Giordano Bruno

La filosofia…. la filosofia non è mai comoda.
Chi acquista sapienza acquista dolore.
Ci vuole uno sforzo in cambio di tutto.
Il filosofo anche se non possiede niente è padrone del proprio destino, è padrone del proprio destino.

Ci hanno insegnato che la virtù nasce dalla fede e non dalla filosofia, lo so, lo so. Conosco a memoria tutti i discorsi che ci hanno martellato il cranio dalla culla alla scuola e poi dal pulpito: 

“Siate probi di spirito. Siate umili. Rinunciate. Spegni quella luce abbagliante dell’intelligenza che ti infiamma e ti consuma perché più saprai più sarai destinato a soffrire. Rinuncia ai tuoi sensi. Sii prigioniero della Santa sede. Vivi nel tuo stato asinino.”

Vivere a questo modo è vivere da morti! Alla chiesa le mie teorie fanno paura. Pensano a quale disordine può nascere nel mondo se tutti quanti gli uomini si abituano a pensare, anche gli umili, i servi.

Ci sono uomini che vivono nell’agiatezza ed altri che sono costretti a tirare la cinghia ma tutti quanti gli uomini sono uguali e tutti quanti gli uomini hanno diritto di alzare la testa verso il cielo, là dove nel punto più alto splende il sole della verità. Anche i barcaioli, i servi.

Il cosmo è uno, eterno, infinito e la terra è uno dei mondi e noi, noi le forme e giriamo sempre attorno senza accorgercene.

Il Cristianesimo, il Giudaismo hanno corrotto la vera religione, il misticismo e l’antica saggezza.
Dai nostri pensieri allontaniamo lo scorpione della frode.

Dio, Dio contiene in sé stesso tutte le cose perchè ne è la sorgente ma anche l’uomo le contiene tutte perché è il loro centro.

Un uomo, un uomo è grande perchè è l’immagine dell’infinito.
Un uomo, un uomo è ciò che immagina di essere.
E l’unico modo per avvicinarsi a Dio non è rinnegare sé stessi, no, non è rinnegare sé stessi ma pensarsi divini, divini.
Per questo, per questo non posso essere considerato un figlio ubbidiente della Chiesa.

[Monologo di Giordano Bruno, dal film omonimo di Giuliano Montaldo, 1973]