustificazione, riuscirà a trovare il tempo per leggere (e ri-leggere..) questo “gioiello” rosacrociano. In effetti è lo stesso Khunrat a chiarire nel prologo dell’opera che:

“… l’acqusizione dell’esperienza, soprattutto per colui che è stato recentemente iniziato, non è il lavoro di un giorno, né d’una settimana, né d’un mese!”

Fu Khunrath un “vero” alchimista? Come al solito la maggior parte degli studiosi afferma che si tratta di un testo scritto con un linguaggio metaforico… si ma la metafora qual è? D’altronde ancora oggi c’è chi legge “Il Mistero delle Cattedrali” del celebre Fulcanelli come se si trattasse di un’opera sul gotico francese!

Ci piace lasciarvi con le parole di augurio dello stesso Kunrath:

“Apprendete dunque a conoscere il Sale della sapienza antichissima, il Vitriolo cattolico della natura, che si trova cattolicamente nella sola miniera della sapienza, e voi conoscerete Teo-Soficamente tutto in tutte le cose.”

Grazie alla casa editrice “Metauro” di Pesaro per aver stampato questo libro, e complimenti alla traduttrice Giulia Ferretti.

Ps: Dormiens Vigila!

B-Atman