Jung e Pauli. Il carteggio originale: l’incontro tra psiche e materia

a cura di Antonio Sparzani

 

Esce in traduzione italiana l’epistolario tra il fisico Wolfgang Pauli e lo psicologo Carl Gustav Jung: si tratta di un’ottantina di lettere scambiate nel periodo che va dal 1932 al 1957. E’ indicativo che già il loro primo incontro fu “sincronico”, nel senso che poi verrà sviluppato dallo studio incrociato dei due punti di vista, quello del fisico e quello dello psicologo.

Nel 1927 la madre di Pauli si suicida e il giovane scienziato cade in depressione profonda, diventando preda dell’alcol e cominciando a manifestare disturbi di comportamento, per giunta un matrimonio sbagliato peggiora ulteriormente le cose. Fu così che, su consiglio del padre, nel 1930 si presenta a Jung chiedendo la sua consulenza: lo psicologo trovò Pauli così ricco di materiale onirico insolito e “arcaico” che decise, per non influire in alcun modo, di affidare il caso ad una sua collega.

Come lo stesso Jung spiega nella sua celebre opera Psicologia e Alchimia« 335 dei 400 sogni furono sognati senza alcun contatto personale con me. Non fu intrapresa alcuna interpretazione degna di nota, poiché il sognatore, in virtù della sua eccellente disciplina scientifica e delle sue doti personali, non aveva bisogno di alcun aiuto da parte di terzi. Si trattava dunque di condizioni proprio ideali per una osservazione e una registrazione aliene da pregiudizi. »

Quindi possiamo dire che l’incontro di questi due “grandi” personaggi fu utile in egual misura a entrambi, tanto che rappresentò l’occasione per cominciare a guardare il mondo in modo nuovo, risultato dalla fusione tra le due visioni – quella materiale e quella psicologica – che fino ad allora erano state tenute ben distanti.

A questo proposito ci viene in mente la celebre “Tavola di Smeraldo” attribuita al mitico Ermete Trismegisto, a cui Jung dedicherà molte pagine dei suoi studi sull’Alchimia, in cui leggiamo:

« Ciò che è in basso è come ciò che è in alto,
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso,
per fare i miracoli della realtà Una.
E poiché tutte le realtà sono e provengono da una, per la mediazione di una,
così tutte le realtà sono nate da questa realtà unica mediante adattamento. »

Forse al lettore contemporaneo queste tematiche non sembreranno del tutto nuove, infatti oggi molti studiosi hanno sviluppato, soprattutto in ambito epistemologico, le brillanti intuizioni di Pauli e Jung. Però non si può non rimanere stupiti di come in queste lettere, in modo del tutto originale, erano già presenti i punti principali del confronto quanto mai attuale tra “Psiche” e “Materia”!

Secondo la nostra personale opinione la questione centrale resta sempre la stessa: è la materia specchio dei fenomeni psichici, oppure questi ultimi specchio dei fenomeni materiali? Crediamo che, malgrado gli indubitabili progressi della visione scientifica, ancora non si possa dare una risposta soddisfacente, né dal punto di vista psicologico né da quello filosofico.

Forse rischiamo di passare per agnostici tuttavia non è questa la nostra posizione, in quanto i fattori in gioco sono numerosi e la situazione è davvero complessa: in tale contesto è più che lecito, in attesa di ulteriori sviluppi, sospendere il giudizio …

Sono proprio le parole dello stesso Jung a descrivere nel migliore dei modi il nostro punto di vista: « L’attitudine scientifico-positivista non produce una concezione olistica della natura, perché l’esperimento è sempre soltanto una risposta della natura, estorta da una domanda determinata. »

Tuttavia quello che ci preme sottolineare, attraverso le parole del fisico Pauli, è che:

« La moderna microfisica reintroduce l’osservatore quale piccolo signore della creazione nel suo microcosmo, con la capacità (per lo meno parziale) di una libera scelta e con effetti teoricamente incontrollabili su ciò che viene osservato. »

Ci auguriamo che non solo psicologi, ma piuttosto fisici e filosofi trovino nella lettura di queste lettere la giusta ispirazione per continuare il pioneristico lavoro innaugurato da Pauli e Jung.

B-Atman