“Qi Gong. Arte del Movimento e del Respiro” di Al Fonso Iandiorio

Il Qi Gong (di seguito QG) è un’antica arte cinese le cui origini risalgono a più di 4.000 anni fa. Gli abitanti dell’antica Cina trovavano sollievo alle malattie (in particolare reumatiche per le continue inondazioni, viscerali per le condizioni igieniche e alimentari) facendo una sorta di danza per far circolare l’energia e il sangue e muovere le articolazioni. Essi sperimentarono che attraverso l’esercizio del corpo riuscivano a mantenere un buono stato di salute. Nella civiltà cinese antica, in particolare nell’ambito delle arti marziali e di alcune scuole filosofiche (soprattutto la scuola Taoista), si trovano numerosi riferimenti concernenti il QG. La pratica del QG fu tramandata per migliaia di anni e non si è mai estinta nel tempo, proprio grazie ai suoi benefici effetti sull’organismo umano; ha svolto inoltre una importantissima funzione nello sviluppo della cultura cinese sia in termini di sviluppo scientifico che filosofico ed umano.

Possiamo definire il QG come l’insieme delle conoscenze del mondo naturale che i cinesi hanno acquisito nella lotta contro le intemperanze e i disagi provocati dall’ambiente naturale.

Il termine Qi Gong significa esercitare la forza vitale (Qi) tramite il movimento e l’allenamento (Gong). Il suo significato è molto più profondo di quanto tale definizione, ormai ufficiale e definitiva, lasci intendere.

L’ambito di studio e di pratica del QG è vastissimo: esso affronta le relazioni esistenti tra Uomo (microcosmo) e Universo (macrocosmo) partendo dal principio che, per ottenere un buono stato di salute, è necessario allenare il nostro Qi vitale secondo le leggi che regolano il mondo naturale. L’osservazione e lo studio della dinamica esistente tra il Cielo, la Terra e l’Uomo è il vero scopo del QG nel tentativo di spiegare, attraverso lo studio dei fenomeni naturali, il vero significato dell’esistenza.

Ed è proprio da questo interrogativo sul vero significato dell’esistenza che ha origine il più antico testo che la Cina ci ha trasmesso l’ “I Ching”, il Libro dei Mutamenti, composto da 64 descrizioni in esagrammi risalenti a circa il 1000 a. C. Questo libro, che da molti in occidente è stato interpretato come un mero testo di divinazione, spiega il meccanismo di funzionamento del mondo naturale, le segrete leggi che regolano le relazioni tra Cielo-Terra-Uomo. Scritto in un linguaggio criptico, per “iniziati”, il testo fu corredato nei secoli successivi da numerosissimi commentari tra i quali quelli attribuiti a Confucio.

Secondo la scuola Taoista l’organismo umano si muove, agisce e vive in armonia con le leggi naturali. Il corpo è considerato come un organismo completo e chiuso come una sfera ma, nello stesso tempo, aperto alle relazioni con l’ambiente esterno. Esso è un piccolo punto di incontro dello yin e dello yang all’interno dell’Universo.

Come sulla Terra il passaggio delle stagioni avviene sempre con regolarità ed armonia, così nell’Uomo il Qi ed il Sangue passano punto per punto, stadio per stadio, all’interno del corpo. Come nell’Universo e sulla Terra si verificano disarmonie dello yin-yang esistente in natura (disastri naturali, nubifragi, etc.), così nell’Uomo l’armonia dello yin-yang esistente nel corpo può interrompersi con conseguente insorgere di uno squilibrio e, quindi, della malattia.

Secondo il pensiero filosofico cinese, da cui la MTC trae le sue origini, il macro e microcosmo (Universo e Uomo) sono entrambi regolati da un complesso sistema energetico. Le caratteristiche di tale sistema furono studiate sin dai tempi più antichi sulla base dell’osservazione dei fenomeni naturali e della loro stretta relazione con i principi di funzionamento dell’organismo umano.

Mutamento – Il principio di fondo, alla base di tali osservazioni, è costituito dalla realtà ineluttabile del mutamento: tutto cambia e si trasforma, nulla rimane identico a se stesso nel tempo. Questa legge si applica ai sistemi stellari come alla struttura dell’atomo, alle cose inanimate come all’essere umano.

Qi – La forza sottostante a questo movimento verso l’incessante cambiamento è stata definita dai cinesi QI: tutto è Qi, forza vitale, “soffio”, la vita stessa è Qi. La forza vitale non si esprime in modo lineare ma circolare, come il movimento di un’onda o di una spirale che si conclude laddove è iniziato.

Yin – Yang – Il fluire della vita può, quindi, essere visto come il risultato di due aspetti opposti e complementari: il movimento espansivo di crescita, sviluppo ed esteriorizzazione, il movimento involutivo, di portare a compimento, di interiorizzazione. Questi due movimenti rappresentano il ritmo naturale, il pulsare stesso della vita. Nell’uomo si esprimono, ad esempio, nella inspirazione ed espirazione, nella contrazione ed espansione muscolare, nel battito cardiaco, nell’alternarsi di sonno e veglia, di malattia e salute, di nascita e morte. In natura nei cicli stagionali, nel movimento dei pianeti e delle costellazioni, nell’alternarsi di giorno e notte, etc. In tutti i fenomeni della vita è possibile cogliere la presenza di questi due aspetti che i cinesi definiscono come l’alternarsi di Yin e Yang.

Lo Yin e lo Yang sono opposti ma non separati, l’esistenza dell’uno è necessaria all’esistenza dell’altro. Sono quindi complementari in quanto costituiscono due aspetti di un “intero” così come rappresentato nella sfera del Tai Ji: è fondamentale pertanto pensarli come una Unità, come due facce di una stessa medaglia.

Il concetto di Yin-Yang non deve essere sminuito considerandoli come una mera categoria di contrari; essi rappresentano in realtà un modo di pensare, di interpretare il senso della vita, di spiegarne il significato più profondo.

Quando parliamo di Qi si intende in senso lato il movimento della vita stessa, il suo incessante fluire. Quando invece parliamo di Yin-Yang isoliamo la situazione di un momento, fotografiamo un aspetto o un altro osservandone le interrelazioni reciproche ma sempre all’interno del fluire della vita e del Qi.

A partire dai concetti di Qi e dell’alternarsi di Yin-Yang, sempre nell’intento di spiegare i fenomeni della vita, i cinesi hanno sviluppato diversi modelli teorici: la Legge delle Cinque Trasformazioni (Metallo, Terra, Fuoco, Acqua e Legno), la teoria delle Sei Energie cosmiche (Caldo, Freddo, Fuoco, Umidità, Vento e Secchezza), le cinque Sostanze Fondamentali, il sistema Organi/Visceri e l’insieme dei Meridiani.

Teoria delle 5 Trasformazioni

Sono 5 modi in cui il Qi si manifesta.
Acqua: prima qualità, stato di riposo, quiete, il seme è sotto la terra (inverno);
Legno: seconda qualità, stato di espansione, il seme esce da sotto terra (primavera);
Fuoco: terza qualità, stato di massima espansione e fioritura, alto livello di energia (estate);
Metallo: quarta qualità, stato di condensazione e declino, il seme si ritira (autunno);
Terra: quinta qualità, stato di bilanciamento e armonizzazione delle fasi precedenti, tutto nasce dalla terra.

Secondo il principio dello yin-yang, la vita procede secondo un perenne alternarsi di stati: passiamo così dal benessere al malessere, dall’equilibrio allo squilibrio, da momenti costruttivi a momenti distruttivi e così via. La natura dello yin è statica, quella dello yang è dinamica: i due elementi coesistono insieme per mantenere l’equilibrio della buona salute.

Secondo il taoismo e la MTC è di fondamentale importanza per la nostra salute avere cura della nostra energia individuale, acquisita dal momento della nascita, attraverso il respiro, il cibo e l’acqua (Qi di Cielo Posteriore), al fine di preservare e conservare più a lungo la quantità di Qi innato che il Cielo ci ha assegnato alla nascita (Qi di Cielo Anteriore).

La pratica del QG ha lo scopo di ristabilire l’equilibrio tra gli elementi che costituiscono il nostro sistema energetico, di rafforzare l’energia individuale, di armonizzare lo yin e lo yang, di eliminare l’energia perversa.

L’esercizio del QG serve a mantenere la stabilità del sistema attraverso l’armonizzazione delle funzioni vitali degli organi, la conservazione dei “tre tesori dell’uomo” (Qi, Jing e Shen), l’eliminazione delle ostruzioni energetiche a livello dei Meridiani: possiamo dire che il QG è un processo che utilizza la coscienza per attivare il meccanismo di autoregolazione del corpo-mente da cui scaturisce, naturalmente e spontaneamente, la capacità di autoguarigione dell’organismo.

La portata del QG è molto più ampia di quello che si immagina. La sua derivazione taoista inserisce lo studio del QG nell’ambito delle indagini sulle leggi che regolano i movimenti del mondo naturale, vale a dire del Cielo, della Terra e dell’Uomo.

Simbolo del Tai Ji

La scuola taoista, per riassumere e rappresentare i risultati di migliaia di anni di studio, ha utilizzato dei simboli quali, ad esempio, la sfera del Tai Ji (Tai = grande, Ji = cerchio).

Cosa rappresenta questo diagramma? Lo yin e lo yang dalla cui interazione continua nasce la materia e vengono creati i corpi in movimento. Tutti i moti di trasformazione, dall’universo alla più piccola particella, corrispondono a tale modello. La parte yin rappresenta la struttura materiale degli oggetti. Ad esempio un corpo celeste ha una sua massa, non è vuoto e possiede una sua energia cinetica.

La forza che dà impulso al movimento rotatorio dei corpi celesti è lo yang, mentre il corpo materiale è lo yin. Questi corpi si muovono secondo leggi precise: i cicli stagionali sono dovuti al movimento rotatorio di un anno della Terra intorno al sole e avvengono sempre nello stesso periodo. Ciò significa che si muovono secondo un certo equilibrio che gli deriva dalla loro contrapposizione e complementarietà.

Il simbolo del Tai Ji rappresenta questo principio di eterna contrapposizione delle forze naturali che però avviene all’interno dell’unità della sfera. La sfera in quanto tale, raffigurata nel cerchio bianco, rappresenta invece il Tao.

Il concetto di Tao (tradotto in Via, Sentiero) esprime la forza che sta al di là e al di sopra di tutto, la forza oltre la forza che scorre attraverso il mondo come un fiume diretto al mare che torna alle proprie origini. Per i Taoisti, il Tao è l’origine di tutto. “Il Tao genera l’Uno, l’Uno genera il Due, il Due genera il Tre, il Tre genera tutte le cose” (Tao Te Ching – III-II sec. a.C.) .

Il Tao non va visto come una sorta di divinità creatrice, esso crea semplicemente perché è l’essenza reale di tutte le cose. Non intraprende l’azione di creare, ma le cose emergono come suo risultato. “Tutte le forme si materializzano da sole, ogni cosa si crea da sé, senza le direttive di un Creatore. Dato che le cose si creano da sé, sono incondizionate” (citazione taoista del III secolo d.C.).

E’ la teoria del Wu Wei, della non azione: il Tao è attivo in qualsiasi azione naturale che si sviluppa senza essere forzata. Il Tao genera l’Uno (l’unità), l’Uno genera il Due (lo yin e lo yang), il Due genera il Tre (Cielo-Terra-Uomo) da cui si creano tutte le cose. Questo principio, potremmo dire di autogenerazione della creazione, è ciò che viene rappresentato nella sfera del Tai Ji.

Lo scopo del QG è padroneggiare la sfera del Tai Ji ossia promuovere l’equilibrio energetico yin-yang nel nostro corpo al fine di prevenire e curare le malattie (nella MTC disarmonie).

La MTC ha preso questi concetti taoisti e li ha fatti propri all’interno dei vari metodi terapeutici (agopuntura, massaggio, moxa, farmacopea) il cui scopo è raggiungere l’equilibrio yin yang, perché solo questo permette di curare in maniera efficace qualsiasi malattia.

Il Qi Gong è una pratica globale che lavora su tutti i livelli dell’essere mettendo in grado il corpo-mente di autoregolarsi allo scopo di mantenere un buono stato di salute, prevenire e curare le malattie. E’ necessario praticarlo in modo naturale, con semplicità, senza forzare né sentirsi costretti, al fine di arrivare ad uno stato di calma e benessere.

Gli esercizi possono essere classificati in due categorie: dinamici e statici con i tre elementi comuni di regolazione del corpo, del respiro e del cuore-mente. Gli esercizi dinamici sono caratterizzati da un movimento esteriore e da una staticità interiore e ciò serve ad armonizzare il corpo. Per gli esercizi statici è all’inverso: staticità all’esterno e movimento interno, al fine di regolare la respirazione ed armonizzare il cuore. Le due categorie coesistono e non vanno viste separatamente.

La pratica può essere classificata a seconda di cosa vogliamo ottenere: ad esempio rilassamento, fortificare gli organi, dimagrire, abbassare o alzare la pressione, etc. anche se non c’è una netta divisione di ruoli negli esercizi.

Possiamo definire, in generale, alcune correnti del QG: medica per la prevenzione e cura delle malattie, taoista per la longevità, confuciana per migliorare il corpo e le qualità intellettive ed acquisire il carisma per governare, buddista che privilegia lo spirito la morale e la benevolenza, popolare che riguarda gli esercizi quotidiani e semplici per sciogliere muscoli e articolazioni, quella delle arti marziali che si orienta al potenziamento delle tecniche di difesa e attacco a alla cura dei traumi.

La pratica del QG può essere effettuata secondo la stagione, il giorno o la notte, sullo yin o sullo yang. La primavera e l’estate rafforzano lo yang, l’autunno e l’inverno lo yin. Tra le 23 e le 11 del mattino si allena lo yang, tra le 11 e le 23 lo yin.

Il QG è un lavoro su se stessi. Per avere risultati è necessario avere disponibilità e determinazione nel credere al suo significato profondo e ai benefici che si ottengono con una pratica costante. Bisogna aver fiducia in se stessi e una forte motivazione ad affrontare la malattia, le cattive abitudini, il cambiamento, oltrechè a rafforzare il carattere e la propria capacità reattiva, a combattere la pigrizia.

Per fare QG bisogna avere il “cuore puro”. Ciò significa avere delle intenzioni buone e positive sia verso se stessi che verso il mondo intero, praticarlo con l’intenzione di stare bene noi e far stare bene gli altri senza presunzione né desiderio di potere.

Al Fonzo Iandiorio