“La Fame del Mostro – l’Arcano numero XV” di Yonah

Oscurità, malefici, sporcizia, assuefazione alla mortificazione, sadismo e amore per la malvagità. Queste sono le caratteristiche che a primo acchito l’Arcano numero XV risveglia nell’essere umano estraneo al simbolismo tarologico. Il Diavolo è quella carta che scoperchia senza delicatezza alcuna un triste passato fatto di sessuofobia, misoginia, caccia alle streghe e terrore verso il piacere. Passato che purtroppo è quanto mai attuale, sebbene velato dietro una moderna maschera di tolleranza. Colori neri, rosei e vermigli spesso caratterizzano questa carta, richiamando una dimensione ctonia che non discende però nei meandri spirituali della vita bensì in quelli della carne e della materia. Il Diavolo, tuttavia non è affatto un Arcano intrinsecamente malvagio come il nome potrebbe farci erroneamente pensare: rappresenta infatti la nostra macchina biologica, il nostro corpo … tanto demonizzato nel corso dei secoli a causa di bigottismi fanatici di svariato tipo. Il Diavolo è il godimento, il piacere dei sensi, l’amore per la materialità e l’energia stessa che il nostro corpo, animato da passione, entra in contatto con l’oggetto della nostra brama. Il corpo è importante e va nutrito, noi non siamo unicamente spirito, ma siamo anche carne, sangue ed ossa e la nostra macchina biologica è il Tempio della nostra anima. Il Diavolo simboleggia la passione verso la vita, quella più intensa ed atavica che non va confusa con la spensieratezza ottimizzante del Matto, ma ha una sua ben chiara identità: quella di realizzare che la vita è anche godimento d’essa. L’Arcano XV è quella spinta intensa che ci permette di essere attivi e di desiderare il meglio per noi stessi a livello materiale, facendoci rendere conto del nostro potere personale. Il Diavolo è anche l’Ombra, il Mostro interiore. E’ il Demonio che risiede nel Malleus Maleficarum del quindicesimo secolo e nelle allucinazioni collettive di isterismi dettati da una profondissima frattura con il proprio inconscio. E’ importante imparare a danzare con il proprio Diavolo interiore ed esso si trasformerà in Plutone: detentore di un tesoro inestimabile, che come il suddetto dio, nasconde nelle sue profondità abissali ma raggiungibili da ogni essere umano. Un Diavolo “carente” nella vita di una persona simboleggia il rifiuto totale della vita e una freddezza disarmante verso di essa, che mortifica e spegne ogni tipo di gioia sensuale fino al rifiuto stesso di vivere. In eccesso incarna l’archetipo dell’ossesso, la persona “posseduta” dalla propria Ombra che desidera unicamente vampirizzare tutti coloro che lo circondano. Ed è soprattutto in eccesso che il Diavolo riesce a spaziare dalla persona tormentata da oscuri istinti fino a quella totalmente consumata dal proprio mostro interiore, morbosamente attratta da violenza e malvagità. Proprio a quel punto il manipolatore capisce di essere lui stesso dipendente dai propri desideri, finendo per distruggersi con le sue stesse mani. Un aspetto duale che viene incarnato dalle due figure smorte incatenate al Diavolo. E’ proprio con l’integrazione di entrambe le parti che si giunge ad un equilibrio costruttivo: Animus ed Anima (i due umanoidi) che si alleano per far fronte all’Ombra (il Diavolo che le incatena). L’Ombra non va combattuta, va accettata ed integrata ed il Diavolo impartisce con fermezza questo necessario insegnamento.