Il Cammino di Maat. Luci sull’antica sapienza egizia

di Joannes Yrpekh

“Il Cammino di Matt” è un libro diverso sull’Antico Egitto che affronta in modo originale i concetti fondamentali di una delle più misteriose civiltà antiche. Non è la prima volta che la casa editrice Ester pubblica un testo particolarmente interessante, e questo ci fa sperare ancora sulle sorti dell’editoria italiana!

L’autore Joannes Yrpekh, nell’introduzione, ci avvisa prudentemente che ”molte considerazioni che verranno qui esposte potranno non essere condivise dai lettori di stampo prettamente egittologico” perché tali considerazioni sono “frutto di esperienze dirette, studi, osservazioni effettuate sul campo della vita quotidiana e accurate riflessioni compiute intorno a diversi testi e testimonianze orali che si tramandano da secoli”.

Ogni due capitoli il testo viene intervallato da un racconto di un giovane ricercatore della verità nell’antica terra d’Egitto, la cui avventura accompagna il lettore nel cuore dell’insegnamento faraonico. Questo ci fa ricordare i due magnifici romanzi iniziatici di Isha Lubicz: “Her-Bak Cecio” e “Her-Bak Discepolo”, di cui la prima traduzione in lingua italiana è andata subito esaurita, e inspiegabilmente ancora non ristampata.

Sicuramente Joannes Yrpekh deve conoscere molto bene l’opera sia di Isha che di suo marito, il grande egittologo René Schwaller de Lubicz, di cui ancora oggi molti “accademici” hanno alcune riserve, ma per fortuna a noi non interessa l’assenso dei professori di università che si preoccupano solo di conservare la loro sedia! Siamo sicuri che ogni serio ricercatore in campo di egittologia sarà d’accordo con noi.

Il fatto è che tutti noi, chi più e chi meno, abbiamo paura di mettere in discussione “le rudimentali certezze su cui basiamo quotidianamente le nostre scelte di vita” e solo raramente “una sincera curiosità ci spinge ad affrontare il nuovo per conoscerlo, liberi da pregiudizi ed aspettative”.

Come fare per allargare lo sguardo oltre i paraocchi che da sempre ci accompagnano? Ovviamente non è assolutamente necessario cancellare tutto ciò che fino ad ora abbiamo appreso, ma basta semplicemente provare a vedere le cose con occhi nuovi, in modo spregiudicato, per quanto possibile tenendo conto del tempo e dell’ambiente in cui era ancora vivo quell’insegnamento che vogliamo riscoprire.

Evidentemente il presupposto, soprattutto nel caso in questione riguardo alla sapienza dell’antico Egitto, è che la verità che cerchiamo potrà offrirci l’occasione di porci di nuovo la domanda esistenziale sul senso della vita, della nostra propri vita: in altre parole cerchiamo il “fuoco segreto” degli alchimisti che, per così dire, è sepolto sotto la cenere.

Certo non siamo i primi a considerare la terra d’Egitto come il luogo d’origine della tradizione alchemica mediterranea: tant’è che nel mondo antico era chiamata kemyt o kemet, ossia “terra nera” … In proposito è giusto ricordare, anche se non è questo l’argomento specifico del libro in questione, che tutta la tradizione spirituale dell’Antico Egitto è squisitamente ermetica.

Cosa sia poi l’ermetismo e come abbia permeato d’allora in poi tutta la cultura occidentale fino ai nostri giorni – si pensi alla Fratellanza Ermetica di Luxor – lo lasciamo al sagce sguardo indagatore dell’attento studioso.

 

B-Atman

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