Shambhala la Risplendente – Nicholaj K. Roerich

Shambhala la Risplendente
Nicholaj K. Roerich

Difficile, forse imprudente parlare di Shambhala. Luogo del mito per eccellenza, città sospesa tra cielo e terra; metafora e residenza del Segreto.

Sotterranea e nascosta agli occhi del cercatore profano, sprofondata nelle viscere della terra (il cui accesso segretissimo si dice essere nella valle del Turfan, nel vecchio Turkestan cinese): la Shambhala terrena muove -nascosta agli occhi del mondo – i fili e i destini degli esseri umani, sorveglia il cuore e l’evoluzione di ciascun essere, guidata dall’energia potente ed illuminata del Rigden-jyepo, il Reggente.
Nicholas Roerich, russo d’origine, naturalizzato americano, archeologo, tibetologo, storico dell’arte ed artista egli stesso, della stirpe dei grandi viaggiatori d’inizio secolo, soprattutto sapiente esoterista, percorre tra il ’20 e il ’30 del ‘900 le valli Himalayane, il Kashmir, il Ladach, il Sikkim, la Mongolia e gli Altai, sulle tracce della tradizione orale più segreta legata alla mitica Shambhala.

E’un viaggio segnato da mille contraddizioni, dove l’Insegnamento di Chenrezi, il Risvegliato, risplende solo a tratti, in pochi periferici monasteri(Tashi lhunpo,) o nelle conversazioni dei bivacchi notturni accanto ai fuochi, offuscato e disperso specialmente a Lhasa, la capitale; preda di pratiche superstiziose di un lamaismo di palazzo, stratificazioni dello sciamanesimo Bon po, della svendita prezzolata di immagini sacre.

Dalla narrazione emergono due Tibet: il primo, quello di un paese isolato, arretrato e retrogrado, vittima del proprio isolamento geografico e politico (lo stesso raccontato con ulteriore ironia e disincanto da Alexandra David-Néel); il secondo appare come il depositario insondabile di una sapienza arcana, rimasta intatta nei millenni, custodita nel silenzio immane del Paese delle Nevi; là dove con la certezza spiazzante che solo la vera Conoscenza può dare, è atteso come imminente Maytreia, il Buddha che deve venire, non prima che sia ristabilita la vera dottrina, a prezzo di dolore e cambiamento, così come vuole una profezia funesta, e come inesorabilmente la storia politica del Tibet recente ci ha mostrato in tutto il suo orrore.

Ma il lavoro sottile di Shambhala prosegue, non visto, non udito, chiamando a raccolta solo chi con cuore puro e disinteressato batte i sentieri della Conoscenza e del Servizio e si batte per la Pace.

Nicholaj K. Roerich, russo d’origine, naturalizzato americano, archeologo, tibetologo, storico dell’arte ed artista egli stesso, della stirpe dei grandi viaggiatori d’inizio secolo, soprattutto sapiente esoterista, percorre tra il ’20 e il ’30 del ‘900 le valli Himalayane, il Kashmir, il Ladach, il Sikkim, la Mongolia e gli Altai, sulle tracce della tradizione orale più segreta legata alla mitica Shambhala.