“Camminare sul Mare dell’Esistenza: Sogni Consapevoli e Coincidenze Significative” di Roberto Giovagnoni

CAMMINARE SUL MARE DELL’ESISTENZA: SOGNI CONSAPEVOLI E COINCIDENZE SIGNIFICATIVE

 “Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!»” (Mt 14,22-32).

 

“ – Gesù si scuote dalla sua preghiera. Si alza. Guarda il lago. Cerca alla luce delle superstiti stelle e della povera alba malata e vede la barca di Pietro che arranca faticosamente verso la sponda opposta, ma comprende che non ce la potrà fare.
Gesù si avvolge strettamente nel mantello sollevando il lembo sul capo come fosse un cappuccio, e scende di corsa, non per la strada già fatta ma per un sentiero rapido che va direttamente al lago. Va così velocemente che sembra che voli.
Giunto sulla riva schiaffeggiata dalle acque che fanno sul greto tutto un orlo di spuma sonante e fioccosa, prosegue il suo cammino veloce come non procedesse su un elemento liquido e tutto in movimento ma sul più liscio e solido pavimento della terra.
Sembra che tutta la poca luce che ancora viene dalle rare e morenti stelle e dall’alba burrascosa converga su di Lui. Vola sull’acqua, sulle creste spumose, nelle pieghe scure fra onda e onda, a braccia tese in avanti, col manto che si gonfia intorno alle sue gote e che svolazza, per quanto può, così stretto come è al corpo con un palpito d’ala.
Gli Apostoli lo vedono e gettano un grido di paura che il vento porta verso Gesù.
“Non temete. Sono Io.” La voce di Gesù, per quanto abbia il vento contrario, si espande sul lago senza fatica.
“Sei proprio Tu, Maestro?” chiede Pietro. “Se sei Tu dimmi di venirti incontro camminando come Te sulle acque”.
Gesù sorride: “Vieni” dice semplicemente come fosse la cosa più naturale del mondo…
E Pietro, seminudo come è, ossia con una tunica corta e senza maniche, fa un salto sopra bordo e va verso Gesù.
Ma quando è lontano una cinquantina di metri dalla barca e quasi altrettanto da Gesù, viene preso dalla paura. Fin lì l’ha sorretto il suo impulso d’amore. Ora l’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento… teme per la propria vita. Come uno messo su un suolo scivoloso o meglio su una sabbia mobile, egli comincia a traballare, ad annaspare, a sprofondare. E più annaspa, più ha paura e più sprofonda.
Gesù si è fermato e lo guarda. Serio. Attende. Pietro va sott’acqua. Scompaiono i malleoli, gli stinchi, i ginocchi. E il terrore si palesa sul suo viso. Un terrore che lo paralizza anche nel pensiero. Finalmente si decide a guardare Gesù. E basta che lo guardi perchè la sua mente cominci a ragionare, a capire dove è salvezza. “Maestro, Signore, salvami”.
Gesù quasi portato dal vento e dalle onde si precipita verso l’Apostolo e gli tende la mano dicendo: “Oh!, uomo di poca fede. Perchè hai dubitato?”; Pietro si afferra convulsamente alla mano di Gesù, lo guarda per vedere se è in collera, lo osserva con un misto di paura e pentimento.
Ma Gesù gli sorride e lo tiene ben stretto al polso, sino a che raggiunta la barca scavalcano insieme il bordo. E Gesù comanda: “Andate a riva. Costui è tutto bagnato.” Le onde si acquietano per facilitare l’approdo, e la città vista prima dal Maestro mentre pregava sulla collina si delinea, ancora assonnata, oltre la riva.”

Il passo del Vangelo di Matteo che ci presenta il miracolo di Gesù che cammina sulle acque, che potete leggere sopra, nella visione poetica che ci è stata trasmessa dalla Mistica Cristiana Maria Valtorta, rappresenta una potente metafora della vita.
Come Pietro e gli Apostoli, infatti, molte volte ci troviamo da soli ad affrontare le tempeste dell’esistenza; situazioni difficili, dolori, pensieri limitanti, abbandoni… questi eventi provocano in noi rabbia, paura, dolore, terrore. In queste prove, come per Pietro, il nostro sguardo diventa vuoto, smarrito. Non riusciamo a vedere la presenza di segni e di possibilità… come Pietro dobbiamo ricordarci di alzare il nostro sguardo portandolo nell’oltre per comprendere che esistono infinite opzioni, e che queste potenzialità non sono tutte negative….
Anche se, quando siamo in difficoltà, la materia ci appare come l’unica legge, l’unica sostanza, l’unica matrice di ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà; possiamo provare ad immaginare, entrando nello spazio meditativo, nella concentrazione profonda o nel momento del sogno consapevole la presenza di un’essenza fluida che si manifesterà nella nostra realtà quotidiana grazie alla mutata consapevolezza. Per mezzo del potenziamento della coscienza ogni nostro stato interiore, se lo crediamo profondamente, può riuscire a influenzare la quotidianità modificando per il meglio il nostro modo di concepire il mondo.
Avere una nuova visione, dare uno sguardo nuovo, interiore ed esteriore, finisce per diventare l’atto supremo, la più importante azione della vita.
Come un seme, uno “sguardo pieno” arriva a possedere due componenti: una creativa e una ricettiva, una capace di creare ciò che veramente vogliamo, ciò che veramente ci rappresenta   e l’altra che assorbe schemi, convinzioni, immobilità.
Quando osserviamo nel silenzio del nostro essere siamo liberi, puri e possiamo creare, ma noi viviamo nella materia e tutto ciò che assorbiamo dall’esterno ci fissa, ci influenza e consuma la nostra energia.
Per purificare il nostro “sguardo pieno”, liberarlo dalle impressioni, da tutte le cose che abbiamo già visto, da tutto ciò su cui ci fissiamo, è importante imparare ad entrare profondamente in contatto con noi stessi.
Guardarsi dentro è un “atto sacro”, l’atto che più di tutto è capace di cambiare il nostro mondo, di influenzare anche il nostro modo di vedere l’esterno e la realtà.
L’obiettivo che ci prefiggiamo con questo “atto sacro” è costruire la nostra libertà.
La libertà inizia liberando il nostro “sguardo pieno”.
Uno “sguardo pieno” amplifica la nostra coscienza, la purifica, la rende indipendente e , come tale, in grado di produrre da sola cambiamenti profondi.
Lo “sguardo pieno” ci permette di non opporci ai disturbi ed ai disagi.
Guardare ciò che capita dentro di noi, con piena fiducia e senza paura, è curare, è inondare di luce, di coscienza le forze oscure che ci incalzano. I brutti pensieri si disintegrano nel momento in cui smettiamo di ragionare su ciò che non va… come dicono i Maori…
“volgi il tuo sguardo verso il sole e le ombre cadranno dietro di te”
 

Meditazione della piramide di luce

“L’intero spazio è colmo, impregnato di luce. Fate della Luce il vostro principale tema di meditazione, concentratevi su di essa: a poco a poco, essa verrà perfino a sostituire tutte le particelle logore e malaticce del vostro corpo con particelle nuove, più pure. Poi, una volta che sarete in grado di attirare la Luce in voi, dovrete anche esercitarvi a proiettarla nel mondo intero per aiutare tutti gli esseri umani.”
 Immagino di stare in un immensa radura verde. Percepisco la piacevole sensazione dell’erba morbida ed umida sotto i miei piedi. Ascolto il fruscio del vento ed il canto degli uccellini.
Lentamente cammino e mi sento sereno, felice… in pace con me stesso e con il mondo…
Improvvisamente una luce intensa cattura la mia attenzione…. sono incuriosito… e mi dirigo verso la fonte di questa energia pura e limpida…
 Mi avvicino e vedo una grande piramide di cristallo che cattura e rifrange la luce del sole… Noto un’apertura nella piramide e senza esitazione entro al suo interno
 Mi ritrovo in una grande sala quadrata con pareti di cristallo purissimo, da cui emana una potente vibrazione positiva…. Tutto è in perfetta sintonia con il mio cuore, mi sento completamente a mio agio, mi sento bene….
 mi siedo al centro della piramide e chiudo gli occhi … percepisco un raggio intensissimo di colore dorato che circonda tutto il mio corpo…
 Il raggio dorato mi purifica e risana… mi dona salute e forza….
 Dico a me stesso….
 “Io sono il Creatore della mia esistenza, Io possiedo la Forza della Luce….   Io sono un Raggio d’Amore Infinito.
 Io non ho più paura o timore: Io dimoro nella Luce, Io sono Luce viva… Io sono   Luce incorruttibile, Io sono luce che crea, Io sono luce che risana e guarisce……
 Io sono Luce… Io sono Luce…. Io sono Luce….
 Ora mi metto semplicemente in ascolto…. la luce mi dona forza, coraggio, salute…. mi sento bene ed in armonia….
 Rimango ancora per un poco di tempo in questo magico flusso d’amore e di pace…. ringrazio per i doni ricevuti…. e uscendo dalla piramide di luce mi preparo a rientrare nel mondo …….
 Sposto l’attenzione sul mio respiro, faccio tre grandi ispirazioni ed espirazioni e pieno di gioia ed energia con un grande sorriso rientro nella stanza…
  

La forza del sogno

Nel centro di Parigi c’è un negozio che apre a mezzanotte in punto. Lo apre un signore basso, con la barba bianca e un cappellino in testa. Nel suo negozio non c’è niente che si possa acquistare. Ma c’è una grande sala, con un divano e brandine con materasso che occupano tutto lo spazio. Ma chi va in questo negozio?
Quelli che non riescono a dormire.
Si presentano al signore e gli dicono cosa fanno nella vita. Poi lui ci pensa un poco su e regala loro un sogno. Allora i clienti vanno a sdraiarsi su un divano o un materasso….
….anche quelli con poca fantasia, si ritrovano in un mondo fantastico, nel proprio mondo ideale. Qui i clienti diventano i protagonisti di avventure mozzafiato, che possono vivere solo in questo negozio.
Molti anni fa un gruppo di persone incuriosite da questo luogo e dal suo proprietario cercò di investigare su ciò che accadeva ogni notte dopo la mezzanotte in quel negozio, quando un cliente si presentava a quel signore basso. Per fare luce su questo mistero uno di loro si offrì come cliente. Non si poteva fare altrimenti, dato che le persone preferivano non parlare della notte trascorsa in quel negozio.
Ecco il racconto dell’investigatore la mattina seguente:
“A mezzanotte in punto mi presentai al negozio, fingendo di non riuscire a dormire. Era un negozio buio, costituito da una grande stanza con accanto un piccolo vano adibito a sala accoglienza . Appena si entrava dalla serranda grigia e pesante da sollevare, ci si accomodava davanti a un banchetto con due sedie, su una delle quali sedeva il signore basso con la barba bianca. Sotto al banchetto avevo notato subito un grande baule di legno, chiuso da resistenti cinghie di pelle. Il signore basso prima di iniziare a parlare lo aprì, e così potei scorgere centinaia di piccoli cilindri trasparenti, di mille colori. Erano piccole pillole invitanti. Il signore ne prese una e, a questo punto, mi fece un’importante premessa, dopo avermi chiesto solamente il mio nome mi disse che avrebbe riempito la pillola che aveva in mano della mia infanzia, dei giochi, della mia storia, dei sogni che avevo fatto da bambino e dei desideri che non avevo mai potuto realizzare; una volta addormentato avrei sognato tutti gli ingredienti della pillola magica. Incominciammo subito dopo a dialogare. Il negoziante mi porgeva numerose domande. Era su questo che si concentrava, mi voleva far confidare. Mi fece raccontare tutta la mia storia minuziosamente, entrando nei dettagli; mi fece sfogare raccontando le mie paure e ciò che stavo pensando. Magicamente gli raccontai tutto come se fosse lui a strapparmi le parole di bocca. Durante tutto il colloquio il signore basso aveva manipolato tra le mani la pillola, suppongo che fosse di zucchero. Dopo la lunga chiacchierata, durata diverso tempo, ci interrompemmo e il negoziante mi porse la pillola, che succhiai senza alcuna fatica, gustandola come una caramella gelatinosa. Ci dirigemmo verso la seconda sala, arredata con innumerevoli brandine e un lungo divano. Io ero il terzo cliente e mi accomodai su una brandina situata in un angolo della sala. Anch’io, come tutti gli altri clienti, prima di addormentarmi riflettei su ciò che avevo raccontato al signore basso. Con questi pensieri lentamente mi addormentai. Sognai serenamente, come mai mi era accaduto prima. Nel sogno mi rividi piccolo, al parco che giocavo con i miei fratellini, i miei amichetti e i miei cuginetti. Giocavo a nascondino dietro agli alberi. Erano momenti della mia infanzia che, pur essendo stati momenti felici, avevo dimenticato, cancellato dalla mia mente. Mi erano tornati alla memoria questo e tanti altri episodi della mia infanzia, anche spiacevoli, che ora non racconto perché appartengono alla mia sfera privata.”
(dal racconto “Il negozio di sogni” di Andrea Eremita)
 
La moderna società tecnologica non pone attenzione sull’“arte del sogno”.
Tutti sogniamo, ma pochi di noi lo sanno fare in modo consapevole. Saper vivere bene il tempo onirico ci aiuta a ridurre i pensieri negativi e depotenzianti che limitano la nostra possibilità di godere delle bellezze e delle gioie della vita.
La saggezza filosofica di tutto il mondo ha da sempre enfatizzato un principio, apparentemente illogico, e cioè che “l’immaginazione crea la realtà”.
Recenti studi scientifici hanno confermato questo assunto. A livello neurologico l’utilizzo delle facoltà immaginative attiva un processo di modificazione psicofisica in quanto il sistema nervoso centrale non avendo capacità di distinguere l’immaginato dal reale, si conforma a quanto volontariamente proposto durante pratiche come la meditazione, la concentrazione profonda, la fantasia guidata o il sogno consapevole, attivando le necessarie capacità celebrali.
E’ ovvio che solo con costanza e disciplina, le nuove connessioni neurali attivate, diverranno stabili, in quanto il nostro cervello, che opera secondo un principio di efficienza ed esclusione, le potrà riconoscere in anticipo e predisporre, nella “realtà diurna effettiva” la coordinazione motoria, il linguaggio appropriato, le azioni necessarie per quanto da noi desiderato. 
Sviluppare l’arte di sognare sapendo che si sta sognando in modo cosciente e consapevole ci permette di esplorare una nuova dimensione dell’esistenza e di modificare a piacere gli eventi in quanto causa e non effetto del proprio sogno, come comunemente avviene.
Un sogno consapevole è un momento speciale in cui, volontariamente tramite delle tecniche o involontariamente per fortuna o naturale predisposizione, ci si accorge di stare sognando. Sviluppiamo questa facoltà principalmente durante le fasi REM della nottata, anche se può capitare di sognare anche nelle fasi di sonno che dovrebbe essere profondo, oppure all’inizio della nottata.
Secondo Stephen LaBerge, scienziato all’università di Stanford e fondatore del Lucidity Institute, un centro di ricerca sul fenomeno, per sogno consapevole si intende “il sognare sapendo di stare sognando” cioè fare un sogno conscio.
Il fenomeno può essere descritto come “risveglio nel sonno“, ovvero la coscienza che abbiamo da svegli entra a far parte del mondo onirico.
Per essere più chiari:
Solitamente quando si sogna si è convinti che ciò che si percepisce, vede e sente sia la realtà; ci si ritrova totalmente coinvolti dalle situazioni, per quanto analoghe, bizzarre o grottesche siano, si vive pertanto da attori inconsapevolmente passivi di una realtà virtuale, che viene riconosciuta come tale solamente in seguito al risveglio.
E se invece vi rendeste conto di ritrovarvi in una realtà virtuale mentre ci siete dentro? Questo è esattamente ciò che avviene e la situazione cambia esponenzialmente: non sì è più attori inconsapevolmente passivi, ma attori consapevoli e potenzialmente attivi, sognatori consapevoli.
Riconosciuto il sogno come tale, mentre si sta vivendo, le possibilità che si aprono sono infinite; la realtà che ci si presenta davanti non dovrà essere necessariamente subita, ma potrà essere controllata, parzialmente o totalmente, interagendo a proprio piacimento con il mondo onirico.
Le coincidenze significative

Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.
– “Che strada devo prendere?” chiese.
La risposta fu una domanda:
– “Dove vuoi andare?”
– “Non lo so”, rispose Alice.
– “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”.
Molte volte ci capita di pensare ad una persona e subito dopo riceviamo una sua telefonata, in altri casi diciamo un numero a voce alta e un’auto passa di fronte ai nostri occhi con la targa formata dalla medesima cifra che abbiamo espresso, in certe occasioni leggendo un libro, una frase particolare ci colpisce e, appena usciamo incontriamo un amico, che nel mezzo del discorso ci ripete la stessa frase.
Queste eventi particolari e misteriosi si possono definire “coincidenze significative”
Le “coincidenze significative” ci mostrano segnali che l’universo dissemina ad arte sul nostro percorso quotidiano per “comunicarci qualcosa che riguarda solo noi stessi e il nostro colloquio interiore”; rappresentano una risposta del “mondo invisibile”, interna o esterna, affermativa o negativa ad uno stato d’animo o ad una richiesta inespressa.
Simili fenomeni si verificano nel momento in cui le manifestazioni psichiche (sogni, visioni, presentimenti) arrivano ad avere una corrispondenza nella realtà esteriore. La teoria della sincronicità ci suggerisce l’esistenza di un mondo misterioso che trascende la causalità, che è situato in un altro ordine della realtà: oltre le cause materiali, oltre lo spazio e il tempo….
La nostra psiche diventa, per qualche misteriosa condizione, un trasformatore dell’energia degli archetipi che operano immutabili, oltre lo spazio ed il tempo, con frequenze vibrazionali incomprensibili per la nostra comune razionalità.
Gli antichi popoli conoscevano benissimo questo fenomeno. Attenti osservatori della natura, si muovevano in un universo costruito con energie viventi, dove tutto è unito: passato, presente e futuro sono in relazione, e ogni essere senziente è connesso con tutti gli altri. Il loro assunto era quello di concepire l’esistenza di un destino dinamico, nel quale ogni essere possiede il libero arbitrio. Il presente per gli antichi saggi è eterno, un assoluto che dura solo un istante, costante creazione e generazione delle forze vitali. Ogni momento, immutabile, come il centro di un quieto vortice ci permette di comprendere che le cose sono collegate come nella più sottile tela di un ragno. Il movimento più lieve di ogni filo può essere percepito da tutti i punti della tela.
Camminare sul mare dell’esistenza

Auto-ascolto, sogno consapevole e attenzione alle coincidenze significative sono strumenti che ci aiutano a “metterci in moto” per facilitare il nostro processo evolutivo diretto alla trasformazione ed al miglioramento della nostra vita.
Non possiamo essere passivi di fronte a questi fenomeni. Quando iniziamo a lavorare su noi stessi, partiamo dal ricercare il nostro “centro”, la nostra “essenza”. In questo modo andiamo ad attivare le nostre risorse nascoste, seppellite, bloccate e lasciamo andare le ferite, le paure, gli schemi, i modelli, le difese, le credenze ed i condizionamenti
Andiamo a creare il nuovo dentro e fuori di noi, a partire da ciò che già possediamo nel nostro cuore……..
La memoria del “cuore” emerge nel momento in cui iniziamo ad accogliere… accettare ed amare…. attraverso il “centro” passa la nostra più pura energia, l’energia della nostra evoluzione e della nostra trasformazione.
Grazie alla “pura energia”, le nostre frequenze fisiche si elevano e si trasformano in frequenze spirituali, la nostra capacità di amare e di ricevere amore si attiva, le percezioni più elevate si trasformano in energie concrete ed utili per la vita di tutti i giorni.
Ogni giorno entriamo in contatto con tre forme principali di energia che si trovano dentro e fuori di noi:
–  l’energia della trasformazione, grazie alla quale impariamo ad osservare, riconoscere e discernere
–  l’energia della relazione, grazie alla quale impariamo ad essere presente a noi stessi ed agli altri
–  L’energia dell’espressione autentica di noi stessi, grazie alla quale impariamo a comunicare liberamente al mondo la verità del nostro “essere”
–  L’energia della manifestazione, grazie alla quale impariamo ad essere coscienti e presenti nel qui ed ora in unione con la nostra Anima
I “messaggi” che arrivano dalla nostra “pura coscienza” sono per noi “sfere di luce” che aprono il cuore e la Vista sui territori dell’Oltre… sui mondi invisibili . Il nostro essere fluisce armonicamente, immerso nell’immensità e nella forza di queste parole che ci sfiorano come improvvise meteore, come limpidi cristalli che trasmettono Conoscenza.
a cura di Roberto Giovagnoni
Counselor professionista, trainer di training autogeno ed esperto di Angelologia

Possa la Luce illuminare e custodire il vostro sentiero!!!
Perugia 25 novembre 2016                Roberto Giovagnoni

 
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