Tara. Il risveglio della Grande Madre – Carla Tzultrim Freccero

Quando la madre parla significa che possiamo ascoltare e mettere in pratica ciò che ci dice.
E se la voce della grande Madre parla dentro di noi, lo fa perché ha trovato un varco per poter entrare, lo fa perché è giunto il momento di richiamare il discepolo alla sua vera natura.
All’interno della nostra dimensione quotidiana ci muoviamo secondo gesti concreti che conosciamo per la continua ripetitività, per la familiarità e la consuetudine delle loro forme, gesti replicati e necessari che rappresentano la nostra vita.
Talvolta però la no­stra anima sembra volare altrove, in luoghi inesplorati della psiche che improvvisamente si rivelano e che noi fortemente vogliamo raggiungere.
E come se dentro di noi in modo repentino si mani­festasse una creatura assetata che ci chiede acqua con una dispe­rata insistenza, è come se fossimo fatalmente consapevoli di essere privi di qualcosa di assolutamente necessario e vitale.
Dobbiamo ascoltare la voce della nostra anima.
La Madre divina appare a ognuno di noi con un volto diverso ed è l’apparenza di Tara con le sue infinite manifestazioni che vogliamo qui celebrare e riconoscere nella nostra vita.
Tara, la veloce eroina le cui lodi non hanno numero, l’immagine buddhista più venerata del femminismo risvegliato, può giungere in nostro soccorso immediatamente, al primo accenno, alla prima preghiera di aiuto.
Quando Tara tocca anche un solo infinitesimale attimo psichico della nostra coscienza, dilaga ovunque, riempiendo di energia radiante la nostra vita.

Carla Tzultrim Freccero è una praticante buddhista dal 1978. Nel 1987 ha preso l’ordinazione monastica dal Ven. Kalu Rinpoce. Ha sempre vissuto all’interno e nei pressi dell’istituto Lama Tzong Khapa, un Centro di studi di psicologia e filosofia buddhista, a Pomaia (Santa Luce) in Toscana, legato alla scuola tibetana Gelug, il cui rappresentante più insegne è Sua Santità il XIV Dalai Lama. Nel corso di questi oltre quarant’anni, Carla ha conosciuto i più grandi Maestri della tradizione tibetana, molti dei quali hanno lasciato il corpo, ed è stata loro discepola. Ha svolto varie funzioni all’interno dell’ILTK, tra le quali per dieci anni è stata coordinatrice del programma spirituale dell’istituto, sotto la guida del Ven. Ghesce Ciampa Ghiatso, Lama residente del Centro per quasi trent’anni. Attualmente svolge un ruolo di accoglienza e ascolto e collabora alla realizzazione del progetto del futuro monastero nei pressi di Pomaia. Ha scritto Tara, l’Arte del Potere Femminile, ed è stata tra le curatrici di una raccolta di scritti dedicati al tema della Paura.