Brahmasutra – Badarayana Vyasa

Brahmasutra
Traduzione dal sanscrito e commento di Raphael
Badarayana Vyasa

Il Brahmasutra è una delle “fonti” del Vedanta insieme alle Upanisad e alla Bhagavadgita. L’Autore, Badarayana-Vyasa, prende in esame i passi più significativi delle Upanisad con l’intento di mostare come un motivo conduttore unico le pervada.
La sua struttura estrememente sintetica impedisce di fatto l’intelligibilità dell’opera: da qui i Commenti che sono stati fatti da varie scuole e posizioni filosofiche anche contrastanti.
Sankara lo ha commentato dalla prospettiva Advaita e da tale prospettiva, essenzialmente metafisica, le apparenti contraddizioni, che da un approccio monisrico o dualistico, oppure da una lettura semplicemente letterale, emergono tra le affermazioni delle Upanisad scompaiono per svelare l’intrinseca unità della visione upanisciadica della Realtà.
Badarayana, un saggio che per autorità e realizzazione coscienziale è stato identificato a Vyasa, il rishi che ordinò i testi dei Veda, del Mahabharata e dei Purana, ha codificato in questa sua opera l’insegnamento del Vedanta esposto nelle Upanisad.
L’intento di Badarayana è quello di dare la giusta prospettiva di interpretazione dei più profondi e significativi contenuti delle Upanisad. Ciò si era reso necessario per alcuni aspetti unilaterali di alcune scuole di pensiero ortodosse, che accettano la tradizione, sia non-ortodosse.
Il Brahmasutra ripropone, nella loro semplice incisività, le asserzioni della Sruti e della Smrti mostrando la loro concordanza e non contrapposizione nel riconoscere il Brahman non-duale o nirguna quale ultima Realtà.
Raphael, nel suo Commento, sottolinea come Badarayana non combatte le varie tesi ma fa comprendere che i loro postulati non possono rappresentare la Verità ultima com’è esposta nei Veda-Upanisad.
Inoltre, mette in risalto i due aspetti – dottrinale e pratico-realizzativo – presenti nel Testo e traccia brevi ma illuminanti confronti con altre correnti filosofiche (dualismo, idealismo, realismo, teismo, ecc.); e con opportuni accostamenti alla Filosofia di Parmenide, Platone, Plotino ecc., evidenzia l’unità della Tradizione unica universale a livello metafisico.