“La Concentrazione Profonda” di Roberto Giovagnoni

La dimora degli Elohim presenta:

LA CONCENTRAZIONE PROFONDA

“Ieri non è che un sogno e domani solo una visione.
Ma oggi se ben vissuto, fa di ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza. Osserva dunque attentamente il giorno che stai vivendo”
(Antico proverbio Sanscrito)

Nell’antichità gli uomini scrutavano il cielo, osservavano i movimenti degli animali, studiavano gli astri ed i cicli della luna.
Una valutazione superficiale potrebbe far pensare che queste attività servissero alla semplice predizione del futuro. In realtà, secondo molti ricercatori, lo scopo principale delle pratiche sciamaniche e magiche, presso le popolazioni antiche, era il raggiungimento dell’armonia con la natura. In questo modo l’individuo poteva fluire con l’esistenza sviluppando piena consapevolezza nel qui ed ora.
La filosofia antica ci insegna che è fondamentale per ognuno di noi riuscire a “conoscersi ed a ri-conoscersi”. Ciò rappresenta l’obiettivo principale dell’uomo che si raggiunge attraverso un retto pensiero.
Oggi, nella nostra moderna società tecnologica, non ci preoccupiamo più di coltivare “l’arte del pensare”. Poiché tutti pensiamo, siamo convinti di saperlo far bene e in modo positivo per il nostro benessere e la nostra serenità. Purtroppo non è sempre così. Ogni giorno ognuno di noi (io per primo!) formula pensieri negativi e depotenzianti che limitano la possibilità di godere delle bellezze e delle gioie della vita. La saggezza dei primordi enfatizzava un principio, apparentemente illogico: l’immaginazione crea la realtà. Recenti studi scientifici hanno confermato questo assunto. A livello neurologico l’utilizzo delle facoltà immaginative attiva un processo di modificazione psicofisica in quanto il sistema nervoso centrale non avendo capacità di distinguere l’immaginato dal reale, si conforma a quanto volontariamente proposto durante la concentrazione profonda/meditazione, attivando le necessarie connessioni neurali.
E’ ovvio che solo con la costanza, la disciplina e la ripetizione , le nuove competenze acquisite, diverranno stabili. Il nostro cervello opera secondo un principio di efficienza ed esclusione. Solo dopo aver sviluppato l’abitudine ad un nuovo atteggiamento/comportamento predispone la coordinazione motoria, il linguaggio appropriato e le azioni necessarie per quanto da noi desiderato.
La concentrazione profonda può essere vista come una delle possibili chiavi per favorire l’attivazione di questo fenomeno virtuoso.

La Concentrazione Profonda

Il processo di concentrazione profonda utilizza tre strumenti: la postura, la visualizzazione e la frase attivante. Vari studi hanno dimostrato che acquisendo familiarità con questi tre aspetti, il nostro cervello riesce a sviluppare le connessioni neurali più idonee al raggiungimento degli obiettivi.
Acquisendo familiarità con la concentrazione profonda, potrai utilizzare questa abilità per indirizzare la tua mente su ciò che ritieni più utile per te nel qui ed ora. La cosa fondamentale da comprendere è che qualsiasi tecnica di rilassamento, meditazione, concentrazione e focalizzazione si basa sulla volontà. Sarai tu che in maniera consapevole e volontaria indirizzerai la tua mente verso l’obiettivo.

Al fine di comprendere meglio questo concetto ti propongo un breve racconto:
“Nella Cina antica viveva un possente lottatore di nome Dayang. Pur essendo molto bravo tecnicamente e molto forte fisicamente, era ritenuto un atleta mediocre in quanto perdeva sempre ogni incontro a cui partecipava.
Dayang, per cambiare questo stato di cose, si mise in viaggio e attraversò tutto il paese per migliorarsi e finalmente riuscire a vincere. Si allenò strenuamente con tantissimi maestri, ma le sue performances sportive non mutavano, ogni confronto era seguito dall’amarezza della sconfitta.
Un giorno, nel suo ennesimo viaggio alla ricerca del maestro o della tecnica vincente, durante il cammino, Dayang incontrò un monaco.
Uomo profondamente devoto, il lottatore fece elemosina al religioso e visto che percorrevano la stessa strada iniziò a parlare con lui e gli rappresentò il proprio problema.
“Santo monaco, io ritengo di essere un buon lottatore, ho un fisico possente ed allenato, conosco tutte le tecniche in quanto ho girato tutta la Cina per apprenderle, ma per ora sto perdendo tutti gli incontri a cui partecipo.”
Il monaco rispose: “Dayang, il tuo nome, significa grande Oceano, nel tuo nome c’è il tuo destino. Medita su quanto ti ho detto…”
All’imbrunire i due viandanti si separarono in quanto il monaco era arrivato a destinazione.
Dayang prima di coricarsi per la notte decise di mettere in atto il consiglio del religioso, e iniziò a meditare. Il mattino dopo Dayang uscì dalla meditazione, gli occhi vigili, il viso disteso e sereno e la bocca sorridente. Ora è ricordato tra i lottatori più leggendari della storia cinese e si narra che da quel giorno vinse tutti gli incontri a cui partecipò. ”

Esercizio: la meditazione del grande Oceano

Ora ti propongo di sperimentare la meditazione che il monaco suggerì a Dayang.
Mettiti comodo, seduto, schiena diritta e piedi ben saldi a terra; oppure, se per te è più facile, usa la postura della “posizione meditativa” con le gambe incrociate. Inizia a indirizzare la tua attenzione sul tuo respiro. Ascolta l’aria che entra. Ascolta l’aria che esce. Senza giudicare e senza interpretare.

Ascolta il tuo Respiro, il tuo amico respiro, Il tuo respiro.
Se vuoi chiudi gli occhi oppure appoggia il mento sullo sterno e guarda con gli occhi aperti un punto fisso di fronte a te.

Inspira…. ed espira…., l’aria entra…. Ed esce…..
L’aria entra….. ed esce…
L’aria entra ….. ed esce…
L’aria entra …. Ed esce…
Scivolano via i pensieri…. Le tensioni….. le preoccupazioni…. Come l’acqua scivola dai tetti quando piove…..

Sei calmo…. tranquillo…. rilassato…..

La tua mente è sgombra…. È libera…..

“Immagina. Tu sei una grande onda che si muove, libera nell’oceano. La grande onda si gonfia, diventa un turbine. La grande onda è così potente che spazza via tutto quello che incontra. Alla fine la sua furia si placa, l’onda si trasforma in un mare sconfinato quieto come uno specchio.”

Terminata la meditazione rimani fermo con le tue sensazioni. Ascolta ciò che arriva dal tuo corpo, accogli i pensieri che si formano nella tua mente, i ricordi e le immagini che emergono alla tua coscienza.

Ora fai partire della musica per te piacevole e rilassante. In silenzio fluisci nel suo ritmo. Terminato il brano, muovi i piedi ed apri e chiudi le mani. Se erano chiusi, riapri lentamente gli occhi e con calma, quando ti sentirai completamente a tuo agio e perfettamente rientrato nel piano delle realtà quotidiana, alzati in piedi.

L’obiettivo di questa esperienza è quello di aiutarti ad entrare in contatto con la tua reale energia e far emergere in te la voglia di vivere pienamente, in sintonia con te stesso e con gli altri. Se vuoi far perdurare questa sensazione di benessere ti invito a pronunciare, scandendo bene le parole, alcune volte la seguente frase:

“come l’acqua io fluisco nella vita con calma e serenità, niente mi può turbare.”

MUSHIN

Mushin (无心, giapponese mushin – “senza mente”) indica uno stato mentale particolare ricercato dai praticanti di arti marziali e da chi medita seguendo gli insegnamenti dello Zen. E’ rappresentato da una mente fluida che non si fissa su pensieri ed emozioni rimanendo completamente aperta e disponibile a qualsiasi cosa arrivi dall’esistenza. Quando sviluppi un simile atteggiamento percepisci pienamente in modo intuitivo. La tua mente elabora le informazioni con una velocità maggiore rispetto alla condizione ordinaria senza bloccarsi e soffermarsi su intenzioni, su piani da sviluppare od obiettivi da raggiungere. Diventa pienamente trasparente. Come uno stagno calmo e stabile è in grado di riflettere ogni cosa senza che i pensieri turbino la reale percezione della realtà. Nello stato di mushin comprendi che qualsiasi tecnica, teoria ed assunto sono parziali e limitati Solo in mushin sei pienamente libero di muoverti nella vita senza condizionamenti.
Per comprendere cosa significa veramente vivere in questo stato di grazia e concludere questo primo approccio con la tematica ti invito a leggere le parole illuminanti de leggendario maestro zen Takuan Soho:

“La mente deve essere sempre nello stato dell’acqua che scorre, e non si ferma da nessuna parte : quando il flusso si interrompe, questa interruzione blocca la serenità della mente.
Nel caso della spada, significa la morte.
Quando lo spadaccino è davanti al suo avversario, non deve pensare all’avversario, né a se stesso, né ai movimenti di spada del suo nemico. Deve solo impugnare la spada trascurando ogni tecnica, pronto unicamente a seguire i dettami del subconscio. L’uomo si è cancellato, come possessore della spada. Quando colpisce, non è l’uomo ma la spada nella mano del subconscio dell’uomo che colpisce.”

Possa la Luce illuminare il tuo sentiero!!!

Perugia 25 gennaio 2018 Roberto Giovagnoni

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