“La Vittoria sulle Paure Ancestrali – L’Angelo Azrael e la Meditazione della Morte” di Roberto Giovagnoni

LA VITTORIA SULLE PAURE ANCESTRALI – L’ANGELO AZRAEL E LA MEDITAZIONE DELLA MORTE

« Per quanto paradossale possa sembrare, la morte dà alla vita sulla Terra tutto il suo significato profondo, il suo peso specifico, nonché il suo valore spirituale e morale. »

La fine di ottobre e l’inizio del mese di novembre rappresentano il periodo tradizionalmente dedicato dalla varie culture alla commemorazione dei defunti. Questa ricorrenza ci propone ogni anno una riflessione sul tema della morte. Dietro la comprensione della morte si nascondono tutti i valori morali dell’esistenza. Se si elude la morte e la si teme, si permette al dubbio, all’insicurezza, allo sconforto di tormentarci.
I nostri desideri, i nostri sogni e le nostre possibilità rimangono nell’intento e non si realizzano in quanto vengono limitati e vincolati dalla nostra difficoltà nel prendere decisioni.
La morte rappresenta la “paura ancestrale” dell’uomo, il blocco per antonomasia del nostro intento, il supremo limite alla realizzazione dei nostri sogni . L’Angelologia assegna all’Angelo Azrael il presidio sulla morte. Questa splendida energia del mondo invisibile ci aiuta nei momenti difficili e favorisce la nostra crescita presiedendo tutti i processi di trasformazione.
In questo breve scritto conoscerete l’Angelo della Morte, l’Angelo che favorisce il nostro cambiamento. Azrael, insieme ai suoi aiutanti i Memitim permette la separazione della nostra anima dal corpo e ci fa entrare nei Regni Celesti.
Il piccolo articolo che state per leggere vi presenta questo Angelo particolare e poco conosciuto e vi accompagna in una meditazione per prendere contatto con il tema della morte da sperimentare come evento metafisico diretto al cambiamento, al passaggio e alla rinascita.

AZRAEL

Azrael (in arabo conosciuto come ʿAzrāʾīl o ‘Ezra’il o ancora ‘Ezra’eil), “colui che Dio aiuta“, è il nome tradizionalmente attribuito nell’Islam all’Angelo della morte, anche se esso non compare mai nel Corano in cui invece è, di solito, indicato come Malak al-Mawt, che è la traduzione diretta di “Angelo della morte”.

Azrael fu inizialmente conosciuto dalla tradizione ebraica come Azra lo scriba che documenta l’esilio babilonese e la costruzione del secondo Tempio di Gerusalemme; è menzionato tra i giudei anche come “Angelo della Legge“, nei testi ebraici rappresenta uno dei quattro Arcangeli del Paradiso insieme a Michael, Gabriel e Uriel (quest’ultimo custode delle chiavi del Paradiso). Azrael è citato anche nella religione cristiana in qualità di Angelo, la Sacra Bibbia lo indica semplicemente come “Angelo Sterminatore” o semplicemente Angelo della Morte (la Teologia attribuisce a questo Angelo ed ai suoi aiutanti i Memitim, la distruzione dell’esercito Assiro di centoottanticinquemila uomini di fronte alla città di Nivive e la decima piaga d’Egitto, e cioè l’uccisione di tutti i primogeniti egiziani).

Azrael possiede quattro facce, e quattrocento ali, e il suo intero corpo consiste in occhi e lingue, il cui numero corrisponde a quello delle persone che abitano la Terra. Secondo la religione ebraica, che sostiene l’idea della morte degli Angeli dopo l’Apocalisse, Azrael sarà l’ultimo essere a morire, registrando e cancellando il grande libro della vita e della morte. (la morte degli Angeli altro non equivale che ad una vera e propria fusione con Dio).

Azrael insieme ai suoi aiutanti, gli Angeli esecutori della Giustizia Divina, i Memitim, accompagna ogni anima nel momento in cui essa lascia il regno fisico. La sua energia potente e diretta ci aiuta a superare le fasi di transizione ed i momenti difficili.

Dare spazio a questo splendido Angelo nella nostra vita è una dimostrazione di forza di volontà, crescita spirituale e fiducia. La sua presenza accanto a noi favorisce il nostro cambiamento, in quanto ci aiuta a far luce su ciò che ci è sconosciuto e ce lo rende chiaro e gestibile.

La morte come strumento di rinascita

Durante la nostra vita viviamo numerose transizioni che rappresentano delle “piccole morti”. Ognuna di esse necessita distacco, accettazione e adattamento ad un nuovo modo di vivere, ad una nuova comprensione. C’è la morte di un nostro caro, la separazione da un congiunto, da un amico, la perdita del lavoro, un trasloco, una pesante crisi economica, la pensione, il passaggio alle diverse età della vita e infine la morte del corpo fisico.
Ciascuna di queste perdite comporta un dolore.
Il dolore è “razionalmente” considerato assurdo ed illogico, la morte del corpo fisico può diventare per noi un dolore impossibile da concepire in quanto rappresenta una situazione irreversibile e inevitabile.
Se iniziamo a riflettere con coraggio su questa tematica in modo logico e razionale si presentano di fronte ai nostri occhi due soluzioni filosofiche: l’accettazione o la negazione.

accettare = adattamento = visione del futuro = vita

quando accetto una situazione posso adattarla alle mie caratteristiche ed alle mie abitudini, posso anche delineare una precisa visione del futuro. L’accettazione incrementa la mia energia e mi apre alla vita.

negare = stagnazione = ritorno al passato = morte.

quando nego una situazione, la stessa ristagna nel mio essere e nella mia esistenza, il passato costantemente si ripete e mi ripresenta eventi e prove simili a ciò che sto negando. La negazione consuma le mie energie e mi fa spengere lentamente come una candela.

Se utilizzo qualche minuto della giornata per meditare con un certo “distacco” sul tema della morte apprezzo maggiormente le piccole cose della vita.
In questa riflessione focalizzo la mia attenzione su tre punti principali: l’inevitabilità della morte, l’incertezza della morte e la vittoria sulla morte.

L’Angelo Azrael mi accompagna e mi protegge ogni volta che mi confronto con questa tematica, è vicino a me costantemente con la sua energia trasformativa diretta e potente.

Prima di iniziare la recitazione immagino che Azrael sia vicino a me, osservo la sua figura mestosa, le sue ali possenti e protettive che mi abbracciano e riempiono di energia, mi sento tranquillo… sicuro… nulla mi può succedere…. dico a me stesso:

“Alla presenza dei Santi Angeli del Cielo, Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, Uriel di fronte a me, Raphael dietro di me,
L’Angelo Azrael vicino a me guida la mia trasformazione, la mia rinascita e ravviva il mio fuoco interiore.
Senza invidia, senza malizia, senza rancore, senza paura, senza tremore, io rafforzo la mia Fiamma.

Il mio Spirito è forte, la mia mano è ferma, il mio cuore è aperto.
Per l’amico ed il nemico, per tutti i miei congiunti,
Per l’audace e il timoroso, per il povero ed il servo,
Per chi è vicino e chi è lontano.

Possa la Luce scorrere nelle mie vene e dare forza a chi è nel dolore e nello sconforto.”

Dopo aver recitato questa breve preghiera concentro l’attenzione sul mio respiro naturale e passo in rassegna i punti che vi elenco sotto….

INEVITABILITA’ DELLA MORTE:

Tutti moriamo:
tutte le persone che sono nate nei secoli prima di me sono morte. Tutti i
miei antenati. Tutte le persone che sono vive in questo momento entro il prossimo secolo
saranno morte. Tutti moriamo, senza eccezione. E’ del tutto naturale.

Resta sempre meno tempo:
ogni minuto che passa è un minuto in meno di vita da vivere. Sono
sempre più vicino al momento in cui morirò e se anche mi sembra lontano, in effetti si avvicina ogni secondo di più. Per questo vivo ogni momento della mia vita in modo pieno ed intenso, ed assaporo ogni sensazione, ogni emozione ed ogni pensiero.

INCERTEZZA DELLA MORTE

Non so quando accadrà:
Non so quando morirò. Può essere tra anni, mesi, settimane,
giorni, ore o anche minuti. Non posso saperlo e non mi è neppure utile saperlo. È utile sapere che non so quando accadrà. Non sapendo quando questo potrà avvenire, non ci penso, sono tranquillo, sicuro, aperto al nuovo. Accetto l’unico principio logico. E’ certo che sono vivo e voglio vivere!!!

Ci sono molti modi in cui può accadere:
ci sono molti modi, alcuni piacevoli e altri meno. Non c’è un solo modo di morire, ma infinite possibilità, tutte inevitabilmente causa di morte.
Non le posso conoscere, e non le voglio conoscere. Inizierò a concentrare la mia attenzione sugli infiniti modi e le infinite bellezze e gioie che posso portare nella mia vita.

Il corpo è fragile:
il mio corpo è fragile e può “rompersi” in ogni momento per le
ragioni più futili. Molti animali sulla terra sono corazzati, protetti, forti, ma io no: sono
fragile ed esposto.
Anche se il mio corpo è fragile è importante che prenda consapevolezza che io ho un corpo, ma non sono solo il mio corpo… io sono molto altro, sono molto più forte e mi posso adattare a qualsiasi cosa.

Le cose che lascio:
osservo con attenzione le cose che lascio su questa terra:
non potrò portarmele dietro e sono futili e irrisorie rispetto alla mia morte. Sono
soltanto cose e tuttavia noto il mio attaccamento ad esse senza giudicare. Decido di lasciarle andare…..

Gli affetti che lascio:
osservo con attenzione la lista delle persone che lascio alla
mia morte: sono affetti e amicizie anche profonde e tuttavia non mi possono servire nel
momento della morte. Osservo il mio attaccamento agli affetti terreni. Decido di lasciarlo andare…..

Il corpo che lascio:
osservo il corpo che lascio sulla terra e vedo che senza la
mia forza vitale deperirà e tornerà a diventare polvere. Osservo l’attaccamento che
ho verso il mio corpo terreno. Decido di lasciarlo andare….

Io non sono le mie cose, io non sono il mio corpo, io non sono i miei affetti… io sono molto di più… meditare su questo aspetto mi permette di entrare in contatto con la mia vera essenza senza limiti e sovrastrutture.

A questo punto posso spendere qualche minuto a osservare me stesso liberamente e pienamente….
osservo i miei pensieri, le mie ansie, le mie paure, la mia speranza e lascio andare ogni pensiero negativo, ansioso, pauroso; mi alleno ad affidarmi alla fiducia ed abbraccio con grande tranquillità quest’esperienza con leggerezza. Mi apro alla Divina Pace, Serenità ed Amore per il creato e tutte le sue creature.

VINCERE LA MORTE

Io possiedo il potere di cambiare le cose:
Io possiedo il potere per cambiare la mia vita. Io possiedo il potere per vivere ogni momento al massimo delle mie possibilità, io possiedo il potere per raggiungere i miei obiettivi e realizzare i mie sogni… Io da ora in poi mi impegno a portare gioia e amore nella mia vita, in ogni istante ed in ogni momento…

Dico a me stesso…
Io possiedo il potere di cambiare le cose, Io possiedo il potere di vivere pienamente ogni attimo, io possiedo il potere di realizzare i miei sogni… io possiedo il potere di vivere adesso…. niente e nessuno me lo può impedire… solo così posso vincere la paura … solo così vinco la morte…

A cura di Roberto Giovagnoni – counselor professionista, trainer di training autogeno ed esperto di Angelologia

Possa la Luce illuminare e custodire il vostro sentiero!!!!

Perugia 27 ottobre 2016 Roberto Giovagnoni

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