Sabato 22 Febbraio: conferenza “Morire da Vivi, un Nuovo Approccio agli Attacchi di Panico”

Cari amici,
siete tutti invitati Sabato 22 Febbraio ore 17:30 presso la nostra libreria alla conferenza “Morire da Vivi, un Nuovo Approccio agli Attacchi di Panico” a cura di Claudio Maddaloni.
Vi ricordiamo che l’ingresso è libero ed è gradita prenotazione al numero 075 5729198 o all’indirizzo email news@cavouresoterica.it

Gli attacchi di panico sono una delle patologie  frequenti ed in aumento nel campo del disagio mentale.
-In questo incontro vi proporrò di osservare  l’attacco di panico da un altro punto di vista,  ossia  come una fase iniziale di apertura della coscienza, una crisi di identità del vecchio io che attraversa adesso una trasformazione. Le ragioni di queste crisi verranno discusse.
-Questa  situazione spesso è accompagnata da movimenti  energetico affettivi e somatici importanti, come sempre accade quando c’è uno spostamento, crescita, risveglio della coscienza.
Lo yoga descrive il corpo sottile  come  formato da chakra e canali dove scorre l’energia vitale, detta Kundalini. Gli attacchi di panico sono qui visti come  crisi di attivazione intensa e repentina di tale forza vitale nel corpo sottile.
-Assieme a questi fenomeni di cambiamento di coscienza identitaria, di fenomeni energetici somatici e psichici,  si assiste quasi sempre alle reazioni dell’io messo in crisi da questi fatti,  reazioni difensive ed evitative che configurano il DAP, disturbo da attacco di panico, diverso dall’attacco di panico in sé e per sé.
-I fenomeni energetici su cui ci concentreremo  originano dall’effetto delle Kundalini attivata e poi eventualmente ascendente  nel corpo sottile, e possono essere aiutati, contenuti,  accolti anziché essere solo temuti ed avversati. È questo il senso di una psicoterapia transpersonale, che accolga in uno spazio di coscienza più ampio la crisi dell’io.
Il dr Sannella psichiatra americano da poco scomparso, autore di un  interessante libro “la fisio Kundalini”, proponeva l’analogia col il parto, poiché si tratta anche qui della nascita di un nuovo essere, dell’essere nuovo, di una metamorfosi non facile ma intelligente e non solo  una condizione di limite e malattia.
-Da questo punto di vista l’intervento psichiatrico deve essere rivisto in chiave transpersonale; l’uso eventuale di farmaci  è di appoggio e discreto, il ruolo delle professioni i aiuto è collocato in un allinearsi al processo, accompagnare e non solo abbattere le crisi.
Il paradigma medico risulta  incompleto e persino dannoso  se non si comprende il senso del cambiamento che è intervenuto, cambiamento irreversibile,  non facile e quindi da assistere, accogliere; richiede una formazione del personale di aiuto radicalmente differente da quella attualmente  disponibile in campo medico, una diversa concezione  della professione medica e psicologica.