Giordano Bruno – Opere Lulliane

Giordano Bruno
Opere Lulliane

Questo nuovo volume delle Opere latine raduna i testi nei quali Giordano Bruno commenta, analizza, discute gli scritti di Raimondo Lullo, celebre teologo e mistico catalano del Duecento. Testi poco frequentati – o fortemente sottovalutati – almeno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, quando Frances Yates e Paolo Rossi, ricollegandoli agli scritti mnemotecnici, ne diedero una interpretazione in sintonia con la nuova visione del Rinascimento che andava maturando in quel periodo. E la presente edizione, arricchita da un ampio commento che le colloca nel quadro complessivo del Rinascimento ermetico e pansofico, fornisce una ulteriore dimostrazione della rilevanza di queste opere – non a caso apprezzate da Hegel –, dove Bruno sviluppa con rigore la sua ricerca di una mathesis universalis in grado di comprendere e di trasformare la realtà.

INDICE:

Fortune (e sfortune) di un maestro «onnisciente» e «quasi divino» di Michele Ciliberto

Nota filologica di Rita Sturlese
OPERE LULLIANE
DE COMPENDIOSA ARCHITECTURA ET COMPLEMENTO ARTIS LULLII
IL BREVE E SINTETICO SISTEMA E COMPLETAMENTO DELL’ ARTE DI LULLO
DE LAMPADE COMBINATORIA LULLIANA

LA LAMPADA COMBINATORIA DI LULLO
ANIMADVERSIONES CIRCA LAMPADEM LULLIANAM

OSSERVAZIONI CIRCA LA «LAMPADA LULLIANA»
DE SPECIERUM SCRUTINIO

LO SCRUTINIO DELLE SPECIE
Bibliografia delle opere citate

Filippo Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 1600) è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano, condannato al rogo dall’ Inquisizione cattolica per eresia.
Tra i punti chiave della sua concezione filosofica, che fondeva neoplatonismo e arti mnemoniche con influssi ebraici e cabalistici, la pluralità dei mondi, l’infinità dell’universo ed il rifiuto della transustanziazione.
Il suo pensiero presenta un’accentuazione dell’infinitezza divina sconosciuta ai neoplatonismi precedenti.
Con notevoli prestiti da Nicola Cusano, Giordano Bruno elabora una nuova teologia dove Dio è intelletto creatore e ordinatore di tutto ciò che è in natura, ma egli è nello stesso tempo Natura stessa divinizzata, in un’inscindibile unità panteistica di pensiero e materia.