“Gli Irin. Custodi del mondo” di Roberto Giovagnoni

GLI IRIN
I Custodi del mondo

“I Vigilanti sono schiere di Angeli detti “Veglianti” (dal greco Egrégoros che significa “sveglio, vigile”) facenti parte dell’Assemblea Celeste deputata alla sorveglianza e al mantenimento dell’ordine nell’Universo e in diretto contatto con l’Altissimo. In quanto Spiriti viventi in eterno, dovendo perciò conservare l’immortalità per tutte le generazioni del mondo, non furono create per loro mogli, in quanto gli Spiriti del Cielo hanno nel Cielo la loro dimora e il loro nutrimento consiste nel ringraziare, lodare ed esaltare il nome del Signore di eternità in eternità. A loro sono affidati una parte dei superni misteri che regolano e si compiono nei Cieli, tra cui il segreto del libero movimento tra i continuum dell’Universo. Puri e giusti furono creati, e la morte, che tutto distrugge, non li avrebbe toccati se non avessero trasgredito all’ordine del Signore della Gloria di non rilevare agli uomini il nome segreto menzionato nel giuramento, grazie al quale gli astri del Cielo compiono il loro corso e non escono fuori dalle orbite prescritte di eternità in eternità.”

Premessa

Da sempre l’uomo immagina che “qualcosa o qualcuno” che agisce nell’ombra controlli il suo destino.
Può trattarsi di altri uomini riuniti in società segrete oppure di entità soprannaturali, esseri invisibili o extraterrestri….
Gli attribuiamo vari nomi miscelando in un “mixer delle idee” mitologia, esoterismo, storia e scienza…
A volte, però, abbiamo anche percezioni… sensazioni…. immagini…. che in modo sbrigativo collochiamo nel territorio sicuro del “sogno” o della fantasia ad occhi aperti….

Ma il dubbio rimane….
Cosa c’è di vero in tutto questo?
Siamo davvero manipolati e controllati? Oppure è una semplice scusa che ci serve per non assumerci la responsabilità della nostra esistenza?

Un’antica leggenda parla degli “Irin” o vigilanti, esseri Angelici inviati da Dio sulla terra con il compito di controllare il genere umano….

La valutazione del loro operato è controversa…. alcuni li identificano con i “caduti” e li considerano dei ribelli, altri ritengono che la loro permanenza sulla terra fu dovuta ad un giuramento ed ad una scelta…. accettare di entrare nella materia per vegliare e proteggere sul genere umano….

In questo breve elaborato vi parlerò appunto dei “vigilanti” e di come queste “Energie” vengano descritte nella Bibbia, nei Vangeli Apocrifi e nelle tradizioni esoteriche…. Potrete leggere un racconto dedicato alla tematica, frutto della mia fantasia e alcune informazioni tratte dalla letteratura specializzata.
Terminerò il lavoro con un riflessione finale su noi stessi che ha l’obiettivo di rappresentare uno spunto per il nostro “personale” percorso di crescita ed evoluzione.

IL CANTO DEGLI IRIN – racconto fantastico

“E furono duecento gli Angeli che scesero sull’Hermon. La montagna del giuramento. E Dio perdonò l’atto ribelle in merito alle virtù loro e dell’amore fedelmente professatogli”.

Universo – tempo indefinito…. – spazio indefinito….

Un grido di dolore e di speranza stava arrivando fino al cielo…. Gli Irin… i Vigilanti che erano stati esiliati sulla terra dall’Altissimo per aver disobbedito ai suoi ordini … urlavano il loro pentimento… chiedevano a gran voce di essere riammessi al cospetto di Dio…. lo imploravano di accettarli e di permettere loro di cantare di gioia la gloria del suo Nome….

I Cori Angelici erano scossi….nessuno osava mettere in dubbio il Giudizio del Signore … ma percepivano e partecipavano del dolore dei propri Fratelli….

In molti si recarono da YERATEL … il Consigliere….

Chi poteva convincere il “Supremo”…..?

Questa richiesta colpì molto YERATEL, lui era uno dei pochi che aveva assistito al “giuramento” dell’Hermon e che conosceva il vero motivo della presenza degli IRIN sulla terra… non ribellione… non controllo… ma protezione del genere umano dall’Avversario…. Più che ribelli erano precursori… Angeli che avevano accettato la materia per un atto di amore estremo verso Dio e verso gli uomini…. Forse era venuto il tempo di far tornare a casa questi Fratelli….
YERATEL non poteva rendere partecipi i Cori Celesti di quanto Lui conosceva…. e per questo disse:

– Il Signore è colmo di misericordia ed accoglie sempre con gioia il pentimento dei suoi Figli…. E’ necessario trovare gli IRIN la cui essenza è intrappolata in alcuni uomini… bisogna fare presto… prima che l’ ”Avversario” riesca a ghermirli ed ad utilizzare per i suoi fini di morte la loro potenza…-

Come detto da YERATEL un Angelo di Dio avrebbe dovuto accettare il sacrificio …. entrando nella materia e abbandonando la sua natura immortale… sarebbe sceso sulla terra… fra gli uomini… alla ricerca dei “Veglianti”… per agire e favorire il loro riscatto…. L’Angelo avrebbe difeso gli esseri di carne e sangue che ospitavano dentro di loro gli IRIN dall “ingannatore” e dai suoi seguaci. L’ “Avversario” avrebbe usato ogni mezzo per impedire il ritorno degli “Egregori” e corromperli….

NEFONOS il “corridore del cielo”, aveva accettato il rischio… lui uno dei guerrieri che aveva lottato insieme a Michael contro Lucifer sarebbe sceso sulla terra…. avrebbe cercato gli uomini che ospitavano gli IRIN per favorire il loro riscatto ed evitare che cadessero nelle grinfie del maligno…. e li avrebbe anche difesi dalle trame del demonio….

Universo – tempo indefinito…. – spazio indefinito….

Il tempo era ormai compiuto…

I seguaci dell’ “avversario” si stavano organizzando… volevano gli IRIN….

NEFONOS insieme ad altri coraggiosi sarebbe sceso sulla terra…. avrebbe cercato gli esseri di carne e sangue che ospitavano i “VIGILANTI”…. li avrebbe formati e protetti per favorire il loro “ritorno” nella maestosità dei cori celesti.
Era un compito pericoloso e delicato… era a rischio la terra e l’intero universo…
L’ avversario stava già preparando le sue forze fatte di odio e di rancore….
Il dolore era già presente sulla terra….fame, malattie, guerre… ma sarebbe stato poco cosa di fronte alla catastrofe della “corruzione” dei potenti IRIN da parte delle legioni del male…

Luogo – Mesopotamia – tempo 15mila avanti Cristo

Assur era seduto nella grotta sacra ….
La pietra era ancora Lì… immensa stupenda… di un colore bellissimo ed indefinibile…

Era coperta di strani segni che diventavano visibili solamente al momento del crepuscolo….

Il solo osservarli lo proiettava in un’altra dimensione…. Un altro tempo…. Un altro luogo…. Nell’immensità delle stelle….

Luce… Luce… energia si muoveva all’impazzata….
Suoni… suoni….. melodie celestiali che trasmettevano un senso di beatitudine…..

Piano … piano iniziavano a materializzarsi le lettere……
Le lettere diventavano parole….. concetti….. frasi….

Ed Assur scriveva in una lingua che nel suo popolo nessuno capiva… ma che lui in alcuni momenti riusciva non a leggere, ma a raccontare perfettamente…..

Aveva scritto… scritto… scritto…. Su tavolette… pelli di capra… cortecce di legno…

Assur, il giorno successivo, era tornato nella grotta… ma non era più solo….

Una donna bellissima, alta e slanciata era seduta sul suo giaciglio…

Ma come aveva fatto ad arrivare fino a lì? Nessuno conosceva la strada per la grotta sacra….

Avrebbe dovuto fuggire ed avvertire i guerrieri della presenza di un “profanatore”, ma stranamente si sentiva attratto da quella signora… gli dava un senso di pace e serenità….

La donna gli aveva fatto cenno….

Assur si era avvicinato e aveva ricevuto da Lei un piccolo cubo di colore nero….
Appena preso il cubo nelle proprie mani una voce si era materializzata nella sua testa…..

“ Ricordati chi Sei… ricordati chi Sei… ricordati chi Sei e canta la gioia dell’Altissimo…”

Di fronte ai suoi occhi erano subito apparse immagini bellissime… stelle.. comete… meteore… ed esseri fantastici.. di una forma eterea… questi esseri cantavano…. un canto antico… un canto di lode e gloria per il Creatore….

E Lui li riconosceva… erano i suoi Fratelli…. i suoi Compagni….

Aveva capito… ora era tranquillo … sicuro….

Era pronto a tornare di fronte al Trono di Dio quando il tempo si sarebbe compiuto

Luogo Britannia – tempo 100 D.c

Ezio era appena arrivato nella nuova Legione.
Per assumere il comando aveva attraversato il mondo… dal deserto delle Palestina si era ritrovato in una landa desolata… fredda … umida… dove il sole era sempre velato da qualche nuvola…..

Era giovane ed inesperto e subito sia i centurioni suoi pari, che i suoi subalterni avevano voluto saggiarne le qualità…. Alla fine gli uomini della sua Coorte lo avevano accettato…ora doveva superare la prova più grande….

Era stato convocato al Mitradeo… il luogo consacrato al Dio delle legioni… Mitra “il Signore della luce”…
Qui gli altri centurioni avrebbero condiviso con Lui la cerimonia sacra, senza tenere conto dei gradi.. o dell’anzianità… fratelli insieme ad altri fratelli che nel segno della Luce avrebbero messo la propria vita nelle mani del compagno che era loro accanto…. In quanto nuovo arrivato aveva Lui il privilegio di guidarli durante il rito….

L’ora era ormai arrivata….
Lo avevano preparato….. gli avevano dato da bere e lo avevano fatto immergere nel bagno sacro…. La grotta era piena del fumo di incenso e di strane erbe…..

Aveva sentito tanto calore nel suo corpo… un’energia enorme sconosciuta… e poi erano apparse le luci…. Sempre più intense … sempre più belle….

E dalle luci erano apparse le lettere …. E lui aveva iniziato a cantare…. In una lingua che sapeva non sua…. Ma che poteva comprendere…..

L’esperienza era stato molto forte…
Il giorno successivo Ezio era nuovamente tornato al Tempio… voleva capire… comprendere cosa fosse accaduto….
Era entrato…ma subito era rimasto colpito… non era solo… un bambino vestito con una tunica dorata sembrava aspettarlo….
Cosa ci faceva un bambino nel Luogo Sacro?
Solo i consacrati ne conoscevano l’ubicazione…. e l’iniziazione era riservata unicamente ad uomini adulti…
Ezio si sentiva attratta dal piccolo che … seppur stesse in silenzio sembrava chiamarlo….
Allora si era avvicinato e aveva ricevuto dal fanciullo un cubo di colore nero….
Appena preso il cubo nelle proprie mani una voce si era materializzata nella sua testa…..

“ Ricordati chi Sei… ricordati chi Sei… ricordati chi Sei e canta la gioia dell’Altissimo…”

Di fronte ai suoi occhi erano apparse immagini bellissime… stelle.. comete… meteore… ed esseri fantastici.. di una forma eterea… questi esseri cantavano…. un canto antico… un canto di lode e gloria per il Creatore….

E Lui li riconosceva… erano i suoi Fratelli…. i suoi Compagni….

Aveva capito… ora era tranquillo … sicuro….

E era pronto a tornare di fronte al Trono di Dio quando il tempo si sarebbe compiuto

Luogo Siria: Castello dei Nizari nido dell’aquila – tempo 1139 d.c.

Yasmina osservava.
Era la prima volta che vedeva un infedele.
Era alto, muscoloso, con gli occhi azzurri ed i capelli gialli.
Una grande croce rossa era dipinta sul suo petto….
Per una qualche “strana magia”, quell’uomo parlava la lingua del “Profeta” e, cosa incredibile, dissertava amabilmente con il suo leader, il suo Imam, il diretto discendente….

Parlavano di Lei… delle sue visioni…. E di quello che potevano significare…..
Durante il rito dell’Hashish era avvenuta una cosa strana….
Non aveva visto, come i suoi compagni, il paradiso di Allah…. ma aveva iniziato a percepire calore ed energia… a vedere luci nel buio sempre più intense, sempre più belle….

E poi erano arrivate le lettere…. E le lettere si erano trasformate in parole …. Frasi…. concetti….
E lei aveva scritto… scritto… pagine su pagine… senza fermarsi… senza fermarsi….

La mattina successiva alla “strana visita del gigante biondo”, si era recata come d’abitudine nel cortile del castello per il consueto allenamento con il bastone e con la spada…
Nonostante fosse molto presto.. già c’era qualcuno….
Una signora anziana si stava addestrando con una grazia ed una forza inusuale…
Yasmina era curiosa…. chi poteva essere quella donna?
Nonostante la sua proverbiale timidezza…. Yasmina si sentiva attratta dalla vecchia signora che … seppur non parlasse sembrava chiamarla….
Allora si era avvicinata e aveva ricevuto dalla donna un dono, un cubo di colore nero….
Appena preso il cubo nelle proprie mani una voce si era materializzata nella sua testa…..

“ Ricordati chi Sei… ricordati chi Sei… ricordati chi Sei e canta la gioia dell’Altissimo…”

Di fronte ai suoi occhi erano subito apparse immagini bellissime… stelle.. comete… meteore… ed esseri fantastici.. di una forma eterea… questi esseri cantavano…. un canto antico… un canto di lode e gloria per il Creatore….

E Lei li riconosceva… erano i suoi Fratelli…. i suoi Compagni….

Aveva capito… ora era tranquilla … sicura….

E era pronta a tornare di fronte al Trono di Dio quando il tempo si sarebbe compiuto

luogo Belgrado – tempo 1456 D.c.

Lazarus stava aspettando l’ordine di assalto…. I Turchi avevano preso la sua città, Costantinopoli “la grande”; avevano ucciso suo padre e rese schiave sua madre e le sue sorelle…
Lui era riuscito a fuggire, ma aveva giurato che avrebbe combattuto tutta la vita fino a quando non fosse riuscito a ritornare…..

E per questo si trovava a Belgrado, la “fortezza bianca”, baluardo dell’impero Ungherese contro l’avanzata del nemico….
Per difenderla erano accorsi combattenti da tutta l’ Europa e dall’antico territorio dell’impero bizantino….
Ed ai combattenti si erano uniti i contadini che avevano seguito un Sant’uomo, Padre Giovanni da Capestrano..

Contadini che animati dalla fede, stavano combattendo con grande vigore…. fuori da ogni logica di tattica e strategia militare… sembravano animati da una forza particolare… un ardore mistico….

Lazarus non riusciva a comprendere come mai l’esercito turco stesse indietreggiando… era assolutamente incredibile ed impossibile….

Lo stesso comandante, il grande condottiero Janos Huniadi, era interdetto…. quale forza spingeva i contadini ad avere un ardore guerriero così grande da far indietreggiare le truppe più addestrate e feroci del mondo?

Alla fine fu Lazarus a decidersi… chiamò i suoi uomini e diede l’ordine di attacco…. si sentiva sicuro… i suoi occhi vedevano…. vedevano delle luci…delle energie che sembravano dare forza e sicurezza….

Il portone del castello di Belgrado si stava aprendo… e tutte le forze assediate si lanciarono all’assalto…. contro ogni logica… ma ognuno animato dalla fiducia… la fiducia in quelle luci che solo alcuni di loro potevano vedere…..

Al sopraggiungere del crepuscolo la battaglia era terminata…. i Cristiani aveva vinto, le forze Turche erano fuggite ed avevano abbandonato il loro accampamento…

Un urlo di gioia aveva attraversato la città…. la gente aveva iniziato a scendere nelle strade…. tutti cantavano, ballavano, si abbracciavano….

Lazarus forse era l’unica persona malinconica di Belgrado… si aggirava per le vie sconsolato… la nostalgia per la sua città d’origine perduta sotto il giogo del Turco invasore era troppo forte…

Ad un tratto il volto di una donna lo aveva colpito… assomigliava a sua sorella Maria… stessi lineamenti del viso… medesimi occhi allungati….

Lazarus si era avvicinato… la dama lo stava guardando… era come se gli parlasse senza proferire parola….
La “signora” gli stava porgendo un dono….. un cubo di colore nero….
Appena preso il cubo nelle proprie mani una voce si era materializzata nella sua testa…..

“ Ricordati chi Sei… ricordati chi Sei… ricordati chi Sei e canta la gioia dell’Altissimo…”

Di fronte ai suoi occhi erano subito apparse immagini bellissime… stelle.. comete… meteore… ed esseri fantastici.. di una forma eterea… questi esseri cantavano…. un canto antico… un canto di lode e gloria per il Creatore….

E Lui li riconosceva… erano i suoi Fratelli…. i suoi Compagni….

Aveva capito… ora era tranquillo … sicuro….

E era pronto a tornare di fronte al Trono di Dio quando il tempo si sarebbe compiuto

Luogo Algeri – tempo 1856

Robert-Houdin si sentiva stanco… il caldo opprimente lo debilitava… lo rendeva apatico…
Si trovava nella periferia più oscura dell’Impero… Algeri…. ed in ogni via si respirava aria di rivolta….
Robert era stato il più grande illusionista di Francia.
Migliaia di persone avevano assistito ai suoi spettacoli…. non avrebbe mai pensato di diventare un funzionario dell’Intelligence imperiale….

Era tutto avvenuto in fretta. L’Imperatore Napoleone III lo aveva convocato a corte e gli aveva ricordato i suoi doveri verso la Patria…. Come cittadino francese, utilizzando il suo talento, avrebbe dovuto impedire una rivolta ad Algeri… rivolta che poteva mettere in pericolo di vita migliaia di cittadini suoi connazionali.

I Mullah integralisti di Algeri, infatti, incitavano gli Arabi di Algeria alla ribellione. Sostenevano di possedere la magia e che questa magia avrebbe sconfitto i colonialisti.
Solo un mago più potente dei Mullah avrebbe dissuaso i guerrieri delle tribù Algerine dalla rivolta…
E chi , se non Robert Houdin, il più grande di Francia?

Robert non aveva avuto la forza di rifiutare… non era riuscito a dire che lui non era un mago, non era uno stregone…. era un’illusionista… uno scienziato che metteva le conoscenze tecniche … gli effetti speciali… al servizio dello spettacolo….
Come avrebbe potuto competere con la vera Negromanzia?
E quindi ora era li… e stava per sfidare il negromante più potente di Algeria….

La folla lo osservava… gli sguardi erano colmi di odio…. ma anche di aspettativa….

Che avrebbe mai potuto fare quel bianco insignificante di fronte al supremo potere di Allah?

Robert sudava freddo… quasi tremava….
e fu in quel momento che iniziò a vedere.. percepire….
Dapprima il calore inizio a scorrere in tutto il suo corpo… poi di fronte ai suoi occhi si iniziarono a palesare le luci… luci dei colori dell’arcobaleno….
e queste luci gli parlavano dolcemente… lo rassicuravano…..

In quel momento Robert decise…. non avrebbe fatto trucchi… avrebbe seguito le luci…..

prese una scatola di cartone vuota … la mise in terra…. e sfido il più forte guerriero di Algeri ad alzarla….. dicendo che con la sua magia lo avrebbe reso debole….

Si presentò un uomo enorme….alto quasi due metri….

…. e la scatola rimaneva a terra… non si muoveva… nonostante gli incitamenti della folla … e le invocazioni dei maghi locali….

Altri provarono… ma come di fronte alla mitica excalibur nessuno riusciva a fare nulla…

A quel punto Robert si avvicinò alla scatola… e, novello Re Artù, con una mano la portò sopra la sua testa….

La folla ammutolì…..

Dal giorno dopo tutta Algeri parlava dal mago francese e del suo potere…. la rivolta era stata scongiurata …. i francesi erano salvi….

Terminata la “strana sfida”, Robert si sentiva stanco, svuotato…. il legato imperiale gli aveva proposto di passare qualche giorno in una tenuta di sua proprietà appena fuori città; ma Robert voleva lasciare Algeri al più presto…
All’alba, nonostante non avesse dormito, già si trovava al porto, pronto per prendere la prima nave diretta verso la costa francese….
Durante l’attesa si era incuriosito per la presenza di un bambino seduto vicino a Lui….
Il piccolo, che sembrava del luogo, era vestito all’europea. Era molto elegante e giocava con un piccolo oggetto…
Robert, di norma molto timido e schivo, sentiva una grande tenerezza verso il fanciullo.

Si era avvicinato al piccolo che con un sorriso gli aveva dato il cubo di colore nero con cui si stava divertendo….
Appena preso il cubo nelle proprie mani una voce si era materializzata nella sua testa…..

“ Ricordati chi Sei… ricordati chi Sei… ricordati chi Sei e canta la gioia dell’Altissimo…”

Di fronte ai suoi occhi erano subito apparse immagini bellissime… stelle.. comete… meteore… ed esseri fantastici.. di una forma eterea… questi esseri cantavano…. un canto antico… un canto di lode e gloria per il Creatore….

E Lui li riconosceva… erano i suoi Fratelli…. i suoi Compagni….

Aveva capito… ora era tranquillo … sicuro….

Ed era pronto a tornare di fronte al Trono di Dio quando il tempo si sarebbe compiuto

Luogo Roma – tempo agosto 2017

Alessandro era nervoso.
La settimana era andata molto male. Il lavoro si stava facendo sempre più stressante e la sua fidanzata Miriam gli aveva appena detto che si sentiva trascurata da Lui e che stava pensando di lasciarlo.
Sua madre, come sempre, lo tediava con piccole amenità…. il gocciolio dei panni del vicino sul pianerottolo, l’erba del giardino condominiale che non era stata ancora tagliata, le difficoltà per i preparativi del compleanno della vecchia zia Luigia….
Si sentiva proprio male … stava per esplodere….
Per evitare azioni inconsulte fece quello che faceva sempre in questi casi… andò a correre al vecchio parco vicino al fiume….
Stranamente non c’era nessuno in giro…. l’atmosfera ideale per liberarsi dai brutti pensieri e riflettere….
Al secondo giro del percorso, Alessandro vide un uomo tutto vestito di nero…. era molto alto… più della norma … ma, questo non lo stupì … l’uomo lo guardava e gli sorrideva…
Dopo circa un chilometro Alessandro si voltò casualmente verso una panchina sul lato della strada… l’uomo era lì e continuava a sorridergli… come aveva fatto a precederlo? Forse prima lo aveva sognato?
L’uomo gli fece cenno di avvicinarsi… in altri casi sarebbe fuggito… ma questa volta sentiva una curiosità inusuale per il suo carattere…cosa gli stava succedendo?

Arrivato vicino alla panchina .. senza parole l’uomo gli fece un segno e gli consegnò un piccolo cubo di colore nero….
Appena preso il cubo nelle proprie mani una voce inizio a materializzarsi nella sua testa…..

“ Ricordati chi Sei… ricordati chi Sei… ricordati chi Sei e canta la gioia dell’Altissimo…”

Di fronte ai suoi occhi erano subito apparse immagini bellissime… stelle.. comete… meteore… ed esseri fantastici.. di una forma eterea… questi esseri cantavano…. un canto antico… un canto di lode e gloria per il Creatore….

E Lui li riconosceva… erano i suoi Fratelli…. i suoi Compagni….

Aveva capito… ora era tranquillo … sicuro….

E era pronta a tornare di fronte al Trono di Dio quando il tempo si sarebbe compiuto

luogo New York – Tempo 2129 DC

Rebecca iniziò a tremare….

I suoi sogni stavano diventando reali…..

Il cielo stava cambiando colore…. si sentiva in estasi… gli sembrava di vedere altre persone nella sua stessa condizione… come Lei si muovevano all’unisono e seguivano con gli occhi lo scorrere delle luci nel firmamento….

Ad un certo punto sentì un boato… poi il suono indistinto iniziò a trasformarsi in una musica melodiosa….

La fantasia di tante notti insonni si stava trasformando in una splendida visione….

L’irreale era reale…. la verità si palesava nuovamente di nuovo di fronte ai suoi occhi….

La materia bloccante stava diventando un ricordo…. i suoi veri sensi si stavano rianimando….

Rebecca ormai percepiva i suoi Fratelli, gli IRIN, vicino a se e l’Universo come parte di se stessa….

Era un ANGELO… ma contemporaneamente era il “tutto”

Poteva percepire l’essenza della Luce Eterna ed il Canto melodioso dei Cori Celesti….

Era forse questa la VITA ETERNA?

Universo….. Tempo indefinito – luogo indefinito

Yeratel era raggiante….

il Giudizio si era compiuto..

Gli IRIN erano di nuovo parte dei cori celesti … le loro voci melodiose stavano già cantando con gioia la gloria del Creatore insieme ai propri Fratelli

La luce inondava l’universo …. il “tutto” si muoveva… come un cuore pulsante….

Finalmente AMORE e GIOIA riempivano il creato!!!

Gli “Irin” (vigilanti)

Non vi è nulla di coperto che non sarà svelato, nulla di nascosto che non sarà conosciuto” (Luca, 12, 2)

Grigori (dal Greco “oi gregoroi”, οι Γρήγοροι, “vigilanti”, “custodi” o “guardiani”) è un termine utilizzato in alcune opere della letteratura ebraica per indicare gli Angeli. In Ebraico essi sono chiamati Irin. Nel Libro di Enoch e nei Giubilei (due Apocrifi dell’Antico Testamento) il termine indica un gruppo di Angeli che si sarebbero accoppiati con donne mortali, dando origine a una razza di ibridi nota come Nephilim, descritti come “giganti”, in Genesi 6:4 o come “eroi caduti da secoli” in Ezechiele 32:27.

I “vigilanti” nel libro di Daniele

Il termine “vigilante” è utilizzato nell’Antico Testamento solo nel capitolo quarto del Libro di Daniele, 4,10.14.20 (altre traduzioni numerano questi versetti come:4,13.17.23). Esso indica un essere spirituale con funzione non di messaggero divino (=Angelo) ma di interprete ed esecutore della volontà di Dio. I vigilanti sono anche detti “Santi” per sottolineare la loro natura celeste.

I “vigilanti” nel libro di Enoc

Nel Libro di Enoch, i Guardiani sono Angeli inviati sulla Terra semplicemente per sorvegliare gli uomini. Essi si innamorano delle donne che vedono e, su incoraggiamento del loro capo Samyaza, disertano in massa per sposarsi e vivere fra gli uomini. I Grigori assommano a 200 ma sono ricordati solo i nomi dei loro principali esponenti: Samyaza, che fu il loro capo, Urakabaramil, Akibeel, Tamiel, Ramuel, Dânêl, Chazaqiel (Ezekiel), Saraknyal, Asael, Armers, Batraal, Anane, Zavebe, Samsavil, Ertael, Turel, Yomyael, Azazyel (noto anche come Azazel).

“Questi sono i prefetti dei duecento Angeli, e i restanti erano tutti con costoro”. (Enoch 7:9)

I figli nati da queste relazioni sono i Nefilim (nĕfîlîm ), giganti selvaggi che rischiano di distruggere la Terra. Samyaza, Azazel e altri ancora fra loro si corrompono e insegnano ai loro ospiti umani a fabbricare armi metalliche, cosmetici e altri prodotti tipici della civiltà. Ma la gente comincia a morire e per questo invoca l’aiuto del Cielo. Dio invia il Diluvio Universale per liberare la Terra da queste creature nefaste. Su mandato Divino l’Angelo Uriel avverte Noè che, come sappiamo, costruendo l’arca salva gli animali e la razza umana. I Grigori, a causa della loro disobbedienza, vengono confinati nelle “valli della Terra” fino al giorno del Giudizio Universale. (Si veda Giuda 1:6)

La storia dei Guardiani in Enoch è stata collegata con Gen. 6:1-4 in cui si descrive l’ “Origine dei Nephilim” e si ricordano i “figli di Dio” che li generano:

“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C’erano sulla terra i giganti (Nephilim) a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi. (Gen. 6:1-4)

Una versione alternativa della storia: Il libro dei Giubilei ed il libro di San Cipriano

Il Libro dei Giubilei e il Libro di San Cipriano cap III (risalente al 1001 d.C.) danno un’interpretazione differente della vicenda dei “Veglianti”.
Il testo apocrifo detto “Giubilei”, di estrazione sicuramente essena, afferma che gli Angeli Vigilanti, non abbandonarono il cielo perchè puniti, ma per ordine di Dio: “Ai tempi (prediluviani) di Yared (ebr. “discesa”), scesero sulla terra gli Angeli del Signore, chiamati Vigilanti, ad insegnare ai figli dell’uomo a fare giustizia e rettitudine sulla terra”. In modo analogo, Il Libro di San Cipriano, di età molto tarda, ricostruisce, non sappiamo da quali arcane fonti, il dialogo dei Vigilanti, che fa immaginare l’esistenza di una sorta di “missione universale” a cui essi erano destinati: “Ai primi albori della creazione, Angeli del cielo discesero in terra per amare le donne. Nel primo moltiplicarsi delle figlie degli uomini, nacquero creature di splendida bellezza. Gli Angeli, figli del cielo, le videro e furono presi d’amore; e dissero fra loro: “discendiamo in terra, scegliamo le nostre spose generando figli con esse”. Allora, il capo Semeyasa disse loro: “forse voi non siete tanto valorosi da compiere quest’impresa, ed io sarei l’unico responsabile della vostra caduta”. Insistettero gli Angeli: “giuriamo che non dovremo pentirci di aver condotto a termine il nostro disegno”. E furono duecento gli Angeli che scesero sull’Hermon. E proprio da allora che si chiamò Hermon: montagna del giuramento (del Patto originario n.d.a.)…E Dio perdonò l’atto ribelle in merito alle virtù loro e dell’amore fedelmente professatogli”.

Anteprima del libro: “Gli Arconti, i Dominatori del Mondo”, di Federico Bellini. Risveglio Edizioni in libreria a settembre 2016.

“In tutte le culture, le filosofie e le religioni della Terra, si racconta che nel Mondo si combattono le forze del Bene contro quelle del Male, la Luce contro le Tenebre. Tale lotta che si perpetua nei secoli attraverso delle pedine in carne ossa (gli uomini), e ad alterne vicende fa propendere la vittoria su di una parte, piuttosto che da un’altra, crea caos e ordine, all’interno di un piano divino del tutto ignoto. Da piccolo, quando chiesi a mio nonno cosa ne pensava di Dio, lui mi raccontò questo aneddoto, a mio avviso, molto incisivo e che risale ai tempi della ‘Prima Guerra Mondiale’, quando un soldato al fronte, mentre un prete stava benedicendo la trincea prima dell’inizio del conflitto, al termine della funzione gli si avvicinò chiedendogli serafico: “Scusi Padre, lo sa che dall’altra parte, nella trincea nemica, si trova un Prete come lei che benedice i soldati? Posso chiederle una cosa? Ma Iddio, da che parte sta?” E’ del tutto ovvio che in una creazione illusoria, come quella di cui è permeato il nostro Mondo, messa in piedi da entità che con il divino hanno poco a che spartire (a parte la loro origine e appartenenza alla creazione), esprimendo nel “non avrai altro Dio all’infuori di me”, sia stato imposto con l’Ego e la supremazia, nei confronti di un’umanità ignara, un vero e proprio Sistema, ma è anche presumibile pensare che esistano (anche oggi) delle falle nel Sistema stesso (, le quali hanno permesso anche l’infiltrazione di altre entità cosmiche e che, a vario titolo e ruolo, hanno fatto parte del nostro passato, collaborando o facendosi guerra tra loro; vicende riscontrabili, tra l’altro, in tutta la storia umana attraverso la Cosmogonia e il Mito. E a tal proposito, vedremo di indagare maggiormente tutta la questione, cercando di fare sempre più chiarezza. L’Apocalisse di San Giovanni, conosciuta anche come Apocalisse, Rivelazione o Libro della Rivelazione (derivante dal greco antico), è l’ultimo libro del Nuovo Testamento ed è la sola Apocalisse presente nel canone interno della Bibbia ufficiale e riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, di cui costituisce uno dei testi più controversi e ancora oggi di difficile interpretazione. L’Apocalisse appartiene al gruppo di scritti neotestamentari noto come “letteratura giovannea”, in quanto scritta, se non dallo stesso apostolo, comunque nei circoli che si rifacevano al suo insegnamento. Di 404 versetti, 278 contengono almeno una citazione veterotestamentaria, scoprendo che i libri che hanno maggiormente influenzato la stesura di questa opera, sono quelli de i Profeti, di Daniele, Ezechiele, Isaia, Zaccaria, il Libro dei Salmi e l’Esodo. Figure particolari e di primo piano nel testo sono i cosiddetti Cavalieri dell’Apocalisse, quattro entità simboliche e che diverranno presenti nell’immaginario dei secoli successivi, specie durante il periodo medievale, come anche in quello attuale. Data la loro ambiguità, ancora oggi, come allora, si disquisisce sulla loro funzione, taluni li considerano calamità, altri misteri da comprendere e da interpretare nella storia umana, sappiamo, però, che essi appaiono dopo l’apertura di quattro dei sette sigilli da parte dell’Agnello, ossia Gesù Cristo, e i sigilli stanno da indicare i sette misteri del giudizio divino e che poi vengono svelati. Ognuno di essi, quindi, sarebbe legato ad un male che tormenta e affligge l’umanità, e cavalcherebbe sulla Terra il giorno dell’Apocalisse, dando inizio, così, alla Fine del Mondo. A parte l’ultimo cavaliere, chiamato Morte, gli altri nomi non sono menzionati anche se vengono associati a tre mali dell’Uomo, quali: la Pestilenza, la Guerra e la Carestia. Fondamentalmente queste quattro figure sono la punta dell’iceberg di un problema cosmico, che scopriremo poi essere locale all’interno della nostra Galassia, dal momento che dietro di loro si nascondono coloro che dominano il nostro pianeta da tempi immemorabili, se lo spartiscono a suon di strategie, guerre psicologiche e fisiche, utilizzando gli essere umani come pedine di un immenso scacchiere, tramite i quali condurre la loro “Ascesa al Trono”.”

Epilogo

Nella vita vi sono momenti in cui iniziamo a mettere in dubbio le nostre certezze. Tutto quello che animava fin a quel momento la nostra esistenza ci appare lontano, inutile, non rispondente al nostro vero “essere”.
Siamo ricondotti al nostro centro, alla nostra essenza e ci chiediamo: Chi sono Io?

Sorge l’idea che quello che stiamo facendo ci serva unicamente per distrarci, per crearci una parvenza di scopo, per evitare di dover sempre pensare alla domanda… Chi sono Io?

Quando proviamo a rispondere alla “domanda delle domande” , accettiamo il rischio di comprendere… comprendere che niente è “esterno”…. e che “l’Universo scorre nel nostro Essere”….

Iniziamo ad ascoltare …. ascoltare veramente…

Ascoltiamo la forza dell’energia che si trova dentro di noi e tutto intorno a noi… l’energia che troviamo nel cibo… nelle emozioni… L’energia che scambiamo nel contatto con la natura e con gli altri…
Tutto, infatti, è energia… tutto scorre e si trasforma…. quando lo percepiamo veramente…. Diventiamo consapevoli e possiamo comprendere…. comprendiamo che Il nostro corpo è animato da correnti positive e negative…. Sole e luna…. Cielo e terra…. Acqua e fuoco… e scopriamo che il centro è il nucleo del nostro essere… lo spazio dove possiamo liberamente fluire con l’esistenza…
Ci riappropriamo dell’unità ed in questo modo il nostro interno purificato si riverbera all’esterno….
Quando riusciamo a dire con convinzione e forza Io sono…. niente e nessuno può influenzarci…
Accettando di fare la nostra parte nell’Universo, accettando che la nostra parte più profonda possiede un legame etereo che ci congiunge con tutti gli uomini e con tutti gli esseri invisibili, diventiamo coscienti del nostro essere Anime Eterne ed immortali che libere e felici possiedono già la qualità ANGELICA che forse cerchiamo tutti in antiche leggende ed in credenze ancestrali … ma che in realtà è stata posta da sempre dall’Altissimo dentro di noi…

Perugia 22 Agosto 2016 Roberto Giovagnoni
Counselor, trainer di training autogeno ed esperto di Angelologia
Un abbraccio di Luce!!!

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