Domenica 14 Luglio: convegno “Chiara e Francesco” presso il Poggiolo

Lo sciamano insanguinato. Convegno a Perugia: pillole introduttive.

Il grande Uccello che appare allo sciamano e gli trasmette i suoi poteri curativi, è un’immagine molto radicata nei popoli primitivi.

Interessante in proposito un libro* con i racconti sulla vita polare dell’antropologo Knud Rasmussen, deliziosamente illustrato negli anni sessanta dagli artisti Inuit Kiakshuk e Pudlo

Lo sciamano invoca l’Uccello, ed alla fine questo gli appare.
Ecco il testo della preghiera rivolta dallo sciamano, affinché
l’Uccello si manifesti
:

You GULL up there dive down
come here
take me with you in the air!

Oh GABBIANO lassù, scendi giù
vieni qui
portami con te nell’aria!

L’Uccello allora arpiona lo sciamano con i suoi artigli e lo conduce nei reami celesti, come ci mostra l’illustrazione di Pudlo

È curioso che la più nota visione di san Francesco, culminata sul monte della Verna con l’Impressione delle stimmate, segua nella sostanza il mito sciamanico del grande Uccello.

Atterrito dalla visione del Serafino, Francesco trova nel suo corpo le ferite taumaturgiche –prodotte dalla suggestione o da una vera violenza fatta sulle sue carni dal Serafino-Uccello?

Tommaso da Celano, il primo biografo di Francesco, nella Vita Primanarrava la vicenda in modo sibillino, lasciando aperta la strada alle interpretazioni sul rapporto tra Francesco e l’Angelo-Uccello

« Mentre non riusciva a capire nulla di preciso e la novità di quella visione si era impressa nell’animo, ecco che nelle sue mani e piedi cominciarono a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quell’uomo crocefisso.
Anche il lato destro era trafitto come da un colpo di lancia, con ampia cicatrice, e spesso sanguinava bagnando di quel sacro sangue la tonaca e le mutande
**. » (ff 485)

Per evitare che l’episodio fosse mal interpretato, nelle Considerazioni sulle Sacre Sante Istimmate l’autore metteva le cose in chiaro: la visione era frutto dell’immaginazione di Francesco, e nessuno aveva mai fatto violenza sulle carni del santo!

« […] non per martirio corporale, ma per incendio mentale egli doveva essere tutto trasformato in nella ispressa similitudine di Cristo crocifisso**. » (ff 1920)

La figura alata era quindi frutto di follia?

Nel Trattato De Adventu fratrum Minorum in Angliam si trova invece una versione (ben) diversa!
Una nota presente nel testo c’informa che « quell’apparizione era stata molto più evidente di quello che si era scritto nella vita di lui». In breve:
il Serafino avrebbe fatto violenza fisica sul Santo!

« San Francesco però aveva rivelato a frate Rufino, suo compagno, che, quando aveva visto l’angelo ancora da lontano, ne era rimasto molto spaventato e che l’angelo l’aveva colpito duramente, e gli aveva detto che il suo Ordine sarebbe durato fino alla fine del mondo**. » (ff 2519)

Proprio la violenza fisica fatta dal Serafino a san Francesco fu edulcorata dagli agiografi, con la storia dell’Impressione delle stimmate sulle carni del Santo.

Nelle pratiche sciamaniche, lo spirito che si manifesta terrorizza lo Sciamano, e infonde i poteri taumaturgici attraverso una vera colluttazione che culmina con il suo smembramento.
Al risveglio dalla trancelo sciamano può operare le guarigioni con le ferite sanguinanti, che lo consacrano davanti alla comunità come detentore del sacro.

Knud Rasmussen in Aua enumerava diversi spiriti guaritori eschimesi, alcuni dei quali si erano manifestati in modo così spaventoso allo Sciamano che egli non aveva avuto il coraggio di assumerli come Spiriti Guida:

« Lo spirito fece ad Anarqaoq un effetto così violento nel suo silenzioso orrore che egli fuggì senza averne fatto uno spirito ausiliario***. »

Sempre Rasmussen in Aua parlava della colluttazione tra gli Spiriti e lo sciamano, da cui quest’ultimo rimaneva ferito, addirittura sanguinante

« Lo sciamano rimase fuori una mezz’ora e al ritorno la sua pelliccia aveva le maniche e la vita strappate e l’uomo aveva braccia e mani piene di sangue.
Ansimava pesantemente, come se fosse in preda a un enorme sfinimento, e crollò a terra
***. »

La visione del grande Uccello era meravigliosa e insieme terribile.
La violenza inferta dagli Spiriti era ciò che conferiva allo Sciamano i suoi poteri, come Rasmussen ribadiva appena qualche pagina dopo…

« Così secondo Aua c’erano due modi per diventare sciamano:
si andavano a cercare gli spiriti nella solitudine oppure essi venivano spontaneamente dall’uomo in un modo misterioso e violento
***. »

Mircea Eliade spiegava tutti questi passaggi nel suo famoso libro:
Lo Sciamanismo e le tecniche dell’estasi

« […] ogni sciamano ha un Uccello Rapace-Madre che rassomiglia ad un grosso volatile, con un becco di ferro, artigli adunchi e una lunga coda****. »

« […] Quando l’anima ha conseguito la maturità, l’uccello ritorna sulla terra, taglia il corpo del candidato a pezzi, che egli distribuisce tra gli spiriti malvagi delle malattie e della morte. Ciascuno di questi spiriti divora il pezzo del corpo che gli spetta, il che ha per effetto l’acquisizione, da parte del futuro sciamano, della facoltà di guarire le corrispondenti malattie****. »

Dopo che Francesco ha avuto alla Verna la visione (violenta!) del Serafino, nel viaggio di ritorno verso Assisi ad ogni paese una folla lo acclama come « Santo », supplicandolo di operare guarigioni.

Le Considerazioni sulle Sacre Sante Istimmate lasciano intuire la stretta continuità tra il prodigio francescano e le pratiche curative primitive dei medicine man

« Il dì medesimo passò santo Francesco per lo borgo a Santo Sepolcro; e innanzi che s’appressassi al castello, le turbe del castello e delle ville gli si feciono incontro, e molti di loro gli andavano innanzi co’ rami d’ulivi in mano, gridando forte:
“Ecco il santo, ecco il santo!”;
e per divozione e voglia che le genti aveano di toccarlo faceano grande calca e pressa sopra lui
**. » (ff 1927)

La visione francescana era del tutto spontanea, oppure fu una stregoneria calcolata nei dettagli?

Sfiorerò il tema domenica 14 luglio in un intervento all’Agriturismo “Il Poggiolo” vicino Perugia, intorno alle ore 17 e 30:
l’ingresso al Convegno è libero