Trattato sulla reintegrazione degli esseri – Manoscritto di Algeri di Martinez de Pasqually

Jaques de Livron de la Tour da La Case de Pasqually, nato a Grenoble nel 1727 – forse discendente di una famiglia di marrani convertitasi al cattolicesimo – ebbe la patente massonica dal padre il quale la ricevette dalla famiglia Stuart d’Inghilterra, quando la massoneria di Francia era in una fase critica a causa di lotte intestine: e tuttavia intorno al 1760 Martinez dette vita all’Ordine dei Massoni Eletti Cohen dell’Universo.

In realtà quest’Ordine di massonico aveva solo la facciata perché l’insegnamento e l’operatività era tutta finalizzata alla reintegrazione e spiritualizzazione dell’iniziato, fino a renderlo sacerdote rinnovato del Culto Primitivo.

Il “Trattato” ne rappresenta la base teorica mentre il “Manoscritto” ne sviluppa la parte operativa, sicuramente non tutta in quanto molte delle istruzioni di operazioni teurgiche erano trasmesse direttamente da maestro a discepolo: certo oggi qualcuno sorriderà leggendo alcuni dettagli “magici” di questi insegnamenti, ma in questo contesto hanno la loro giustificazione.

Comunque non è possibile entrare nel merito della dottrina di Martinez perché la questione è di una tale complessità che ancora oggi, dopo oltre due secoli dalla pubblicazione del “Trattato”, nessuno ha saputo chiarire quale fosse la tradizione a cui ricondurre questi insegnamenti.

Sono evidenti le connessioni con la kabbalah ebraica, ma anche alcuni elementi riconducibili alla gnosi antica, però il nucleo della dottrina è costituito dalla pratica operativa che dovrebbe permettere all’adepto di essere rigenerato nei suoi “poteri” primordiali.

Tutto ciò presuppone una colpa, almeno ab origine da parte del primo Adamo che, prevaricando i suoi doveri imposti dalla divinità, ha causato la caduta dallo stato edenico e condannato così l’umanità all’attuale condizione precaria e mortale …

Qui ci permettiamo di mettere in evidenza la fondamentale differenza che c’è tra questa visione e quella gnostica, a cui spesso la dottrina di Martinez viene ricondotta: in realtà la gnosi cerca di risvegliare l’uomo alla sua natura divina, provocando così la liberazione da quelle forze che lo tengono prigioniero.

Quindi mentre nell’insegnamento di Pasqually l’operatività magico-teurgica è finalizzata alla riconciliazione con le forze spirituali incorporee, nella gnosi l’adepto aspira alla soluzione di quei legami con quelle forze che lo tengono schiavo, e che vorrebbero impedirgli di prendere coscienza della propria natura divina!

Per di più oggi si parla semplicemente di “martinisti” per intendre tutti gli appartenenti a qualsiasi ordine iniziatico che si ricollega a questi insegnamenti, però i discepoli che seguono la dottrina e l’operatività originaria di Martinez preferiscono farsi chiamare “martinezisti”.

Infatti uno dei primi discepoli del Pasqually, Louis Claude de Saint-Martin, ne modificò le dottrine sviluppandole in modo originale, ponendo al centro di tutta l’opera di reintegrazione la figura del Cristo: il Riparatore. Per ciò a rigore i martinisti sono appunto i seguaci di questa scuola.

Inoltre Saint-Martin sul piano operativo propone la cosiddetta “Via Cardiaca”, che però non è affatto una via mistica, la quale rispetto alla teurgia del maestro è molto più affine alla gnosi alessandrina, per lo meno a quelle correnti di esoterismo cristiano che tendono a sottolineare l’imprescindibile funzione del Cristo cosmico rispetto al Gesù storico …

In ogni caso ancora oggi è fondamentale per ogni martinista, o aspirante tale, la lettura e lo studio dei testi di Martinez che comunque non fu mai rinnegato dal suo erede spirituale.

Ci auspichiamo che la pubblicazione di questi due libri, davvero molto importanti per la tradizione esoterica occidentale, possa essere accolta con entusiasmo e permetta di verificare personalmente l’autenticità di chi oggi si dichiara seguace del Pasqually.

B-Atman