“Mi Accorgo di Me. Praticare l’Autoascolto Consapevole” di Roberto Giovagnoni

La dimora degli Elohim presenta:

MI ACCORGO DI ME
praticare l’autoascolto consapevole

A cura di Roberto Giovagnoni esperto di Angeli secondo la tradizione, trainer di training autogeno e counselor professionista

In questo periodo si parla tanto di stress. Se ne conoscono le cause ed i pericoli. Esistono anche tecniche specifiche per gestirlo e superarlo. Numerosi corsi ti offrono rimedi definitivi o soluzioni miracolose, ma lo stress rimane una delle cause principali di vari malesseri fisici e psicologici.
Indipendentemente dalla tecnica scelta, per gestire questa problematica è fondamentale acquisire una profonda capacità di auto-ascolto al fine di comprendere cosa avviene nel corpo nel momento in cui ti trovi ad affrontare una situazione che ti provoca disagio. Ciò ti aiuta anche a conoscerti meglio e ti è utile per attivare tutte le risorse necessarie dirette a gestire e superare l’evento stressante.
E’ ovvio che questo processo richiede tempo, metodo e disciplina. Ma la situazione che provoca stress è per definizione immediata e non completamente prevedibile. Cosa puoi fare per gestirla al meglio?
A volte la soluzione più semplice è anche quella più giusta. Infatti, tu possiedi capacità interiori che ti permettono di risolvere anche le sfide più difficili. Queste risorse sono connesse alla tua natura di essere umano. Come essere umano infatti, ti muovi, respiri e ti distendi per riposarti, ma poche volte ti concentri sui benefici che derivano da queste semplici attività fisiologiche.

Cos’è lo stress?

Per il più importante studioso della tematica Hans Selye , lo stress è una “condizione aspecifica in cui si trova l’organismo quando deve adattarsi alle esigenze imposte dall’ambiente”. Esso si esplicita nella personale reazione che ognuno di noi esprime di fronte a richieste, difficoltà o prove.
Lo stress assume connotati negativi quando la normale attività di adattamento agli eventi diventa troppo intensa, o prolungata nel tempo, sviluppando una percezione di totale mancanza di controllo su ciò che ci sta succedendo. Questa attivazione disfunzionale, se protratta eccessivamente, può portare ad un esaurimento progressivo delle nostre risorse fisiche e psicologiche.
Gli eventi stressanti, detti anche stressors, possono essere fisici (come i cambi di stagione, gli sforzi muscolari, i fattori microbici e virali, ecc.), sociali (difficoltà con i colleghi di lavoro, con i familiari, con gli amici, ecc.) o psicologici(turbamenti interiori, sensazioni di inutilità, rabbia o dolore inespresso, ecc.). Il “potere stressante” di ogni fattore dipende da come esso viene valutato in base alla personalità e alla specifica storia di vita dell’individuo. Il grado in base al quale un evento è considerato stressante, infatti, varia da soggetto a soggetto; esso dipende da quanto esso venga percepito controllabile e prevedibile, e su come vada ad incidere sull’autostima.
Gli studiosi hanno dimostrato che indipendentemente dalla natura dell’agente stressante, la reazione fisica e mentale dell’uomo è sempre la stessa: si percepisce una minaccia. Il soggetto sotto stress, attiva una reazione automatica e indipendente dalla volontà, che si esplicita in attacco, fuga o immobilità. Posto di fronte all’idea del pericolo imminente, ancora prima che la coscienza possa rendersi conto di quello che sta succedendo, il corpo si attiva per difendersi: scappando, attaccando oppure immobilizzandosi come una statua di pietra. Tutto questo, indipendentemente dal fatto che il pericolo percepito esista veramente oppure sia solo una proiezione delle proprie ansie. Una risposta da stress troppo intensa o troppo protratta nel tempo può portare ad un’attivazione fisiologica e psichica eccessiva che impone all’organismo sforzi esagerati e innaturali. Essi potrebbero causare esaurimento psichico ed estrema vulnerabilità fisica. E’ stato scientificamente dimostrato che lo stress cronico, oltre a produrre disturbi psicologici come ansia e depressione, problemi del sonno e dell’appetito e sensazioni di stanchezza o irritabilità, può indurre anche disturbi fisici come ulcere, ipertensione arteriosa e malattie cardiache.

Ma come possiamo gestire lo stress?
Proviamo a partire da un concetto apparentemente semplice e sottovalutato :
accorgersi di se stessi.

Come accorgersi di se stessi

Accorgersi di te è il primo passo da affrontare per arrivare a sviluppare una buona capacità di autoascolto interiore. La cosa più importante è riconoscere ed accorgerti del tuo corpo per poi passare alla tua mente e successivamente al tuo spirito. Corpo, mente e spirito, infatti, sono un sistema indivisibile. Ma quando ti accorgi del tuo corpo? Ti sei mai ricordato che hai i denti in bocca? probabilmente te ne rammenti solo quando sei dal dentista o quando ti fanno male; ma quando la mattina in modo automatico te li lavi, ti accorgi che ci sono? Pensi mai all’importanza del tuo ginocchio o ti ricordi di averlo solo quando lo batti inavvertitamente contro qualcosa? E potrebbero essere elencati tantissimi altri esempi relativi a tutto il tuo corpo fino ad arrivare agli organi interni ed alle singole cellule.
Ma cosa ti impedisce di ascoltarti?
Tu stai costantemente con te stesso e magari non poni attenzione a chi sei veramente per routine ed abitudine. Questo ti fa abituare a dare tutto per scontato e ti fa dimenticare di te. Non ti soffermi più su niente, non presti più attenzione ai dettagli. Non ti accorgi della magnificenza che ti circonda e non vedi veramente cosa avviene intorno a te.
Per cambiare atteggiamento prova a sperimentare questo piccolo suggerimento: alzati la mattina, apri gli occhi e ascolta le tue sensazioni, porta amore a tutto il tuo essere, in primis al tuo involucro, il corpo fisico. Lascia andare per un po’ il pensiero della bolletta da pagare, l’idea fissa che proprio domani mattina il tuo capo ti chiederà sicuramente delucidazioni su quel progetto che non hai ancora terminato, il litigio della sera con tua moglie o tuo marito, oppure come passerai il week end ecc. Presta, invece, attenzione a te stesso, in particolare ascolta attentamente i segnali fisici che arrivano dal tuo corpo. Ti facciamo un esempio di come il corpo parli: hai presente quando ti svegli con un piccolo dolore fastidioso alla zona lombare? Per la nostra esperienza un messaggio di questo genere indica timore e preoccupazione per le finanze o per l’aspetto materiale della vita. Quante volte di fronte ad un fastidio di questo genere avrai solo pensato di aver preso un colpo di freddo o aver sollevato male un peso eccessivo? Ecco: questo vuol dire non accorgersi secondo una visione un po’ alternativa rispetto alla visione comune.
Questa affermazione ti sembra esagerata? In parte hai ragione, infatti, non è tutto o bianco o nero; ma modificare l’atteggiamento consolidato aprendoti ad altre possibilità ti aiuterà a conoscerti meglio avendo consapevolezza dei tuoi bisogni.
Il corpo, infatti, è lo strumento, la cassa di risonanza. Nell’esempio del fastidio alla schiena si integrano perfettamente corpo, mente e spirito. Il corpo ti fornisce il messaggio, la mente viene attivata con l’analisi della situazione, le possibili cause e le eventuali soluzioni, lo spirito entra in gioco nel momento in cui io accogli e accetti l’esperienza e ti apri con fiducia alle tue intuizioni, alla coincidenze significative ed ai segnali avendo fede che questi favoriscano un processo virtuoso che aiuti la tua guarigione.

Per entrare maggiormente in sintonia con te stesso e le tue naturali capacità di auto ascolto ti invito a sperimentare un’antica pratica alchemica orientale, la meditazione degli elementi.

La meditazione dei 5 elementi

Gli elementi si trovano nella natura : acqua, fuoco, vento, terra, vuoto. Essi sono anche parte di te. Tu sei stato formato con terra, acqua, fuoco, vento e vuoto.
Sei acqua quando fluisci in sintonia con i movimenti del tuo corpo ed accetti le tue emozioni.
Sei fuoco quando agisci e con volontà cosciente persegui il tuo obiettivo.
Sei vento quando fantastichi e sogni : crei per mezzo della tua immaginazione.
Sei terra quando sei in equilibrio con te stesso : sei stabile e fermo, niente può nuocerti.
Sei vuoto quando sensazione, pensiero ed azione coincidono.

Ora ti suggeriamo di sperimentare questa antica forma di meditazione. Prendi un po’ di tempo e spazio esclusivamente per te.
Siediti con calma in una posizione comoda con la schiena diritta ed inizia a concentrare l’attenzione esclusivamente sul tuo respiro, chiudi gli occhi e ascolta attentamente ciò che arriva dal tuo corpo. Piano piano la tua mente diventa libera da interferenze e si purifica. Attraverso gli elementi ti colleghi a macrocosmo e microcosmo e entri sempre più in te stesso. Il tuo obiettivo è entrare in contatto con la tua essenza originaria.

Acqua

Immagina : Tu sei una grande onda che si muove, libera nell’oceano. La grande onda si gonfia, diventa un turbine. La grande onda è così potente che spazza via tutto quello che incontra.
Alla fine la sua furia si placa, l’onda si trasforma in un mare sconfinato quieto come uno specchio…

Ora prenditi del tempo per te. Non bloccare nulla, lascia fare al tuo corpo, alle tue sensazioni, alle tue emozioni e ascolta. Ascolta semplicemente…

Fuoco

Immagina: Tu sei fuoco, calore, luce, forza vitale indistruttibile. Potenza che mai muore ma incessantemente si rinnova. Come fuoco riscaldi, illumini e doni sicurezza e gioia. Riempiti di calore e luce e conosci finalmente te stesso…

Ora prenditi del tempo per te. Non bloccare nulla, lascia fare al tuo corpo, alle tue sensazioni, alle tue emozioni e ascolta. Ascolta semplicemente…

Vento

Immagina: tu sei vento. La tua voce risuona tra le foglie e nei cespugli, lungo le scogliere e nel sibilo dei canneti. Sei libero di entrare ovunque, dentro i tronchi, nei corridoi delle case, sotto le vesti. Sei sempre in movimento: il tuo soffio modella i deserti, scolpisce le montagne. Tu
puoi mutare la forma della terra. Lo fai facendo scorrere il tempo con pazienza e perseveranza. Non molli mai….

Ora prenditi del tempo per te. Non bloccare nulla, lascia fare al tuo corpo, alle tue sensazioni, alle tue emozioni e ascolta. Ascolta semplicemente…

terra

Immagina: Tu sei la terra. Sulla tua superficie crescono campagne e foreste. Si trovano deserti, montagne e ghiacciai. La vita ti pervade. Piante, animali, uomini. Ascolta : l’acqua scorre, il fuoco crepita, il vento soffia…
Tutto è in movimento: tutto nasce, cresce, muore e rinasce. Solamente tu rimani stabile, saldo, forte e sicuro.

Ora prenditi del tempo per te. Non bloccare nulla, lascia fare al tuo corpo, alle tue sensazioni, alle tue emozioni e ascolta. Ascolta semplicemente…

vuoto

Ignora il tuo corpo e ciò che ti circonda. Dimentica ciò che ti omologa nel mondo materiale e immagina:

trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro al centro che crea la ruota

ciò che è dipende da ciò che non è

Ora prenditi del tempo per te. Non bloccare nulla, lascia fare al tuo corpo, alle tue sensazioni, alle tue emozioni e ascolta. Ascolta semplicemente…

Conclusione : Riprendi il contatto con te stesso !

L’obiettivo di questo breve articolo è quello di farti incuriosire su concetti importanti come l’autoascolto e la gestione dello stress.
La cosa importante è che tu ricominci a prestare attenzione a te stesso. Alle tue percezioni fisiche, alle tue emozioni, ai tuoi rapporti con gli altri e con l’ambiente in cui vivi.
Distingui bene tra pratica, intenzione ed atteggiamento.
La pratica si indentifica sostanzialmente con una tecnica od un insieme di tecniche. Visto che stiamo focalizzando l’attenzione sulla gestione dello stress, la pratica è lo strumento utile al raggiungimento del tuo scopo. Ognuno trova la pratica per lui più affine (esempio training autogeno, meditazione, massaggio, corsa ecc.) in quello specifico momento della sua esistenza. La pratica però, non sortirà i suoi effetti benefici se non svilupperai un atteggiamento ed un intenzione consoni ad, in un certo senso, “attivarla”. Proviamo a fare un esempio concreto: stai vivendo in modo frenetico e disordinato. Hai un forte stress ed hai già percepito disturbi ad esso correlati. Decidi di trovare un rimedio a questa situazione. Dopo aver letto alcune cose in internet e sentiti i consigli di amici e conoscenti, valuti che potrai risolvere il tuo problema iscrivendoti ad un corso di meditazione.

La tua analisi della situazione termina qui? Facendo semplicemente questo otterrai effettivamente i benefici che derivano da questa pratica?

E’ nostra opinione che non puoi limitarti solamente alla semplice valutazione fatta sopra. Per dare efficacia allo strumento da te scelto dovrai unire uno specifico atteggiamento e formulare una precisa intenzione.
Per atteggiamento intendiamo il tuo modo di partecipare alla pratica, la tua assiduità nel seguire le lezioni, l’eventuale preparazione preliminare con esercizi di respirazione o rilassamento oppure il tuo arrivare trafelato e sempre all’ultimo momento ecc.
L’intenzione è la vera è propria formulazione di una frase/concetto che ti dirai prima di iniziare e con cui identificherai il motivo, la voglia e la volontà e l’obiettivo che ti spingono a fare quello che stai facendo. E’ fondamentale che la frase sia abbastanza breve, volta al positivo e con obiettivi concreti, misurabili e raggiungibili. (es. Voglio meditare per stare in salute è eccessivamente generico, se invece mi dico Voglio meditare per rimettermi in forma ed a fine mese andare in vacanza è già più circoscritto).

Possa la Luce illuminare e custodire il tuo sentiero!

A cura di Roberto Giovagnoni esperto di Angeli secondo la tradizione, trainer di training autogeno e counselor professionista

Perugia 14 febbraio 2018 Roberto Giovagnoni