“Il Potere Nascosto della Preghiera: I Salmi” di Roberto Giovagnoni

IL POTERE NASCOSTO DELLA PREGHIERA: I SALMI

“Come lo specchio non è macchiato dalle immagini che riflette, così l’anima che ha raggiunto l’impassibilità non viene macchiata dalle cose di questo mondo”.
(Evagrio)

Uno dei principali compiti degli Angeli è quello di offrire a Dio le preghiere degli uomini affinchè nulla passi inosservato.
Nel momento della preghiera siamo più vicini alla nostra parte Spirituale… ci sentiamo più prossimi a Dio ed al suo mistero….

Per iniziare ad entrare in sintonia con il potere nascosto della preghiera, è importante partire dall’episodio biblico del passaggio del Mar Rosso descritto nel libro dell’esodo.
Gli ebrei guidati da Mosè stanno fuggendo dall’Egitto verso la terra promessa e sono inseguiti dal faraone e dagli uomini del suo esercito.
Tra la salvezza ed il disastro di una battaglia senza speranza contro i soldati egiziani si erge il mar rosso.
Il popolo ebraico è disperato e chiede aiuto a Mosè. Il Profeta appoggia il suo bastone nell’acqua e subito il mare si apre lasciando passare lungo una strada diritta le tribù di Israele… appena l’ultimo ebreo è arrivato dall’altra parte, il mar rosso si richiude inghiottendo le incaute truppe egiziane che avevano rischiato l’inseguimento.
Questo episodio rappresenta una metafora della vita.
Il mar rosso è la vita quotidiana che alcune volte ci appare come un oceano impetuoso pieno di difficoltà, ostacoli, paure, limiti.
La striscia di terra con le due colonne d’acqua è la via…. Il cammino virtuoso che svolgiamo anche grazie all’indirizzo di pace e serenità che ci dona la preghiera.

Sempre nel libro dell’esodo vi è un altro passo molto interessante…..
Gli Ebrei stanno vagando nel deserto e sono in grandissima difficoltà… hanno fame, sete, …. perdono l’orientamento… stanno perdendo la loro fede…..

Dio convoca Mosè e gli dice queste parole:
“Ecco io mando un Angelo davanti a te per custodirti e farti entrare nel luogo che ti ho preparato… abbi rispetto della sua presenza e dà ascolto alla sua voce……”
Da quel momento L’Angelo di Dio guida i fuggiaschi, gli fa trovare acqua e cibo a volontà, li conduce ad un riparo sicuro per la notte….

A volte, anche noi, per orientarci nel deserto di alcuni momenti della nostra vita abbiamo bisogno di un Angelo… abbiamo necessità di poter credere in qualcosa di straordinario, di incredibile e impossibile…

La preghiera ci aiuta ed entrare in maggiore sintonia con la nostra parte Divina, essa rappresenta un processo di guarigione e trasformazione dell’essere.
Permette alla mente di accorgersi delle “false costruzioni e false limitazioni” e la mette in condizione di accettare la realtà di pace, serenità ed amore che molte volte rimane inesplorata nei più profondi recessi del nostro io.
Pregare ci aiuta a sviluppare uno stato di calma, presenza e gioia aprendo il nostro cuore alla Luce. Per mezzo della preghiera la dimensione Divina si manifesta nel mondo ed agisce per nostro tramite.
La preghiera è universale…. è da sempre presente nella cultura umana… non è legata ad una specifica via religiosa o spirituale.
Ogni volta che preghiamo, il “nostro” Io superiore ci parla.
La preghiera a volte produce dei miracoli…. perché….

Se ci credi… tutto è possibile!!!

I salmi

Il libro dei Salmi è composto da 150 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un autonomo inno di vario genere: lode, supplica, protezione e guarigione.

La tradizione riporta che i salmi furono composti da Davide. La critica moderna ritiene, invece, che siano il prodotto di vari autori o gruppi di autori, di cui molti ignoti. La maggior parte dei salmi comincia con un versetto introduttivo che identifica l’autore o descrive le circostanze per le quali furono composti.
La tradizione spirituale ha da sempre attribuito ai salmi un potere molto forte, già sottolineato nei Vangeli.
Recitando un salmo con intenzione si attinge a un serbatoio energetico invisibile alimentato da secoli di orazioni e preghiere, che in varia forma e misura hanno contribuito ad accrescerne valori e virtù nel tempo.

Ci sono diversi modi di utilizzare i salmi: recita ininterrotta; scelta di alcuni brani; scelta di versetti adatti a circostanze particolari.
La prima consiste in una lettura dei salmi, seguendo rigorosamente il loro ordine cronologico. La recita ininterrotta veniva utilizzata nella preghiera solitaria, e numerose testimonianze ci mostrano come gli antichi Monaci consacrassero gran parte delle loro notti o dei loro giorni alla lettura del “Salterio”. Salmodiando e pregando incessantemente e nutrendosi della contemplazione delle cose celesti essi giungevano al punto che il loro Spirito si purificava in misura tale da imprimere la Grazia Divina direttamente nella loro anima.

Nella nostra epoca moderna, i Salmi non possiedono solamente un valore teologico e filosofico, ma possono anche rappresentare un utile strumento introspettivo che ci aiuta a raggiungere la piena realizzazione favorendo la comprensione del “Mistero della vita”.
In particolare i Salmi da uno a cinquanta ci permettono di entrare in contatto con la nostra ombra e iniziare il processo di trasformazione, i Salmi da cinquantuno a cento favoriscono la nostra guarigione facendo emergere i nostri talenti e le nostre qualità nascoste, i Salmi da centouno a centocinquanta ci guidano verso il nuovo. Effettuare in modo introspettivo questo percorso ci fa prendere contatto con dimensioni inesplorate, accettando in modo più semplice i rischi che si presentano di fronte a noi quando decidiamo di cambiare la nostra routine quotidiana.

Un modo di utilizzo pratico dei salmi è quello di concentrarci su singoli brani, o versi isolati. Nella preghiera personale, la scelta dei versetti viene demandata ai bisogni della nostra anima e ai sentimenti che vogliamo esprimere.

Il ricorso a versetti isolati di salmi identifica la cosiddetta “preghiera monologica”; una preghiera composta di una sola parola o di una sola breve frase, ripetuta molto frequentemente. San Cassiano, il primo ad esporre in maniera particolareggiata la “tradizione segreta” dei primi Cristiani, identifica una precisa formula tratta da un versetto del salmo ventinove “Dio, vieni in mio aiuto; Signore affrettati a soccorrermi”. L’incessante ripetizione della frase, secondo questo Padre della Chiesa, diventa un meraviglioso strumento di purificazione del cuore e di semplificazione interiore, una sorta di mezzo perfetto diretto a favorire un particolare stato di attenzione verso noi stessi, le nostre sensazioni, le nostre emozioni ed i nostri pensieri.

Qui di seguito vi propongo un metodo pratico per sperimentare lo stato di pura attenzione che cercavano di raggiungere i “Padri del deserto” agli albori dell’era cristiana. Se volete potete provare a cimentarvi nell’esercizio:

mettiti comodo, seduto su una sedia, la testa inclinata ed il mento appoggiato sul petto, sguardo concentrato in mezzo al ventre.

rallentamento del ritmo della respirazione: Concentra l’attenzione sul tuo respiro naturale, piano …. piano ….. con i tuoi tempi…. Inizia a rallentare il ritmo fino a quando non ti senti a tuo agio…. in uno stato di pace assoluta e quiete……ti può aiutare visualizzare mentalmente un luogo nella natura che ti trasmetta calma e tranquillità;

esplorazione corporea: giunto ad uno stato di quiete, inizia ad ascoltarti, ad ascoltare il tuo corpo. Se avverti tensioni o blocchi, prova a dirigere il respiro verso questi punti con l’obiettivo di raggiungere un perfetto stato di rilassamento;

unione della mente con il respiro: riporta l’attenzione della tua mente sulla respirazione naturale e sul ritmo rallentato del respiro, accogli i pensieri e le immagini che ti arrivano, prendine atto e sospendi ogni giudizio;

esame dei pensieri: inizia ad analizzare i tuoi pensieri, non giudicare te stesso in base alla loro natura, ma cerca di essere il più possibile oggettivo…;

ascolto del corpo e della mente : l’analisi dei pensieri fa emergere in te qualcosa, questo “qualcosa” ti trasmette un messaggio fatto di sensazioni corporee, emozioni e idee. Ascolta questo messaggio, senza dare alcun giudizio…. prova a coglierne l’essenza;

formulazione di un obiettivo: All’inizio della pratica potresti già essere partito con uno scopo come quello di conoscere meglio un lato del carattere, migliorare alcune tue qualità, valutare meglio un evento che ti ha particolarmente colpito…. oppure l’obiettivo potrebbe essersi formato spontaneamente nel corso dell’esercizio…. in questo caso prendi atto di ciò che sta emergendo e prova a “toccarlo” con i tuoi sensi interiori, primo fra tutti l’immaginazione;

usa un singolo versetto del salmo per migliorare la tua realtà: Questa è la fase finale dell’esercizio, ed è ovviamente la più importante. In base a ciò che è emerso o all’obiettivo che ti sei prefissato formula una “frase potenziante” per te significativa. Successivamente scegli un versetto dei salmi che senti risuonare con la tua frase potenziante…. sarà importante per te ascoltare nel tuo profondo l’effetto delle tue parole e delle parole del salmo su ogni tua cellula… esse sono un atto d’amore verso te stesso, un Dono Divino che infonde in te pienezza, serenità e fiducia…

Esempio – facciamo riferimento a frasi scelte dai salmi sedici, trentadue, quarantuno, quarantadue, cinquantanove, settantasette, novanta, centocinque, centotrentasette, centocinquanta per favorire la nostra armonia interiore. Per le antiche scuole misteriche erano questi i salmi che permettevano, se recitati con la giusta intenzione, la completa guarigione di corpo, mente e Spirito. Possiamo meditare la sera per un ciclo di 10 giorni concentrando l’attenzione sulla “frase potenziante” da noi formulata, e sul brano del “salterio” che, in base a quello che è accaduto durante la giornata, ci risuona maggiormente (*devo affrontare una situazione difficile e ho bisogno di coraggio e forza… formulo una frase potenziante: – Io sono stabile e forte, posso affrontare ogni prova – e poi scelgo il verso di un salmo che risuona con la mia frase – – Egli per te darà ordine ai suoi Angeli di custodirti in tutte le tue vie. Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra – mentre recito a voce alta le due frasi, mi visualizzo la situazione che mi mette inquietudine, mi immagino di viverla, di essere li e ascolto il mio corpo sentendo così mi succede prima e dopo aver recitato le due frasi… per far si che questo carburante dell’anima agisca posso visualizzare un colore per me importante, oppure un immagine. Questo potrà permettere, al termine del ciclo meditativo, un cambiamento nella mia routine quotidiana)

Salmo 16:11 : Mi farai conoscere la via della vita: gioia in abbondanza alla tua presenza, delizia alla tua destra senza fine.

Salmo 32:8 : Ti istruirò e ti insegnerò la via da seguire; con gli occhi su di te, ti darò consiglio.

Salmo 41:2 : Beato l’uomo che ha cura del debole: nel giorno della sventura il Signore lo libera.

Salmo 42: 6 : Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Salmo 59: 2-3 : Liberami dai nemici, mio Dio, difendimi dai miei aggressori.
Liberami da chi fa il male, salvami da chi sparge sangue.

Salmo 77: 3: Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore, nella notte le mie mani sono tese e non si stancano; l’anima mia rifiuta di calmarsi.

Salmo 90: 11-12 : Egli per te darà ordine ai suoi Angeli di custodirti in tutte le tue vie. Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra.

Salmo 105: 4-5 : Ricordati di me, Signore, per amore del tuo popolo, visitami con la tua salvezza, perché io veda il bene dei tuoi eletti, gioisca della gioia del tuo popolo,
mi vanti della tua eredità.

Salmo 137: 7-8: Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano e la tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me. Signore, il tuo amore è per sempre: non abbandonare l’opera delle tue mani.

Salmo 150: 6: Ogni vivente dia lode al Signore. Alleluia.

La lettura contemplativa dei salmi ci aiuta ad entrare in contatto con i “demoni interiori” evitando speculazioni sulla loro essenza e sulla loro origine. Ci fa comprendere che le nostre proiezioni della realtà sono un ammaliante inganno che ci attrae, mentre le influenze esterne agiscono su di noi alla stregua di ciò che i monaci medioevali identificavano come “spiriti maligni”.
Proiettando i contenuti negativi dell’inconscio sui questi demoni, riusciamo a costruire lo spazio virtuoso per affrontarli, in quanto diamo loro un nome che ci permette di “vedere” con un luce nuova la realtà del vivere quotidiano .

Comprendiamo così che non sono gli altri ad essere responsabili della nostra rabbia, della nostra inazione, del nostro dolore, ma il colpevole è quel demone interiore che agisce per mezzo delle emozioni influenzando il nostro comportamento.

Il primo passo da fare, con l’aiuto della meditazione sui salmi, è prendere coscienza della tecnica utilizzata “dai nostri spiriti/ombra”, far leva sull’esperienza concreta osservando i pensieri, prestando attenzione alla loro durata, ed al loro intrecciarsi e riproporsi nel tempo.
Comprendere questi meccanismi ci fa capire l’inutilità della lamentela… se ci concentriamo su noi stessi, riflettiamo su ciò che ci accade, riusciamo a percepire le cause ed i fattori che determinano il nostro malessere.
Nel momento in cui riusciamo a “non identificarci” con le nostre difficoltà ed i nostri limiti e chiamiamo per nome un pensiero o un sentimento, abbiamo conquistato maggiore obbiettività verso noi stessi.

Le frasi ispirate, tratte dalle sacre scritture possono aiutarci nel disciogliere “come neve al sole”, i pensieri negativi e dolorosi.

Se diventiamo liberi dalle influenze che provengono dall’esterno, dai condizionamenti, dalle suggestioni, possiamo affrontare il nostro passato, il nostro dolore, in modo che le nostre ferite non provochino in noi turbamento, amarezza e risentimento.

E’ importante che, come gli antichi sapienti, iniziamo a prendere coscienza che esiste una realtà invisibile che influenza inevitabilmente la nostra esistenza. E’ la realtà del Divino, da cui tutto ha origine e in cui tutto viene ricondotto. Questa realtà domina anche la dimensione quotidiana. Normalmente noi contrapponiamo la nostra soggettività alla logica armonia del “puro amore”. Questo ci produce sofferenza e disarmonia.
Recitare i salmi con la giusta intenzionalità ci permette di vedere a poco a poco un’altra via, la possibilità di integrazione con il senso, le proprietà e le possibilità offerte dal mondo invisibile sia interiore che esteriore.

Attraverso un uso ragionato della grande forza dei salmi possiamo giungere ad una maggiore comprensione di noi stessi. Con la pratica possiamo arrivare anche a individuare lo scopo e la meta della nostra esistenza.

Una vita confusa, o senza direzione, ha infatti conseguenze. Il non conoscere la propria missione può diventare una forza distruttiva nelle relazioni con gli altri. Senza la comprensione di noi stessi, senza un obiettivo, possiamo ferire le persone attorno a noi, oltre che noi stessi.
Le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre visioni influenzano la nostra salute individuale proprio come influiscono sulla salute di tutti coloro che ci stanno attorno. In quanto parti vitali di uno Spirito universale più ampio, ciascuno di noi è stato messo qui sulla terra per completare un Contratto Sacro che accresca la nostra crescita spirituale personale contribuendo anche all’evoluzione globale. Tuttavia, la missione della nostra vita, non può essere definita o misurata semplicemente dalla nostre azioni esteriori. Il nostro “contratto dell’anima” non ha solo a che fare con la nostra carriera o hobby o relazione affettiva. Questo impegno che prendiamo con noi stessi e con la nostra essenza nel momento in cui decidiamo di “risiedere in un corpo materiale” riguarda la relazione generale con il nostro Io.
Con il tempo la costante recita dei salmi ci fornisce maggiori risposte sui “perché della vita”. La vita non è un indovinello da risolvere né una domanda a cui trovare una risposta, ma un mistero da vivere, un mistero da amare, un mistero da danzare.
Grazie al mistero contenuto nel “salterio” comprendiamo che come il seme contiene l’immagine dell’albero ma non è l’albero, allo stesso modo noi siamo immagine di Dio ma non siamo Dio. Crescendo il seme somiglierà sempre più all’albero e noi ci avvicineremo sempre più a Dio. Dice Gesù in un testo apocrifo…

Accetta che io sono in te, dentro di te, non in edifici di legno o pietra,
Alza una pietra e mi troverai, spezza un ramoscello ed io sarò con te….

Salmo centocinquanta:

Lodatelo nel suo santuario,
lodatelo nel suo maestoso firmamento. Lodatelo per le sue imprese,
lodatelo per la sua immensa grandezza. Lodatelo con il suono del corno,
lodatelo con l’arpa e la cetra. Lodatelo con tamburelli e danze,
lodatelo sulle corde e con i flauti. Lodatelo con cimbali sonori,
lodatelo con cimbali squillanti.
Ogni vivente dia lode al Signore.

Possa la Luce illuminare e custodire il vostro sentiero

Un abbraccio a tutti voi

Perugia 14 ottobre 2016 Roberto Giovagnoni
Counselor professionista e trainer di training autogeno
Esperto di Angelologia

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