“Il Potere Nascosto della Preghiera: la Preghiera Profonda” di Roberto Giovagnoni

IL POTERE NASCOSTO DELLA PREGHIERA: LA PREGHIERA PROFONDA

Egli pregava in un certo luogo,
e quando ebbe finito,
uno dei Suoi discepoli Gli disse:
Signore, insegnaci a pregare ….” (Luca 11,1)

L’energia scorre dentro di noi…. Tutto intorno a noi…. La troviamo nel cibo… nelle nostre emozioni… la scambiamo nel contatto con la natura e con gli altri….
Tutto è energia… tutto scorre e si trasforma….
Il nostro corpo è animato da correnti positive e negative…. sole e luna…. cielo e terra…. acqua e fuoco… quando questi elementi sono in equilibrio ci sentiamo pieni di forza ed armonia….
L’equilibrio si trova nel centro del nostro essere.
Il centro è il nucleo, lo spazio dove possiamo fluire liberamente con l’esistenza.
Nel centro siamo perfettamente a nostro agio con la vita, apprezziamo pienamente i suoi doni, proviamo amore, fiducia, vitalità…. abbiamo fiducia nell’esistenza.
Noi tutti nasciamo nel centro e siamo liberi e totalmente in contatto con la forza dell’universo e la Luce Divina.
Crescendo, presi dal vortice della vita, dagli impegni, imprigionati nell’ego perdiamo questa connessione….
Ritroviamo il nostro centro, la sintonia con noi stessi nel momento in cui impariamo a riconoscere il “potere della preghiera”.
Quando preghiamo profondamente, lo Spirito Divino fluisce fra l’ignoto e il conosciuto per aprire vedute su altre dimensioni e altre possibilità. Ci apre a nuove fasi, punti di svolta importanti, novità. Lo Spirito ci orienta ci fa scoprire e cogliere soluzioni. Rappresenta un costante stimolo alla crescita, una costante Luce che ci ricorda quanto siamo teneramente amati.
Siamo, comunque noi, che scegliamo di ascoltare, di credere, di percepire.
lo Spirito di Dio infatti, vola leggero, è libero dalla zavorra del nostro ego. Solo un ascolto attivo, attento, integrato, in cui tutti i canali sono coinvolti ed in cui anche il dubbio si ritrae, lasciando, finalmente, la mente libera di percepire, ci permette di ricevere il beneficio e la gioia di questo contatto e di tornare alla meraviglia ed allo stupore di quando, da bambini, scoprivamo qualcosa di nuovo…..

La forza della Preghiera
La preghiera è una delle pratiche comuni a tutte le religioni ed alle vie di crescita spirituale. Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero; gli scopi della preghiera possono essere molteplici: invocare, chiedere un aiuto, lodare, ringraziare, santificare, o esprimere devozione o abbandono. La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui una persona ‘parla’ al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che ‘parla’ alla persona.
Nella preghiera profonda, sperimentiamo un’unione di preghiera e meditazione….. parliamo con il Sacro e se rimaniamo in ascolto possiamo anche ricevere, con la mediazione del nostro Angelo Custode, il messaggio Divino.
Quando la preghiera diventa un modo di stare al mondo, uno stile di vita, essa ci dona Luce ed illumina la nostra anima.
Raggiungere questo stato è un processo, un processo che inizialmente ci permette di sviluppare maggiormente i nostri canali percettivi, avere un maggiore intuito, aprirci a nuove idee…
Successivamente un essere umano “consapevole” inizia a vivere la realtà da una prospettiva differente… scopre o meglio ricomincia a comprendere chi è veramente….
E’ importante capire che noi non siamo solamente il corpo, la mente, le sensazioni e le emozioni…. Noi siamo molto di più…. sta a noi, procedendo nell’esplorazione e nella conoscenza arrivare a comprenderlo.
Ma come facciamo ad attivare questo splendido “tesoro” che è nascosto nel nostro intimo? Proviamo a scoprirlo leggendo le raccomandazioni che il monaco ortodosso “Giovanni Climanico” dava ai suoi novizi parlando della vita del suo maestro, San Filemone….

*Un fratello di nome Giovanni, che veniva dalla regione della costa, accostatosi a questo Santo e grande Padre Filemone e abbracciatigli i piedi, gli disse:
“Che cosa devo fare, Padre, per essere salvato?   Perché vedo che il mio intelletto vaga qua e là, verso ciò che non si deve”.  
E quello, indugiando un poco, disse: “Questa passione è propria di quelli del mondo; permane perché non hai ancora perfetto il desiderio di Dio. Infatti, non è ancora venuto in te il calore del desiderio e della conoscenza di Lui”.
Gli dice il fratello: “Che cosa devo fare, Padre?”.  
Gli risponde Filemone: “Va’, e per qualche tempo fa’ una meditazione segreta, nel tuo cuore, essa potrà purificare il tuo intelletto da queste cose”
E il fratello, non essendo iniziato a ciò che gli veniva detto, dice all’anziano: “Che cosa significa padre meditazione segreta?”.  
Filemone replica: “Va’, sii sobrio nel tuo cuore, e di’ sobriamente nella tua mente:   “Signore Gesù Cristo, pietà di me” – “Sperimenta la dolcezza che ne deriva. Tienila sempre nel tuo cuore: sia quando mangi che quando bevi , sia che ti trovi in compagnia di qualcuno, sia quando sei da solo, non ti scordare di fare questa preghiera con mente ferma e intelletto stabile. Se sei pressato da una necessità, abitua il tuo intelletto nel meditare e nel pregare. Solo così potrai comprendere le profondità della Divina Scrittura e della potenza che vi è nascosta, e dare all’intelletto un’incessante operosità, per adempiere il detto apostolico che prescrive: ‘Pregate incessantemente’ (lTs 5,17).”* 

Preghiera Personale profonda
Quanto amo me stesso?
Quanto amo il mio prossimo?
Quanto amo Dio ed il creato?

Pregare veramente e compiutamente significa passare del tempo esprimendo amore verso noi stessi, verso il prossimo e verso Dio.
Pregando eleviamo la nostra mente e il nostro cuore verso il Creatore e verso l’universo.
Senza far riferimento ad una specifica fede religiosa possiamo seguire tre strade :
leggere un brano tratto da un Libro Sacro, fino a quando qualcosa non ci colpisce … a questo punto meditiamo su quanto abbiamo letto e ripetiamo a voce alta la frase che ci ha colpito….
ripetere una preghiera conosciuta molto lentamente in modo da assimilarne a livello cellulare ed epidermico le parole….
ripetere incessantemente con una concentrazione di carattere meditativo una frase Sacra e prestare attenzione e rispetto ascoltando le sensazioni ed accogliendo le emozioni che questa ci provoca.
Prima di iniziare a pregare focalizziamo brevemente la nostra attenzione sul nostro comportamento, esaminiamo le azioni che abbiamo compiuto durante la giornata cercando di porci in una prospettiva distaccata, quella dell’”osservatore”; poniamo enfasi su ciò che non ci è piaciuto di noi stessi facendo riferimento a fatti concreti (come ho risposta al telefono? Quante volte ho sorriso oggi al mio prossimo? Ho parlato in modo onesto, sincero e gentile? Mi sono reso disponibile di fronte ad una richiesta di aiuto o ho risposto in modo scontroso tirandomi indietro?).
Nel momento della preghiera ringraziamo preliminarmente per il dono della vita e per aver potuto avere il privilegio di vedere sorgere e tramontare il sole e promettiamo a noi stessi ed al Creatore che domani faremo del nostro meglio per migliorarci.
E’ importante che sviluppiamo l’idea che, mentre siamo assorti in preghiera, non siamo soli. Insieme a noi, milioni di uomini, donne e bambini stanno pregando, ciascuno secondo la propria cultura e la propria fede. Tutto questo è energia, l’energia più potente dell’universo.
Se ci sintonizziamo sulle sue frequenze può accadere di tutto, anche le cose più stupende ed inspiegabili… perché …. “se ci credi, tutto è possibile”…

Contattare il nostro vero se
La preghiera personale profonda è essenzialmente ascolto. Ascolto della nostra parte più autentica, attenzione al principio Divino del nostro essere e devozione al Creatore.
Molte volte però, non riusciamo ad accettare questo processo virtuoso. Ci costruiamo delle barriere, dei limiti.
Siamo condizionati da tutto quello con cui si identifica il nostro Io. Ci identifichiamo con i nostri pensieri, con i nostri sentimenti, con il nostro ruolo sociale; tutto questo distrugge la nostra libertà.
Nel momento in cui la vita ci priva, con i suoi eventi, del ruolo con il quale ci eravamo identificati (un cambiamento traumatico di lavoro, un lutto improvviso, una difficile situazione di salute) subiamo una crisi profonda che rappresenta l’inizio della trasformazione… un bruco che si trasforma in farfalla, una morte a cui segue la rinascita.
Con la preghiera profonda possiamo accelerare questo processo meraviglioso. Essa, nel suo atto preliminare, di introspezione ed autoascolto ci aiuta a non indentificarci con tutto ciò che non è nostro. Osservando ed accogliendo quello che ci accade senza giudizio, possiamo evolvere e comprendere meglio il sentiero che la nostra anima ha scelto di seguire nel momento della sua incarnazione in questo piano dell’esistenza.
Vi propongo un’attività pratica, proviamo insieme a sperimentare questa breve meditazione:
In posizione comoda e rilassata, respiriamo profondamente in modo naturale, fino a raggiungere uno stato di tranquillità. Affermiamo volontariamente in pura coscienza:
“Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo. Il mio corpo si può trovare in varie situazioni. Può essere contratto o rilassato, teso e stanco o riposato, ma non è il mio vero io. Il mio corpo è un prezioso strumento di azione e di esperienza nel mondo esterno, ma io non sono il mio corpo. Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo.”
“Io ho delle emozioni, ma non sono le mie emozioni. Le mie emozioni sono varie e mutevoli: posso passare dalla paura al coraggio, dalla rabbia alla calma, dalla gioia al dolore, ma non sono il mio vero io. “Io ho una mente, ma non sono la mia mente. La mia mente è un prezioso strumento di ricerca e di espressione, ma non è l’essenza del mio essere. I suoi contenuti sono mutevoli come le emozioni. La mia mente è un organo di conoscenza sia per il mondo esterno che per quello interno, ma io non sono la mia mente. Io ho una mente, ma non sono la mia mente.
“Io ho un corpo, ma non sono il mio corpo”
“Io ho delle emozioni ma non sono le mie emozioni”
“Io ho una mente ma non sono la mia mente”
Io sono l’essenza di me stesso, sono un centro di pura autocoscienza. Io sono un centro di volontà, di energia creativa e dinamica. IO SONO”

La preghiera profonda : un modello per la pratica
1 – Respirazione circolare
La respirazione circolare non ha pause, non ha apnee. La respirazione deve essere naso/naso, bocca/bocca. Possiamo cambiare dal naso alla bocca, ma il ciclo deve sempre procedere attraverso un canale alla volta.
Se respiriamo solo con il naso sollecitiamo le narici e movimentiamo la consapevolezza delle esperienze sottili.
Se respiriamo solo con la bocca, facciamo entrare molta più aria nei polmoni e operiamo sulle emozioni sollecitando movimento nelle esperienze più dense della vita di ogni giorno.

2 – rilassamento del corpo
E’ importante rilassare il corpo, lasciandolo andare. Il corpo esprime le tensioni accumulate durante tutto il giorno. Molte volte ci accorgiamo di avere le spalle alzate, come se portassimo con noi i pesi della vita.
Proviamo a rilassare le spalle, le mascelle, lasciamo cadere la lingua nell’incavo naturale, chiudiamo gli occhi.
Quando chiudiamo gli occhi chiudiamo la finestra costantemente aperta sull’esterno e ci concentriamo in noi stessi.

3 – ascolto attivo delle sensazioni fisiche
Facciamo attenzione al nostro corpo. Il corpo si rilassa grazie alla nostra intenzione, se non riusciamo a fare questo non siamo padroni del nostro corpo, siamo ospiti a casa nostra. Entrando in contatto con il nostro corpo, avvertiremo della sensazioni… movimenti, prurito, vibrazioni…..
Nella quiete del cuore in silenzio staremo attenti ai messaggi che il nostro corpo manda.

4 – Accoglienza senza giudizio di quello che arriva dal corpo e dalla mente
Accogliamo ciò che arriva dal nostro corpo senza alcun giudizio.
Accettiamo l’IO SONO, siamo unici e irripetibili, un dono Divino per noi stessi e per il creato….
AMIAMO noi stessi, e per mezzo di questa amore possiamo AMARE il prossimo ed il Creatore.
L’AMORE ci dona una grande consapevolezza, capiamo che nella vita vissuta fino ad ora abbiamo fatto guerra a noi stessi, alle nostre passioni, alle nostre emozioni… ci siamo fatti governare… invece che pensare … ci siamo fatti pensare….

5 – creo la preghiera del cuore
Per creare la preghiera del cuore possiamo iniziare partendo dalla recitazione di una formula prestabilita: la giaculatoria o mantra.
La giaculatoria serve per legare i pensieri, perché la mente, vuole il monopolio della vita, e costruisce pensieri su pensieri.
In tutte le religioni c’è una giaculatoria particolare.
L‘Induismo ha il mantra più conosciuto : OM (AUM).
A è la creazione.
U è la preservazione.
M è la distruzione.
Nell’Islam la giaculatoria è “La ilaha illa allah”, che significa “Di Dio non c’è che Dio”.
Nel Buddismo la giaculatoria è “Nam’Am Da Bu”, che significa “Pongo la mia gioia e fiducia in Budda infinito”.
Per l’ebraismo la giaculatoria è Adonai.
Nel Cristianesimo antico si utilizzava “kirie Elisyon” – Signore Abbi pietà di me, povero peccatore –
Oggi nel Cristianesimo moderno si utilizza il nome di Dio – Gesù, Gesù-Maria, Padre-Figlio e Spirito Santo, Gesù – Abba
Con quest’attività apparentemente meccanica la nostra attenzione si concentra sullo Spirito… siamo pronti per la trasformazione attraverso la preghiera che parte direttamente dal nostro cuore…

La preghiera profonda: spiritualità della vita quotidiana
Ludovico da Celano, uno dei biografi di San Francesco, sostiene nei suoi scritti l’evidenza di come ad un certo punto della sua vita il beato di Assisi non pregasse più in quanto ogni suo gesto, ogni sua parola, ogni suo atto era diventato preghiera. San Francesco stesso era preghiera.
La preghiera profonda, la concentrazione, la meditazione, il semplice rilassamento sono attività molto importanti in quanto ci permettono di spostare l’attenzione dall’esterno verso il nostro interno.
E’ fondamentale, però, tener sempre presente un aspetto. Il ritorno alla quotidianità.
Nel momento in cui assimiliamo completamente dentro il nostro essere i benefici della preghiera non potremo fare a meno di riportare nei gesti, nel modo di esprimerci, nel modo di porci agli altri ciò che riceviamo da questa immersione nel profondo del se.
Ogni pensiero, ogni azione, ogni vibrazione operata nella Luce della piena coscienza apre un varco nell’infinito; ci rende liberi di volare e ci aiuta a realizzare i nostri sogni. Se ogni giorno proviamo ad operare nel bene, se cerchiamo di amare tutte le creature e tutte le forme di vita, se ci impegniamo nella lotta per la giustizia e la libertà rifiutando ogni forma di sopruso e repressione dedicando la nostra esistenza all’Amore Puro, nessun male oscuro potrà toccarci od inquinarci, perché, grazie al contatto con l’infinito, la potenza dell’Amore è superiore a tutto: è Grandezza, Vero Potere e Libertà.

A cura di Roberto Giovagnoni
Counselor professionista, trainer di training autogeno ed esperto di Angelologia

Possa la Luce Illuminare e custodire il vostro sentiero!!!
Perugia 15 novembre 2016     Roberto Giovagnoni

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